In un consiglio comunale senza opposizioni – centrosinistra e centrodestra che, per motivi diversi, non partecipano ai lavori – la presidente della Regione Stefania Proietti è intervenuta, unitamente al sindaco Stefano Bandecchi, per parlare del futuro nuovo ospedale di Terni. Priorità che, a parole, è tale per tutti. E la sintesi è che l’incarico che l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni – su input della Regione Umbria – affiderà per definire intanto l’area dove realizzare il nuovo ospedale (risposta attesa entro il 15 dicembre), sarà il punto di partenza per decidere ubicazione e, a ruota, cronoprogramma di massima – con il progetto preliminare – e modalità/fonti di finanziamento. Da tutti è giunto un imperativo: «Basta parole, solo fatti concreti e fare presto che Terni, strategica anche per attrarre pazienti da fuori regione, non può attendere oltre».
L’incontro ha anche sancito il dialogo, se non l’unità di intenti, fra Regione – apprezzabile la volontà di confronto ‘a viso aperto’ della presidente – e Comune per il percorso attivato. Ma anche la stridente assenza degli esponenti di Pd e M5s in consiglio comunale a Terni. Proprio i rappresentanti del centrosinistra sono da giorni – almeno in modo radicale – in ‘rotta’ con il sindaco Bandecchi, in particolare dopo le parole di quest’ultimo sulla Palestina e i bambini di Gaza. Tanto che poco più di una settimana fa in città si è tenuta una manifestazione con oltre mille persone che hanno chiesto le dimissioni del sindaco. Una linea che i consiglieri ternani di centrosinistra non hanno inteso abbandonare, così come Stefania Proietti non ha inteso riunciare alla partecipazione al consiglio aperto di Terni su sanità e ospedale. Di seguito il video integrale della seduta consiliare dedicata.
QUI IL VIDEO INTEGRALE DEL CONSIGLIO COMUNALE APERTO SU OSPEDALE E SANITÀ
VIDEO – PARLANO LA PRESIDENTE PROIETTI E IL SINDACO BANDECCHI
VIDEO – BANDECCHI: «DISPONIBILE A DIMETTERMI DA SINDACO SE REGIONE GARANTISCE CHE IN 5 ANNI LO REALIZZA»
LE FOTO
Reazioni e prese di posizione
Sara Francescangeli – Presidente del consiglio comunale di Terni
Il consiglio comunale aperto è stato un grande successo per la città. Il dibattito è stato di livello, con un apporto costruttivo da parte di tutti gli intervenuti. Tutti, associazioni e cittadini, hanno voluto sottolineare quanto sia urgente per il nostro territorio una nuova struttura di alta specializzazione in grado di salvare non solo le vite dei ternani ma di tutti i residenti della provincia.

Ringrazio le forze sindacali, il tessuto associativo, ringrazio la presidente Proietti per la sua presenza e per aver condiviso con la città i problemi che ci sono per avviare l’iter di realizzazione e quanto la Regione sta facendo. La ringrazio anche per l’impegno preso per venire a riferire nuovamente al consiglio comunale di Terni gli sviluppi che si avranno entro il 2025. Ringrazio il sindaco Bandecchi per aver dato ancora una volta voce alle istanze della città che chiede una struttura pubblica in tempi rapidi, punto di riferimento per tutta la regione e per i territori limitrofi Il nostro sindaco sta conducendo una battaglia senza precedenti con l’apporto della stragrande maggioranza dei ternani, compresi i tanti di sinistra, di centro e di destra che oggi erano in biblioteca.
A tal proposito non posso non sottolineare la grave ferita istituzionale e democratica inferta al consiglio comunale dai consiglieri di Fdi, del Pd e dei Cinque Stelle. Questi gruppi hanno deliberatamente disertato una seduta del loro consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno un loro documento. Nella sostanza si tratta di uno strappo ancora più profondo: i consiglieri di una parte dell’opposizione si sono chiamati fuori sul tema dei temi, quello del nuovo ‘Santa Maria’, struttura attesa da decenni e reclamata a gran voce dalla città. Si tratta di una assenza che dimostra come le piccole beghe politiche per alcuni vengano prima degli interessi di Terni e dei ternani.
È gravissimo che certa opposizione senza idee e senza proposte parli di intesa personale tra il sindaco Bandecchi e la presidente Proietti, come se il lavoro comune delle istituzioni per rispondere a un sacrosanto diritto dei ternani fosse una questione privata. L’assemblea di palazzo Spada continuerà comunque a lavorare e a portare avanti le istanze di Terni, soprattutto quelle fondamentali. Già abbiamo invitato la presidente Proietti e tutti i consiglieri regionali, sia di maggioranza e di opposizione, per discutere nuovamente sul nuovo ospedale e degli sviluppi che contiamo di avere a breve.
Fratelli d’Italia – Coordinamento provinciale, comunale e gruppo consiliare Terni
Fratelli d’Italia Terni non partecipa al consiglio comunale aperto di oggi sul nuovo ospedale. Sarebbe solo una messinscena, un copione già scritto tra la presidente della Regione Stefania Proietti e il sindaco Stefano Bandecchi che fingono di discutere di un progetto che non esiste. A nove mesi dal suo insediamento, la presidente Proietti non ha in mano nulla: nessun progetto, nessuna localizzazione, nessun piano concreto. Solo venerdì scorso, in commissione sanità, ha comunicato di aver trovato il tempo di affidare uno studio di fattibilità preliminare. Per bocca della stessa presidente ad oggi non esistono ne’ un’ idea, né risorse regionali certe nonostante la manovra da 184 milioni di euro costruita sull’aumento delle tasse ai cittadini umbri. E allora, di cosa si parlerà? Dell’ospedale o si sancirà un accordo politico già fatto tra Proietti e Bandecchi?

