di Giovanni Cardarello
Il tribunale di Perugia ha assolto in modo parziale uomo di 46 anni di origini campane accusato di ‘plurimi atti di violenza fisica e verbale nei confronti della moglie’. L’uomo, residente in un centro a ridosso del lago Trasimeno e difeso dall’avvocato Giuseppe De Lio, è stato assolto dal reato di maltrattamenti in famiglia ma è stato condannato a 6 mesi di reclusione per lesioni personali, causate alla coniuge e giudicate guaribili in 7 giorni.
«La sentenza – scrive ‘Il Messaggero Umbria‘ in un articolo a firma Egle Priolo – è arrivata nonostante la procura di Perugia, rappresentata dal pm Franco Bettini, avesse richiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi». Le accuse mosse dalla procura erano pesanti e descrivevano «condotte abituali» con cui l’uomo avrebbe maltrattato la moglie, causandole un «costante e perdurante stato di ansia e di paura».
La richiesta di giudizio immediato del pubblico ministero, emessa lo scorso settembre 2024 e notificata al giudice per le Indagini preliminari, elencava dettagli importanti. Tra gli episodi contestati nel 2024, vi era l’accusa di averla buttata «contro un termosifone, afferrandola quindi per la gola e lanciandola sopra un divano». Un altro episodio vedrebbe l’uomo reagire violentemente dopo essere stato sorpreso in una sala giochi, afferrandola per il collo e sbattendole la testa «contro il pavimento». A seguito di questo specifico atto violento, la donna era finita in ospedale riportando un trauma cranico lieve e una lesione al rachide cervicale.
Secondo il capo d’imputazione le condotte dell’uomo avevano costretto la donna ad allontanarsi dalla casa familiare e a denunciare le violenze. Con l’aggiunta della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie. Nonostante la condanna per lesioni, l’avvocato De Lio esprime «soddisfazione per l’esito del processo riguardo il reato più grave, avendo il giudice sposato la tesi difensiva circa l’insussistenza dei maltrattamenti nonostante la richiesta di 3 anni e 4 mesi di reclusione avanzata dalla procura». Lo stesso legale annuncia che «in attesa delle motivazioni della sentenza, verrà proposto appello per la condanna relativa alle lesioni, puntando a valorizzare ulteriormente le testimonianze emerse nel corso del giudizio».






