Aggiornamento sabato 18 ottobre, ore 11.45 – In una nota la questura di Perugia riferisce che «questa mattina, alle ore 4.30 circa, a seguito di chiamata al numero unico di emergenza, il personale della polizia di Stato di Perugia è intervenuto nel parcheggio di via Luigi Vanvitelli dove era stata segnalata una lite nell’ambito della quale è stato ucciso un giovane, classe 2002, di origini albanesi. Gli agenti delle Volanti, giunti sul posto, hanno preso contatti con il personale del 118 il quale, giunto poco prima, aveva constatato il decesso del 23enne a causa di una ferita da arma da taglio, riportata all’altezza del torace. Nel luogo del delitto è successivamente sopraggiunto anche il pubblico ministero, il personale del Gabinetto provinciale della polizia Scientifica, della squadra Mobile ed il medico legale. Dai primi accertamenti e dall’audizione dei testimoni presenti – prosegue la nota – è emerso che a seguito di una rissa per futili motivi, avvenuta nel sopracitato parcheggio, un soggetto, allo stato ignoto, avrebbe colpito con un coltello il 23enne che, poco dopo, è deceduto. Sono in corso gli accertamenti investigativi da parte del personale della squadra Mobile, coordinati dalla procura della Repubblica di Perugia, finalizzati a ricostruire la dinamica dell’evento e ad individuare i responsabili».

Dramma a Perugia dove Hekuran Cumani, 23enne di nazionalità italiana, residente a Fabriano (Ancona) e la cui famiglia è di origini albanesi, è stato ucciso all’alba di sabato – il fatto è accaduto intorno alle ore 4.30 – nel parcheggio del dipartimento di matematica e informatica dell’università di Perugia, in via Luigi Vanvitelli, zona Elce. A riportare la notizia in prima battuta è umbria24.it.
Il ragazzo – giunto a Perugia in auto per trascorrere la serata con gli amici – sarebbe stato raggiunto da una coltellata fra petto e collo, probabilmente al culmine di una lite con altri soggetti – sarebbero per lo più residenti nella zona di Ponte San Giovanni, a Perugia, e di origine straniera – che sono poi fuggiti dalla scena. Inutili i soccorsi da parte degli operatori del 118: per il giovane non c’è stato nulla da fare.
Sull’accaduto sono in corso indagini serrate da parte della questura di Perugia, sul posto con personale della squadra Volante, del Gabinetto di polizia Scientifica e della squadra Mobile diretta da Maria Assunta Ghizzoni, unitamente al pm Gemma Miliani e al medico legale Laura Verdelli. Al vaglio sia immagini di telecamere presenti in zona che testimonianze – in primis gli amici e il fratello del giovane ucciso – potenzialmente utili a ricostruire precisamente fatti e responsabilità.
Nell’accaduto, infatti, anche il fratello di Hekuran Cumani è stato ferito con una coltellata ad una gamba, probabilmente dallo stesso soggetto che ha poi ucciso il fratello utilizzando un’altra arma da taglio delle due, una più lunga e l’altra più corta, di cui era in possesso.
Secondo quanto appreso, il drammatico delitto – estraneo tanto al contesto universitario quanto a quello dello spaccio di droga – sarebbe legato ad una rissa scoppiata per futili motivi fra due gruppi di giovani all’uscita da un locale, nel corso della quale il 23enne – incensurato – è stato accoltellato a morte da uno dei soggetti coinvolti. Quest’ultimo sarebbe giovane, poco più che 20enne, di origini tunisine e sarebbe sopraggiunto in un secondo momento rispetto all’inizio della lite fra i due gruppi.
Hekuran Cumani – come detto, giunto da Fabriano dove viveva con i propri cari – aveva trascorso la serata/nottata di venerdì insieme agli amici, in giro per locali. Fino a raggiungere lo storico ‘100Dieci Caffè’ che si trova nel complesso universitario. All’esterno, sarebbe scoppiata la rissa e, dopo aver ricevuto il fendente, il ragazzo ferito avrebbe fatto per allontanarsi ma, dopo pochi metri, è crollato sull’asfalto ed è morto.















