Prosegue lo scontro politico in merito alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni dopo il consiglio comunale aperto in biblioteca comunale. In mattinata è il gruppo consiliare di AP ad attaccare, dopodiché nel corso della giornata le repliche di PD e M5S.

«Il campo largo, per presunta coerenza, diserta il consiglio comunale – la nota del gruppo di AP – aperto, da loro stessi chiesto, e già abbiamo smarrito il filo della coerenza. La coerenza è quella dimostrata del sindaco Bandecchi che chiedeva, all’inizio del suo mandato, alla giunta Tesei la stessa cosa che chiede oggi: il nuovo ospedale di Terni. Sul tema della coerenza, ci rimane difficile digerire lezioni di amministrazione e sulla sanità da quello stesso partito, il PD, la cui penultima giunta è caduta per le inchieste giudiziarie sulla gestione della sanità regionale. Quello stesso PD, che, come allora diceva il Movimento 5 stelle, campione del mondo di coerenza applicata, aveva messo in atto un sistema per usare la sanità umbra come un bancomat, depredandola di tutto. Quello stesso PD che a Terni ha concluso la sua precedente amministrazione, senza scomodare gli elicotteri ed i procedimenti sfociati in assoluzioni, con un dissesto che i cittadini stanno ancora pagando. La sanità, a proposito di bancomat cuba l’80% del bilancio di una regione e, come dice il ‘pentito’ Toninelli, è un ottimo collante, il solo, per il Campo largo. Per il nuovo ospedale si parla già di oltre 500 milioni di euro, per 600 posti letto, circa 1 milione a letto, l’occasione è ghiotta e speriamo che non sia conseguente alla sua fama di fare l’uomo ladro. Poco sostenibili si palesano pure le giustificazioni che accampano oggi i partiti del Campo largo, ormai da un anno alla guida della regione Umbria, senza aver abbattuto le liste d’attesa, nei tre mesi promessi, senza aver provveduto alle assunzioni di personale sanitario e senza aver, ancora, minimamente pensato all’ospedale di Terni, se non, in una frettolosa III commissione del venerdì precedente al consiglio comunale aperto. L’alibi, in ordine al fatto che la giunta Tesei non abbia intrapreso nessuna iniziativa per il nuovo nosocomio, visti i due anni di emergenza Covid ed una sanità commissariata, bloccata, a causa dei procedimenti giudiziari, infatti, non regge. Contestavamo, allora, un assessore regionale alla sanità con la qualifica di geometra ma non pare che un ingegnere vecchio ordinamento ne sappia molto di più. Ora, escludendo, conoscendovi, quel minimo di imbarazzo che sarebbe dovuto, a poco più di un anno dalle prime condanne, in tema di sanità, dipanate i nostri dubbi: non avete partecipato al consiglio comunale aperto sull’ospedale di Terni, dopo aver plaudito per l’incontro tra il sindaco Bandecchi e la presidente Proietti, del 25 agosto, perché la presidente della giunta regionale, presente in consiglio, nonostante il niet delle vostre segreterie, non è più la vostra presidente? E da questo discende la smentita delle promesse fatte dalla presidente in ordine ai tempi di realizzazione dell’ospedale che per Simonetti (5stelle) e Proietti (PD) già si dilatano ad 11 anni – con i tempi ovviamente si dilatano anche i costi, slurp! -, quando le tecniche di costruzione moderne consentono tempi ristrettissimi. O non avete partecipato ad un consiglio comunale – conclude il gruppo di Alternativa Popolare – tanto importante perché dell’ospedale di Terni, sotto le cui finestre, col megafono, facevate campagna elettorale, non vi interessa, come nei trent’anni precedenti, assolutamente nulla?».

