di Giovanni Cardarello
Il Perugia Calcio naviga a vista, compreso tra le tempeste giudiziarie sudamericane e i prossimi impegni di campo e di calciomercato. Ma la bussola, almeno per ora, punta dritta verso la stabilità. Come riporta il quotidiano ‘La Nazione Umbria‘, mentre in Argentina il caso dei presunti ‘fondi neri’ dell’AFA scuote i palazzi del potere e coinvolge direttamente Javier Faroni, a Pian di Massiano l’imperativo resta uno solo: mantenere la calma e garantire la continuità aziendale e sportiva.
La scadenza del 16 febbraio: pagamenti garantiti
Nonostante l’isolamento forzato di Javier Faroni, infatti, i cui contatti con la sede centrale sono al momento ridotti al minimo a causa delle vicende legali, filtra una certa serenità riguardo gli obblighi federali. La data più importante, quella cerchiata in rosso sul calendario appena ‘sbollato’, scrive ancora ‘La Nazione‘, è quella del 16 febbraio 2026. Quel giorno è il termine ultimo per onorare i pagamenti degli emolumenti. E, secondo quanto riporta il quotidiano, i dipendenti del Perugia e lo staff tecnico sono stati ampiamente rassicurati. Gli impegni saranno rispettati per intero e a prescindere dall’esito del confronto giudiziario che attende Faroni il prossimo 19 gennaio.
Il terzo lunedì di gennaio, come anticipato da umbriaOn, il presidente del Perugia, a cui è stato restituito il passaporto dopo il fermo in aeroporto del 30 dicembre, dovrà comparire davanti al giudice di Buenos Aires, insieme alla moglie Érica Gillette, per chiarire la posizione della loro società, la Tour Prod Enter, nel quadro della presunta distrazione di fondi milionari contestata dalla procura stessa.
Il soccorso dell’AFA: una battaglia tra calcio e politica
Nel frattempo è l’AFA, la Federcalcio argentina, ad accendere una luce diversa sulle nubi che avvolgono Javier Faroni. La federazione campione del mondo, attraverso una nota ufficiale, ha preso una posizione netta, puntando a trasformare l’indagine giudiziaria in un caso politico. Secondo la federazione guidata da Claudio Tapia, uomo a cui Faroni è molto legato, l’inchiesta non sarebbe altro che il frutto di una «campagna di disinformazione». Una campagna «orchestrata da ambienti vicini al presidente della Repubblica Javier Milei, con l’obiettivo di destabilizzare i vertici del calcio nazionale».
Ricordiamo che il referente politico di Tapia e di Faroni, Sergio Massa, Ministro dell’economia, della produzione e dell’agricoltura dell’Argentina durante il governo di Alberto Fernández, è stato sconfitto da Milei alle presidenziali del 2023. Un dato da tenere in considerazione per capire al meglio la vicenda. L’AFA nella nota rivendica con orgoglio di aver «ribaltato i vecchi equilibri contrattuali che penalizzavano la federazione a favore dei privati». Sottolineando poi che «se in passato solo il 30% dei ricavi restava nelle casse federali, oggi quella stessa quota è destinata ai partner, mentre il 70% rimane al patrimonio calcistico argentino».
In quest’ottica la difesa dell’AFA diventa un soccorso diretto, nelle speranze un vero e proprio scudo giudiziario, anche per imprenditori come Javier Faroni. La tesi dell’AFA, nella sostanza, è che chi è stato tagliato fuori da «questi nuovi e vantaggiosi accordi stia ora cercando di colpire il sistema e i suoi collaboratori più stretti, dipingendo come illeciti quelli che la Federazione definisce invece rapporti trasparenti e legittimi».
Un futuro da decifrare
Ma se da un lato il fronte economico, al momento, sembra coperto, quello gestionale resta comunque complesso. Javier Faroni, reduce da un 2025 davvero difficile, segnato anche da seri problemi di salute e dal contenzioso aperto con l’ex patron Massimiliano Santopadre, che reclama 600 mila euro per l’acquisizione del club, per tornare in pieno sulla tolda di comando deve ora superare indenne lo scoglio del 19 gennaio. Da registrare infine, secondo ‘La Nazione‘, che l’amministrazione comunale di Perugia, testimoniata dalla recente visita dell’assessore Vossi, resta vigile sul destino del Grifo. La priorità degli amministratori entrati in carica a giugno 2024, poco prima dell’arrivo di Faroni, è che le vicende personali della proprietà non finiscano per zavorrare il cammino del club biancorosso e proprio nel momento cruciale della stagione.
ARTICOLI CORRELATI
Perugia, revoca del divieto di espatrio per Faroni: il motivo. Appuntamento chiave il 19 gennaio
Perugia Calcio: l’indagine in Argentina accelera anche sul presidente Faroni
AC Perugia: l’indagine sui fondi in Argentina scuote il Grifo