Il paradosso è clamoroso: il centrosinistra ternano, che per anni ha contestato ogni proposta del centrodestra, oggi viene smentito e umiliato dalla propria presidente. Nonostante le pressioni e le richieste provenienti da tutto il centrosinistra umbro, compresi esponenti della sua stessa giunta, la presidente Proietti ha deciso comunque di venire a Terni, non per presentare un progetto, ma per sancire un’intesa personale con il sindaco Bandecchi.
Altro che confronto istituzionale: è un patto politico a due: Bandecchi & Proietti. Fratelli d’Italia non partecipa a questo teatrino. Se la presidente e il sindaco vogliono recitare un copione, lo facciano in privato come hanno già fatto. Dopo una campagna elettorale costruita su promesse e mesi di governo pregni di solo annunci, Terni ha perso la pazienza. Quando ci sarà un progetto vero, serio e trasparente, Fratelli d’Italia sarà pronta al confronto, con senso di responsabilità e spirito costruttivo. Fino ad allora, restiamo fuori da una messinscena che nulla ha a che vedere con la programmazione e con la buona politica. Non parteciperemo a questa farsa, architettata da chi tenta soltanto di coprire il proprio fallimento politico mettendo in luce una profonda frattura interna alla propria coalizione.
Guido Verdecchia – Capogruppo Alternativa Popolare, consiglio comunale di Terni
Il tempo delle parole è scaduto. Parliamo del diritto più sacro: il diritto alla salute. Un nuovo, grande e moderno ospedale a Terni non è una spesa, ma il più grande investimento che possiamo fare sul nostro futuro e un’infrastruttura strategica per l’intera Umbria e per il centro Italia. Guardo i volti dei cittadini e vedo la stanchezza di chi attende e la speranza di chi non si arrende.

È necessario superare la sterile e dannosa contrapposizione tra Terni e Perugia, un dualismo che indebolisce l’intera regione. Il nuovo polo ospedaliero ternano rappresenta un’opportunità unica per l’Umbria di invertire la rotta sulla mobilità sanitaria passiva. Ogni anno, decine di milioni di euro delle nostre tasse escono dall’Umbria per finanziare le sanità di altre regioni. Abbiamo la possibilità non solo di fermare questa emorragia, ma di diventare noi un polo di attrazione, attirando pazienti e risorse fresche da reinvestire per ridurre le liste d’attesa e migliorare i servizi per tutti, da Terni a Città di Castello.
La precedente giunta regionale aveva già indicato una via, stanziando 128 milioni di euro. Non possiamo permetterci di buttare via quel lavoro e di perderci in nuove incertezze. Dalla città di Terni si leva un appello forte e chiaro alla Regione: il tempo è adesso. La pazienza è finita. Servono decisioni, non discussioni. Serve un cantiere, non un’ipotesi. Questa è la battaglia di una comunità intera che chiede rispetto e futuro. Facciamolo per l’orgoglio di Terni e per il bene di tutta l’Umbria.
Claudio Batini – Consigliere comunale Alternativa Popolare, Terni
L’ospedale di Terni sta ancora alle calende greche, e questa è l’unica, deprimente certezza emersa oggi dal consiglio comunale aperto in presenza della presidente regionale Proietti. Trent’anni di immobilismo e ritardi svelano un sistema che non è lento: è paralizzato. Quando tre decenni fa mi ritrovai a maneggiare progetti di opere pubbliche, l’abissale differenza rispetto al privato fu uno schiaffo in faccia.