Nelle ore successive sono arrivate le repliche: «Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Terni respinge con fermezza le accuse di Alternativa Popolare apparse sul sito del Comune, che ancora una volta rappresenta un tentativo goffo di ribaltare la realtà. La verità è semplice: chi oggi accusa il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra di incoerenza è lo stesso che nel 2024 si è presentato alle elezioni regionali alleato con la maggioranza che sosteneva Donatella Tesei. Quella stessa coalizione che, in cinque anni di governo, non ha lasciato né un progetto né un’area individuata per il nuovo ospedale di Terni. Oggi si scoprono difensori della sanità pubblica dopo averla paralizzata per un intero quinquennio ed aver proposto due fallimentari project financing, bocciati dai tecnici che loro stessi avevano nominato. La nostra scelta di non partecipare al consiglio comunale aperto non ha nulla a che vedere con il disinteresse, ma è stata un atto di coerenza politica e di responsabilità civile. Quel consiglio è stato convocato in modo anomalo, senza coinvolgimento dei gruppi di opposizione e senza un ordine del giorno condiviso. In quelle condizioni non si sarebbe discusso del futuro dell’ospedale, ma si sarebbe offerta un’ennesima passerella utile solo alla propaganda del sindaco Bandecchi. Inoltre, il clima politico era inquinato dalle dichiarazioni gravissime del sindaco sulle bambine e sui bambini di Gaza: parole che hanno profondamente offeso la città, le istituzioni e l’intera comunità ternana. In questo contesto, la nostra presenza avrebbe significato legittimare un metodo e un linguaggio che nulla hanno a che vedere con la democrazia e con il rispetto delle istituzioni. Abbiamo scelto di non sedere accanto a chi usa la tragedia e la sofferenza come strumento politico. La presidente della Regione, Stefania Proietti, era a Terni per parlare del nuovo ospedale e lo ha fatto con chiarezza e rigore. Ha confermato che entro dicembre sarà individuata l’area idonea e che l’avvio del percorso progettuale avverrà entro la legislatura in corso. La Presidente è venuta a Terni non per una passerella elettorale, ma per dare risposte concrete a una città che attende da anni. Mentre altri continuano a lanciare cifre a caso, la Regione Umbria sta lavorando con metodo e serietà. Come ricordato dal consigliere regionale Luca Simonetti e dalla consigliera Maria Grazia Proietti, dopo anni di immobilismo la nuova Giunta ha avviato un percorso tecnico reale, che porterà alla progettazione definitiva entro il 2026 e all’apertura del cantiere entro il 2027. I tempi previsti non sono un alibi, ma la conseguenza di procedure di legge: 18-36 mesi per progettazione e autorizzazioni, 6-12 mesi per la gara d’appalto e 4-5 anni per la costruzione. Promettere un ospedale “in cinque anni” è tecnicamente impossibile e politicamente fraudolento. L’accusa di ‘bancomat della sanità’ lanciata da Alternativa Popolare è offensiva e priva di fondamento. La Regione Umbria ha posto fine alle scorciatoie e alle operazioni opache del passato, riportando la gestione della sanità su binari di legalità, trasparenza e controllo pubblico. Ogni euro sarà speso con rigore, ogni scelta sarà tracciata e giustificata. Chi oggi grida allo scandalo farebbe bene a ricordare che la sanità non è un terreno di propaganda ma un servizio essenziale, da gestire con competenza e rispetto. Parlare di “500 milioni per 600 posti letto” come se fosse uno spreco è una banalizzazione che ignora la realtà. Si tratta di un investimento necessario per dotare Terni di un ospedale di secondo livello, moderno, tecnologicamente avanzato e in linea con gli standard nazionali. Inoltre, la cifra necessaria emergerà in seguito allo studio di fattibilità, quindi sparare cifre a caso oggi, testimonia soltanto la superficialità di chi le pronuncia. Il Movimento 5 Stelle Terni sostiene con convinzione il lavoro della Presidente Proietti, che ha restituito metodo – concludono – e credibilità al tema del nuovo ospedale. Terni ha bisogno di un ospedale pubblico, moderno e di amministratori che rispettano le istituzioni, non di chi le usa come palcoscenico personale».

Quindi il Pd come segreteria comunale e gruppo consiliare in Comune: «Il gruppo di Alternativa Popolare, incapace di affrontare nel merito la questione dei servizi sanitari nel nostro territorio, e in particolare quella del nuovo Ospedale di Terni ricorre ancora una volta a falsità e insinuazioni. Il sindaco, infatti, non è stato in grado di presentare alcuna proposta concreta sul tema, limitandosi a lanciare ultimatum e minacce. È opportuno ricordare ad AP che le ultime giunte comunali di centrosinistra sono state pienamente assolte da tutte le accuse formulate nei loro confronti. In merito al dissesto finanziario, la sezione giurisdizionale centrale di appello della Corte dei Conti, con sentenza n. 296 del dicembre 2024, ha riconosciuto la totale innocenza degli amministratori ternani. La sentenza non solo elenca i numerosi provvedimenti adottati, dalla causa sui derivati alla riduzione dei compensi della Giunta, fino all’accorpamento delle partecipate, ma sottolinea anche che le contestazioni mosse dal pm agli amministratori del Comune di Terni nell’arco temporale in esame risultano comuni a moltissimi Enti Locali e hanno trovato il loro momento di emersione soprattutto all’indomani della riforma della contabilità armonizzata, attiva dal 2015. Quella riforma dei bilanci causò infatti un aumento del 600% dei casi di dissesto tra gli enti locali: quello di Terni fu il più lieve tra oltre 800 amministrazioni coinvolte, se misurato come debito pro capite. Oggi il dissesto è stato pienamente superato, e non è più accettabile continuare a nascondersi, come si fa ormai da due anni, dietro fatti risalenti a otto anni fa. Governino, se ne sono capaci. Quanto alle questioni giudiziarie, ricordiamo ai più distratti che per il sindaco la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per evasione fiscale per somme pari a milioni di euro. E se parliamo di interessi privati, è bene precisare che c’è chi ha dimostrato di conoscerli molto bene, tentando una forzatura interpretativa di una legge nazionale per realizzare una clinica privata, pretendendo addirittura una convenzione pubblica prima ancora della costruzione, e sostenendo, per il nuovo ospedale, un progetto – concludono segreteria comunale e consiglieri del Pd – di finanza privata bocciato due volte dai competenti uffici regionali, un piano che avrebbe garantito per decenni risorse pubbliche a soggetti privati».






