di Giovanni Cardarello
Una relazione sentimentale tormentata, durata appena pochi mesi, è finita nelle aule del tribunale di Perugia. Una donna di 31 anni, di origini peruviane, è stata infatti rinviata a giudizio per lesioni personali, furto aggravato e danneggiamento.
I dettagli della vicenda
I fatti contestati risalgono all’estate del 2024 e si sarebbero consumati tra Perugia e Marsciano. Secondo la ricostruzione della procura di Perugia – l’indagine è stata coordinata dal pubblico ministero Gianpaolo Mocetti – la donna non avrebbe accettato la fine del rapporto o, comunque, la gestione di dinamiche sentimentali legate alla gelosia nei confronti dell’ex compagno, un cittadino dell’Ecuador di 32 anni.
L’aggressione e la furia in strada
L’episodio più grave dal punto di vista della violenza fisica si è verificato l’8 giugno 2024 a Marsciano. Durante una discussione nata per motivi di gelosia, la 31enne avrebbe colpito e graffiato al volto l’uomo, causandogli un trauma contusivo alla regione zigomatica e alle ossa nasali, oltre a ferite abrasive multiple su viso e collo, giudicate guaribili in 7 giorni dai medici del pronto soccorso.
Ma la rabbia della donna non si sarebbe fermata lì. Poco dopo, lungo via della Pertica, sempre a Marsciano, si è scagliata contro l’autovettura in uso all’ex partner, una Dacia di colore blu di proprietà di un uomo del posto. La 31enne avrebbe iniziato a lanciare pesanti vasi in cemento contro il veicolo parcheggiato in strada, ammaccando la carrozzeria e mandando in frantumi i cristalli.
I furti a ripetizione
Ma non solo. Oltre alle violenze e ai danneggiamenti, alla donna vengono contestati due distinti episodi di furto ai danni dell’ex compagno. Il primo, avvenuto sempre l’8 giugno dall’interno della stessa auto presa a colpi di vasi, ha riguardato profumi, capi di abbigliamento e calzature. Il secondo, ben più consistente, è stato messo a segno nell’abitazione di Perugia (in località Olmo) che la coppia aveva preso in locazione. Approfittando della disponibilità delle chiavi, la donna si sarebbe impossessata di un ingente quantitativo di beni dell’ex. Nello specifico, sette paia di scarpe di marca (quasi tutte Timberland acquistate online), una giacca invernale, un orologio Fossil, un iPhone 13 Pro Max con relativa Sim, giochi per la PlayStation, AirPods e persino un televisore Samsung, oltre ai documenti personali e al contratto di lavoro della vittima.
Giudizio immediatio
A fronte di un quadro probatorio ritenuto evidente dagli inquirenti, basato sulle denunce, i referti medici e le testimonianze raccolte dai carabinieri della Compagnia di Todi, il gip di Perugia Angela Avila ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla procura. Nell’udienza di martedì mattina, la persona offesa si è costituita parte civile tramite l’avvocato Alessia Arcangeli.
Il processo entrerà nel vivo a settembre, mese in cui inizieranno a sfilare i primi testimoni davanti al giudice Elena Mastrangeli. Nel frattempo la difesa dell’imputata, affidata all’avvocato Giuseppe De Lio del Foro di Perugia, ha mantenuto un profilo basso: il legale si è limitato a dichiarare che la sua assistita «è serena e si affida pienamente alla giustizia».






