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Home » Perugia Calcio: il Consiglio di Stato respinge il ricorso. Lega Pro confermata

Perugia Calcio: il Consiglio di Stato respinge il ricorso. Lega Pro confermata

di Simone Francioli
31 Agosto 2023
in Calcio, Sport
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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di S.F.

L’appello è respinto e il giudizio del Tar Lazio è confermato. C’è l’esito dell’appello in Consiglio di Stato del Perugia in merito alla partecipazione al campionato di serie B 2023/2024: la Lega Pro è confermata con la pubblicazione del dispositivo arrivata poco prima delle 11.30. Firmano il presidente della V sezione giurisdizionale Paolo Giovanni Nicolò Lotti e l’estensore Gianluca Rovelli.

LA SENTENZA INTEGRALE DEL CONSIGLIO DI STATO – DOCUMENTO

Le motivazioni: l’esigibilità e il 18 giugno

Come mai il Consiglio di Stato ha confermato il giudizio del Tar Lazio? «La questione fondamentale – si legge nella sentenza – della vicenda controversa ruota intorno al termine per la presentazione della documentazion necessaria per la partecipazione al campionato di serie B 2023/2024 (in particolare quello relativo ai criteri infrastrutturali). Ciò che è accaduto è molto più lineare di come è stato descritto nell’atto di appello», la premessa. Poi si entra nel merito e tutto ruota intorno al concetto di esigibilità: «La sentenza impugnata individua lucidamente il ‘fuoco’ della vicenda controversa laddove si legge ‘la questione sottoposta all’attenzione del Collegio richiede l’individuazione esatta di quali fossero i comportamenti esigibili dalla Lecco Calcio entro la scadenza dei termini del 15 giugno e del 20 giugno individuati dal manuale delle licenze’. E il concetto di inesigibilità di altro comportamento è ben noto in diritto e qui del tutto correttamente utilizzato, al contrario di quanto si percepisce dall’argomentare dell’appellante. Le conclusioni cui è giunto il primo giudice resistono saldamente alle critiche che si leggono nell’atto di appello». Non solo. Il primo motivo di appello del Grifo è infondato «poiché tutta la complessa ricostruzione, anche in fatto, dell’appellante, non tiene conto di un dato pacifico e cioè che solo il 18 giugno 2023, al termine della partita disputata col Foggia, il Lecco acquisiva il titolo per partecipare al campionato di serie B 2023/2024». Storia chiusa. «La società vincitrice delle partite di play off avrebbe conseguito il titolo sportivo per l’iscrizione al campionato di serie B solo in data 18 giugno». In tutto ciò la società lombarda «si è trovata nella impossibilità giuridica, indipendente dalla sua volontà, di rispettare il termine del 15 giugno quanto al deposito della documentazione relativa ai requisiti infrastrutturali, non potendo accedere al portale Figc, campionato di serie B entro il 15 giugno».

IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR LAZIO

«Inesistente intervento manipolativo»

Una sentenza dura nei confronti del Perugia: «Non meno infondato – viene specificato dai magistrati – è il secondo motivo di appello che si profonde in una lunga quanto infondata dissertazione circa un, come già precisato, inesistente intervento manipolativo della sentenza impugnata; la sentenza non ha fatto altro che utilizzare il criterio della ragionevolezza partendo da un dato di fatto, sopra ampiamente descritto, vale a dire lo spostamento delle date degli incontri dei play off di Lega Pro». In camera di consiglio hanno partecipato anche i magistrati Valerio Perotti, Giorgio Manca e Massimo Santini. L’annata 2023/2024 dei biancorossi sarà in Lega Pro. A difendere il Perugia ci ha pensato l’avvocato Loredana Giani, mentre dall’alto c’erano Salvatora De Lorenzis, Antonio Caiffa, Domenico Zinnari (Lecco), Giancarlo Viglione (Figc) e Paola Pezzali (LegaB). Non costituito in giudizio il Coni.


Le tappe della vicenda

Lo scenario cambia ancora una volta, e stavolta in maniera definitiva: il Perugia, retrocesso sul campo lo scorso 19 maggio, giocherà in Serie C. Lo ha deciso la quinta sezione del Consiglio di Stato, confermando la sentenza del Tar del Lazio dello scorso 7 agosto.  I fatti. Al termine della stagione 2022-2023 il Grifo scende in Serie C, da terzultimo in classifica e senza nemmeno passare per il playout. In parallelo il Lecco del vulcanico presidente Di Nunno, supera il Foggia nel playoff della Lega Pro e sale in Serie B. E qui c’è il primo intoppo della vicenda. Il Lecco, infatti, vince il playoff ma prepara, in maniera errata, la documentazione per l’iscrizione alla Serie B. Ma non solo. Resosi conto dall’errore la modifica, pratica vietata, e la modifica fuori dalla tempistica perentoria indicata dal regolamento. In particolare, indica uno stadio non a norma e, quando ne indica uno alternativo, lo fa con documentazione incompleta. Si apre cosi una bagarre che ha il suo culmine nelle sentenze della Commissione Infrastrutture della Figc e del Covisoc. Due sentenze che escludono, dalla Serie B 2023-2024, il Lecco, per non aver rispetto la perentorietà dei termini sullo stadio e la Reggina, per motivazioni legate ai pagamenti degli stipendi dei calciatori. La tappa successiva è il pronunciamento del Consiglio di Garanzia del Coni che, il 17 luglio, conferma le esclusioni di Lecco e Reggina dal campionato cadetto. A beneficiare delle sentenze il Brescia e il Perugia che diventano così le candidate ad essere riammesse al campionato di B.  Parliamo di riammissione e non di ripescaggio meccanismo per il quale non è necessaria la graduatoria ma solo lo scorrimento della classifica finale. Ad inizio agosto le nuove tappe della vicenda. Lecco e Reggina ricorrono al Tar del Lazio avverso alla decisione del Consiglio di Garanzia del Coni. Quello della Reggina viene bocciato mentre quello dei lombardi viene accolto. A questo punto, in teoria, Lecco e Brescia sarebbero in Serie B e Perugia in Serie C. Ed arriviamo ai giorni nostri quando il Consiglio di Stato si è riunito per discutere i ricorsi del Club di Massimiliano Santopadre e della Reggina contro le sentenze del Tar. Il merito del dibattimento è, nello specifico, se le sentenze di inizio agosto sono corrette o meno.  Tanto per la Reggina quanto per il Perugia non cambia nulla. Il Consiglio di Stato, infatti, da organo superiore al Tar, fornisce la sua versione dei fatti. Una versione che conferma la sentenza del Tribunale amministrativo. Una sentenza che, di fatto, obbliga il Perugia a disputare il campionato dove è stato relegato dal campo nello scorso maggio.  Primo appuntamento, da calendario, la trasferta del Porta Elisa di Lucca contro la Lucchese di Mister Gorgone. Un appuntamento già complesso per una squadra, quella di Baldini, che di fatto è un cantiere aperto. Ma un appuntamento che finalmente, dopo un’estate passata tra carte bollate e tribunali, tornerà a far parlare il campo.

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