Il privato arriva con un’esigenza e un sogno, e parte subito un progetto di fattibilità legato a un budget concreto. La pubblica amministrazione, invece, confina le necessità nel ‘libro dei sogni’ per anni, tra schede e richieste, fino a quando il bisogno diventa un’emergenza non più rinviabile. Solo a quel punto, con la maturità dei tempi e l’urgenza ormai al collasso, il ministero o qualche ‘benefattore’ di Stato mette a disposizione una somma. Attenzione: una somma misera, sproporzionata, molto ma molto inferiore al costo reale di realizzazione.
Poi arrivano i ‘fondi europei’, che sono semplicemente le nostre tasse che fanno un giro assurdo a Bruxelles e ritorno, decurtate delle lautissime commissioni per il viaggio. Solo con il finanziamento certo si può avviare l’iter progettuale: Preliminare, definitivo e, finalmente, esecutivo. L’unico, quest’ultimo, che permetterebbe la cantierabilità. Da lì, l’esecuzione: e noi, si sa, in Italia siamo sì bravi, ma biblicamente lenti.
Tutta questa farsa è la premessa per la seduta odierna. Se la presidente Proietti ha passato il tempo a discutere se ‘ristrutturare il vecchio’, ‘ampliare il vecchio’, ‘farne uno nuovo’ o addirittura ‘lasciare morire l’ospedale e andare tutti a Perugia’, significa una cosa sola: la politica non ha un piano. Se non si sceglie la soluzione più radicale (chiudere e spedire i ternani a Perugia), l’ospedale di Terni, se tutto va bene e se quel benedetto finanziamento arriva entro metà 2026, vedrà la luce non prima di 30 anni.
Il colpo di grazia, però, è politico. Questo immobilismo pluridecennale ha avuto oggi il suo contorno, che a questo punto definisco anche il consenso implicito: tutta la minoranza di sinistra e destra del Comune di Terni ha preferito disertare l’incontro con i cittadini e la presidente Proietti. Il loro nobile motivo? Non condividono ‘i modi di esprimersi’ del sindaco Stefano Bandecchi. Mentre si litiga sulla forma, la salute dei cittadini sprofonda.
La loro assenza non è un atto di protesta contro il sindaco, ma un plateale atto di disinteresse verso la città. Hanno scelto di abdicare al loro ruolo, condannando di fatto Terni a rimanere nel limbo burocratico per i prossimi trent’anni. Per questo mi sento di ringraziare l’unica voce di opposizione all’amministrazione Bandecchi presente oggi: quella della presidente regionale Proietti, accompagnata dall’assessore De Rebotti e dal consigliere Filipponi, a cui va tutta la mia stima e riconoscimento per il segno di rispetto nei cittadini di questa provincia.
Pd, M5S, AV e gruppi consiliari Pd e M5S Terni
I partiti e i gruppi consiliari del centrosinistra di Terni ritengono necessario fare chiarezza sulla scelta di non partecipare al consiglio comunale aperto sul nuovo ospedale di Terni, convocato in modo anomalo dall’ufficio di presidenza — dove le opposizioni non sono rappresentate — e senza alcuna interlocuzione preventiva con i gruppi consiliari, come la buona prassi politica richiederebbe. La nostra decisione non mette minimamente in discussione la priorità assoluta che da sempre contraddistingue il centrosinistra: l’impegno concreto per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni, infrastruttura fondamentale per il diritto alla salute dei cittadini e per il rilancio del territorio. Il percorso tracciato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, già in terza commissione e ribadito oggi, conferma tempi, metodo e obiettivi chiari, che condividiamo pienamente e che rappresentano un cambio di passo rispetto al passato.

La nostra assenza dal consiglio comunale aperto è invece un atto di coerenza politica e di responsabilità civile. Non certo un atto per isolare Terni e condannare i ternani per colpa di un sindaco inadeguato al ruolo che ricopre. Le gravi dichiarazioni del sindaco Bandecchi, ripetute per giorni, in particolare sulla tragedia di Gaza e sugli inqualificabili riferimenti alle bambine e ai bambini palestinesi, hanno creato una condizione di inagibilità politica e di profondo rigetto da parte della città. Lo dimostrano le centinaia di persone scese in piazza il 4 ottobre per chiedere le dimissioni del sindaco che scredita la città di Terni in tutta Italia e per riaffermare un’idea di Terni fondata sul rispetto, la verità e la dignità delle istituzioni.
Sul merito del nuovo ospedale, riteniamo pretestuoso un confronto di questo tipo in questa fase. La Regione sta portando avanti un approfondimento tecnico preliminare, che dovrà concludersi entro la fine dell’anno con la predisposizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale, nel quale troveranno spazio decisioni fondate e sostenibili. Concordiamo pienamente con quanto illustrato dalla Presidente Proietti in Terza Commissione e con il comunicato diffuso venerdì scorso dalla maggioranza regionale: un percorso collegiale, coeso e trasparente, sostenuto da tutti i gruppi che la affiancano e che coinvolge anche i rappresentanti ternani.
Questa è la vera differenza rispetto al passato. Mentre oggi la Regione lavora con serietà e metodo per garantire a Terni un nuovo ospedale pubblico e moderno, il precedente governo regionale di centrodestra aveva solo sparso fumo e tentato operazioni opache, come il project financing bocciato due volte, di cui ancora qualche consigliere regionale di opposizione parla con nostalgia. Se oggi siamo costretti a ripartire da zero, è perché la destra non ha lasciato nulla di concreto. Noi, invece, continueremo a lavorare uniti e con coerenza per costruire un futuro di sanità pubblica, trasparenza e buona amministrazione per la nostra città.






