di Giovanni Cardarello
E alla fine, come sempre, paga l’allenatore. Il Perugia edizione 2025/2026 non sfugge alla regola, non scritta, che quando le cose vanno male, in alcuni casi malissimo, non ci sono rivoluzioni e accantonamenti in rosa che tengano: viene licenziato l’allenatore. La notizia, va detto per dovere di cronaca, non è ancora ufficiale ma martedì in panchina nel match del ‘Curi’ contro la Sambenedettese non sarà Cangelosi a guidare il Perugia.
Cangelosi sabato non ha diretto l’allenamento e nelle prossime ore verrà esonerato ufficialmente. Il mister di Palermo paga due sconfitte consecutive in cui il Perugia è apparso imbelle e giù di tono fisico, quello che invece avrebbe dovuto garantire il tecnico per anni al fianco di Zdenek Zeman come secondo e preparatori dei portieri.
Cosa accadrà adesso è tutto da decifrare. Il presidente Faroni e il direttore generale Borras non avevano previsto questo tipo di scenario e pertanto non avevano pronto un piano B, che ora è per intero nelle mani del direttore sportivo Meluso che dovrà pelare, a mani nude, questa patata bollente.
Tre i nomi in corsi per la carica di nuovo allenatore. Il nome più caldo è quello di Gaetano Fontana, classe 1970, ex tecnico di Latina e Gubbio ora libero. Fontana sarebbe in perfetta continuità essendo un fautore, come Cangelosi, del 4-3-3. L’alternativa più quotata è quella di Giorgio Gorgone, classe 1976, libero dopo il fallimento della Lucchese. Un nome solido, disponibile e che porterebbe una rivoluzione tecnica essendo sceso in campo spesso con il 3-5-2.
Poi, come riporta un post della pagina della trasmissione televisiva di Umbria Più Tv, ‘Un Venerdì da Grifoni’, ci sarebbe un terzo incomodo. Sarebbe un nome che porterebbe entusiasmo alla piazza. Si tratta di Piero Braglia, grossetano classe 1955.
Braglia dopo le esperienze di Gubbio e Campobasso, in estate era approdato al Rimini, ma non avendo la società romagnola depositato in Lega Pro la fideiussione, il contratto del tecnico è rimasto incompiuto. Braglia è rimasto in tribuna nei match contro Pescara, Gubbio e Vis Pesaro per poi, dopo la notifica degli 11 punti di penalizzazione al club, rassegnare le dimissioni. L’allenatore maremmano è libero ma il suo ingaggio non è banale e il Perugia, che per bocca del suo direttore generale Borras perde mezzo milione al mese, dovrà fare uno sforzo importante.






