Taglio del nastro lunedì pomeriggio all’azienda ospedaliera di Perugia per l’inaugurazione della nuova degenza di neurorchirurgia. Aumentata la capacità fino a venti posti letto con un intervento di riorganizzazione logistica e funzionale.
Il nuovo assetto logistico-organizzativo – viene sottolineato – ha comportato la creazione di due nuove aree di degenza: una dedicata alla neurochirurgia localizzata al blocco B, secondo piano, con un incremento dei posti letto da 14 a 20, e una dedicata all’ortopedia situata al blocco D terzo piano. Il nuovo layout è funzionale alla prossimità con il blocco operatorio di afferenza, collocato nello stesso blocco, garantendo un’ottimizzazione degli spazi ed un efficientamento del percorso del paziente neurochirurgico e ortopedico.

«Questa riorganizzazione – le parole della presidente della Regione Stefania Proietti – aumenta la capacità di degenza della neurochirurgia fino a venti posti letto e separa in modo chiaro i percorsi rispetto all’assetto definito durante la pandemia, quando neurochirurgia e ortopedia erano state accorpate in un’unica ala. Oggi adeguiamo spazi e organizzazione a flussi che sono cambiati e a bisogni clinici che sono cresciuti. I numeri spiegano questa scelta: l’attività chirurgica della neurochirurgia è aumentata del 16% nel 2024 e del 20% nel 2025 rispetto agli anni precedenti, con un incremento delle sedute operatorie e un conseguente maggiore fabbisogno di posti letto. In parallelo è cresciuta la centralizzazione dei pazienti traumatizzati provenienti dal territorio della Usl Umbria 1 ed è aumentata anche l’attività protesica dell’Ortopedia. Il nuovo layout è costruito per avvicinare la degenza ai blocchi operatori di riferimento, riducendo passaggi, tempi e criticità lungo il percorso del paziente. La mobilità attiva è un fattore decisivo per i risultati che otteniamo. In una specialità ad alta complessità come la neurochirurgia, ogni intervento è anche un’occasione di studio e di ricerca scientifica: qui non contano appartenenze tra Università e Regione, conta il paziente e il miglioramento continuo delle cure. Questo passaggio nasce da un miglioramento logistico e deve ora tradursi in un rafforzamento tecnologico sempre più spinto. È un impegno assunto insieme al magnifico rettore, lavorando – ha concluso – con risorse proprie perché spazi adeguati e tecnologie appropriate sono la condizione per una sanità pubblica capace di offrire il meglio».
Presente anche Massimiliano Marianelli, rettore UniPg: «L’inaugurazione di oggi conferma come ospedale, università e sistema regionale crescano insieme, in una relazione strutturale e non episodica. La neurochirurgia rappresenta una specialità di alta complessità in cui assistenza, didattica e ricerca si intrecciano quotidianamente, ogni atto clinico è anche occasione di formazione e produzione di conoscenza. La nuova degenza rafforza la capacità di presa in carico dei pazienti e crea condizioni migliori per il lavoro delle équipe multidisciplinari, per l’innovazione clinica e per la formazione dei giovani medici e dei professionisti sanitari. È in questa integrazione virtuosa tra cura, ricerca e insegnamento che si misura la qualità di un grande ospedale pubblico e di una università pienamente inserita nel territorio».
In ospedale per l’occasione anche la direttrice regionale a salute e welfare Daniela Donetti: «Stiamo lavorando insieme alla costruzione del piano socio-sanitario regionale ma soprattutto lo stiamo applicando. Riteniamo fondamentale che ciò che costruiamo in modo condiviso venga poi tradotto in scelte operative, venga misurato e, se non funziona come deve, venga rivisto, nella logica del miglioramento continuo. Faccio questa precisazione perché oggi parliamo di una specialità di alta complessità come la neurochirurgia e dell’importanza di utilizzare la tecnologia in modo appropriato, soprattutto in percorsi di cura come questo, e di definire investimenti puntuali su attività puntuali. Questo significa costruire reti cliniche e reti di patologie integrate sul territorio, in modo da garantire continuità e appropriatezza lungo tutto il percorso della persona. È questa la nostra missione: se facciamo così riusciamo a investire le risorse in modo fruttuoso e riusciamo anche a fare quanto richiamato dal Rettore e dal direttore generale, cioè valorizzare i dati dell’assistenza come leva per la ricerca, la didattica e il miglioramento del sistema. È un cambio di paradigma per questa Regione, perché nella nostra prospettiva attività di ricerca, assistenza e didattica non devono restare confinate all’ambito ospedaliero, ma riguardare l’intero percorso di cura della persona, in continuità assistenziale con il territorio. È questo il nostro obiettivo complessivo di qualità».
Infine il direttore generale dell’ospedale di Perugia Antonio D’Urso: «Il progetto complessivo è stata realizzato in economia con risorse interne, e rientra nel progetto più complessivo dell’ottimizzazione del percorso del paziente chirurgico attuato dalla direzione in stretta collaborazione con la direzione medica e la direzione del servizio infermieristico tecnico riabilitativo ostetrico che hanno coordinato e realizzato i trasferimenti di degenze e studi medici in tempi estremamente rapidi e senza alcuna sospensione dell’attività clinico-assistenziale e di questo li ringrazio pubblicamente. Avere una neurochirurgia – termina D’Urso – in un’area dedicata e in prossimità della sala operatoria è un valore aggiunto per i professionisti che vi operano ma soprattutto per i pazienti e loro familiari». Il direttore della struttura complessa è il dottor Carlo Conti. Hanno partecipato anche la direttrice sanitaria Simona Carosati e la direttrice amministrativa Maria Chiara Innocenti.






