di Giovanni Cardarello
A meno di 24 ore dal ribaltone tecnico che ha portato Piero Braglia alla guida del Perugia, in luogo di Vincenzo Cangelosi, il direttore dell’area tecnica del Grifo, Mauro Meluso, ha parlato in conferenza stampa. Al centro del contesto le mosse del recente calciomercato e le motivazioni che lo hanno spinto a suggerire il cambio di guida tecnica.
Meluso è partito da una premessa che lui stesso ha definito «doverosa». Questo tipo di conferenza stampa, quella che traccia il bilancio del calciomercato in genere, si tiene nei giorni immediatamente successivi. Ma Meluso in quei giorni era sotto squalifica – «peraltro ingiusta» – e tra le varie vicissitudini si è giunti ad oggi. «Ho agito in maniera autonoma e sono sempre stato messo in condizione di agire. Quindi tutte le scelte fatte, sono scelte mie».

Il cuore di tutto è, come espresso al momento dell’arrivo e ribadito in corso d’opera, è la «sostenibilità». Sostenibilità che Mauro Meluso divide in oggettiva, quella perseguita dal Perugia dove comunque «siamo in un delta negativo». E quella soggettiva, dove i costi sono decisamente più ampi. E non è questo l’obiettivo del presidente Faroni e del dg Borras.
Entrando sul dettaglio dei nomi Meluso è stato molto netto. «Io devo lavorare in silenzio e con riservatezza perché faccio i miei interessi e quelli del club. Tanti nomi che abbiamo trattato non sono usciti. Abbiamo fatto interventi all’ultimo perché potevamo. La maggior parte dei calciatori presi in prestito hanno un diritto di riscatto, soprattutto i calciatori giovani e con prospettive tecniche»
Discorso a parte merita l’affare Manzari perché «su di lui vige un diritto di recompra e tecnicamente non era possibile apporre una clausola in nostro favore». Meluso si è poi soffermato sulla tanto dibattuta questione del progetto che prevede il ritorno in serie B entro due anni. «Per fare la squadra ammazza-campionato occorre fare all-in sul calciomercato e farlo con costi insostenibili. Il nostro progetto non è questo. Ad oggi siamo in linea con quello che ci eravamo prefissati. Oggi non va bene, non mi nascondo, ma sono fiducioso».
Inevitabile parlare del cambio tra Cangelosi e Braglia, «una scossa dal punto di vista psicologica era necessaria e abbiamo preso un allenatore che è una garanzia». Ma questa scelta non presuppone, al momento, né un ritorno sul mercato, né uno sguardo agli svincolati né, tanto meno, un reintegro di chi non è in rosa. «L’aspetto tecnico non è marginale però gli allenatori hanno la possibilità di cambiare la loro tattica in base alla rosa che hanno a disposizione. Piero è un allenatore elastico sa far giocare a tre e a quattro senza problemi». L’ultima battuta è per la questione obiettivi. «La rosa è da primi cinque posti e per capire meglio dobbiamo aspettare che 3/4 elementi decisivi raggiungano la forma migliore».
Perugia: Piero Braglia si presenta. «La difesa a tre un’opzione concreta»






