di Giovanni Cardarello
Sono giorni di stallo e profonda incertezza in casa Perugia Calcio. Se da un lato la struttura guidata dal direttore generale Hernan Garcia Borras lavora a pieno regime per completare l’iter burocratico per la scadenza del 16 giugno, vanno garantiti il pagamento degli stipendi di marzo, aprile e maggio e la fideiussione per l’iscrizione in Serie C, dall’altro il futuro societario e tecnico della squadra somiglia sempre più a un rebus indecifrabile.
L’attuale presidente Javier Faroni ha manifestato la chiara volontà di tagliare l’impegno economico subito dopo aver adempiuto agli obblighi di iscrizione. Nonostante siano giunte a Pian di Massiano manifestazioni di interesse, ma un solo interesse concreto, quello anticipato da UmbriaOn, per valutare i conti del club, al momento non si registrano offerte vincolanti e accordi imminenti.
Perugia: ore decisive per il futuro. Tra l’ipotesi cessione totale e le verità di Borras
Anzi, tra gli osservatori cresce l’impressione che difficilmente la trattativa per la cessione andrà in porto e, anche in caso di fumata bianca, bisognerà essere estremamente prudenti su chi rimarrà davvero all’interno dei quadri societari.
La scelta del ‘Salary Cap’ e il taglio draconiano
In questo scenario di mancata vendita, il Perugia 2026-2027 nascerà sotto il segno di una drastica dieta finanziaria. Una linea di austerity imposta dal plenipotenziario Borras che si traduce, come spiega bene un post presente nel gruppo della popolare trasmissione ‘Un Venerdì da Grifoni’, nella scelta, «perché di scelta volontaria si tratta, e non di un obbligo, di aderire rigidamente al regime del Salary cap. Evitando di pagare la quota straordinaria al ‘Fondo di perequazione’ (destinato a chi sfora il tetto salariale per finanziare i vivai dei club virtuosi), il Grifo imporrà un taglio draconiano alle spese».
«Una sterzata improvvisa che fa nascere spontanea una domanda: cosa è cambiato nelle strategie del Perugia negli ultimi mesi? Fino a poco tempo fa la società blindava elementi che oggi, improvvisamente, sono diventati un peso di cui disfarsi a ogni costo, compresi atleti che sarebbero graditi al tecnico Giovanni Tedesco».
L’esempio più lampante a tal proposito è la gestione di Luigi Canotto, uno dei tre ingaggi (con Dell’Orco e Bartolomei) che pesano di più sul bilancio del Grifo. Canotto è reduce da una stagione non all’altezza della sua carriera e delle attese ma nonostante questo il calciatore calabrese ha visto scattare un rinnovo automatico di peso facendolo diventare uno dei più pagati della rosa. «Perché – si domando su Un Venerdì da Grifoni – la società non ha fatto nulla per evitare che questo rinnovo si concretizzasse, se i piani erano altri?».
Calciomercato bloccato: senza Direttore Sportivo chi decide?
E nel dubbio e nell’attesa di come andrà sul fronte societario, la lista dei partenti si allunga. Il club, scrive La Nazione Umbria oggi in edicola, ha già comunicato ai calciatori con gli stipendi più elevati di trovare nuove sistemazioni, poiché nessuno è considerato indispensabile.
La manovra partirà da Luca Gemello, reduce da un biennio altalenante: al portiere (legato da un altro anno di contratto) è stato detto di cercarsi una squadra, per fare spazio a un under meno costoso e utile al minutaggio.
Destinato all’addio anche l’attaccante Bacchin, con cui non è stato trovato l’accordo per il rinnovo. Sul fronte delle uscite restano caldi i nomi di Joselito (finito nel mirino di un paio di club) e dello stesso Canotto, che partirebbe subito qualora si concretizzassero le altre cessioni.
Ma nonostante queste manovre l’unica boccata d’ossigeno finanziaria reale arriverà da Daniele Montevago, il miglior biancorosso della stagione 2025-2026. La Sampdoria eserciterà il diritto peril riacquisto dell’attaccante per una cifra vicina ai 700mila euro. Un tesoretto che coprirà le eventuali falle, la spesa corrente ma che difficilmente verrà reinvestito per il mercato in entrata.
Ma chi lo gestirà questo mercato? Alle difficoltà economiche e alle incertezze sulla trattativa per la cessione del Perugia si aggiunge la pesante assenza di un Direttore Sportivo che possa iniziare a lavorare sulla sessione estiva del calciomercato che vista la congiuntura generale, e quella del Perugia in particolare, si preannuncia come una delle più complicate degli ultimi anni.
In questo clima di precarietà, anche il futuro dello staff è in bilico. Se per la panchina c’è il rinnovo, ma solo fino al 30 giugno 2027 per Giovanni Tedesco, gradito sia a chi ha manifestato un interesse concreto sia a chi ha chiesto solo informazioni, chi rischia seriamente di saltare Riccardo Gaucci.
I buoni propositi del consulente sportivo si stanno scontrando con la realtà di un calciomercato in totale inerzia, dove si può comprare solo dopo aver venduto. E bene. Se non ci saranno sviluppi entro il 10 di giugno l’addio di Gaucci sarà inevitabile. E sarà un addio pesante. Ma va detto che la stessa posizione di Borras non è saldissima come nei giorni scorsi. In sostanza se non ci saranno novità sul fronte cessione del club il rischio di un pesante ridimensionamento della rosa e delle ambizioni è concreto.
L’unica certezza, granitica, resta l’amore della piazza. La campagna abbonamenti del Perugia al grido del claim ‘Gim’ ch’è bulo!’ha già superato quota 500 tessere in pochi giorni. Una risposta straordinaria del popolo biancorosso, che continua a dare fiducia alla maglia nonostante le incertezze che albergano a Pian di Massiano.






