di Giovanni Cardarello
Il ‘Santa Maria della Misericordia’ accelera sulla strada della modernizzazione. Il cronoprogramma della Missione 6 del Pnrr per l’azienda ospedaliera di Perugia è stato al centro dell’audizione che si è tenuta martedì a palazzo Cesaroni, dove i vertici della sanità perugina hanno illustrato lo stato dell’arte davanti alla commissione speciale presieduta da Stefano Lisci. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’ospedale Antonio D’Urso, la direttrice sanitaria Simona Carosati, quella amministrativa Maria Chiara Innocenti e l’ingegnere Francesco Zepparelli, responsabile regionale del coordinamento Pnrr.
La rivoluzione silenziosa delle ‘grandi macchine’
«Il cuore pulsante della trasformazione in atto non è fatto solo di mattoni – si legge in una nota della Regione Umbria – ma di tecnologia invisibile e altissima precisione. L’azienda ospedaliera, infatti, ha investito quasi 4,7 milioni di euro per un restyling radicale che punta a sostituire il parco macchine obsoleto con l’avanguardia digitale. Non si tratta di semplici acquisti, ma di una complessa operazione di ingegneria clinica: dai nuovi sistemi radiologici alla Pet/Ct, fino agli ecotomografi di fascia alta, gran parte delle attrezzature è già stata installata e collaudata».
L’attenzione dei tecnici è ora concentrata «sul completamento dei locali per i nuovi angiografi, intervento che richiede opere strutturali specifiche e che ha già raggiunto il 60% del percorso, con un’evoluzione positiva nelle ultime ore. Parallelamente, si lavora sulla sicurezza: è quasi concluso (91%) l’aggiornamento dei sistemi di dosimetria, fondamentali per monitorare con precisione chirurgica l’esposizione alle radiazioni».
Diagnosi più veloci e precise: cosa cambia per i pazienti
L’impatto di questo salto tecnologico sulla cittadinanza sarà concreto. «L’integrazione di macchinari come la nuova Pet/Ct – si legge ancora – non rappresenta solo un aggiornamento tecnico, ma un cambio di passo nella qualità delle cure. Le nuove tecnologie, infatti, consentono immagini più definite e con un tempo di lavoro ridotto in modo sensibile». Per non tacere del fatto che una scansione più rapida significa anche minore esposizione del paziente alle radiazioni e possibilità di aumentare il numero di esami giornalieri. Un intervento diretto sull’abbattimento delle liste d’attesa unito ad una maggiore accuratezza diagnostica
Cantieri strutturali: terapia intensiva e pronto soccorso
Oltre alla tecnologia, si lavora sui flussi e sugli spazi. Gli investimenti edilizi ammontano a oltre 7 milioni di euro (di cui circa 3 milioni di cofinanziamento aziendale). La terapia intensiva è in dirittura d’arrivo: i lavori per i 12 nuovi posti letto sono arrivati all’80%. Più articolata la situazione del pronto soccorso, attualmente al 65%. Qui la strategia è logistica: lo spostamento del 118 in un’altra sede permetterà di recuperare spazi vitali per il dipartimento d’emergenza, dove troverà posto anche il pronto soccorso pediatrico, garantendo percorsi più fluidi e, soprattutto, separati per i più piccoli.
Digitalizzazione e formazione
Non c’è innovazione senza competenze. Sul fronte della digitalizzazione, se per i Dea (Dipartimenti di emergenza e accettazione) il target è già stato centrato, per il fascicolo sanitario elettronico la sfida si sposta sul capitale umano. È infatti in corso la formazione generale dei professionisti, passaggio obbligato affinché l’infrastruttura tecnica diventi uno strumento di cura quotidiano e non resti un semplice database.
Il plauso della commissione
Soddisfatto il presidente Stefano Lisci: «Una seduta estremamente proficua. Vari target del Pnrr sono stati raggiunti e gli altri sono ormai vicinissimi al traguardo». Un riconoscimento al lavoro del management guidato da D’Urso, impegnato a chiudere i cantieri nel rispetto delle scadenze tassative dettate dall’Europa per consegnare all’Umbria un ospedale realmente hi-tech.






