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Home » «Piano di salvaguardia in ritardo. Quello pandemico, ‘bucato’»

«Piano di salvaguardia in ritardo. Quello pandemico, ‘bucato’»

di Fabio Toni
17 Novembre 2020
in Coronavirus, In evidenza, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Emanuele Fiorini

Emanuele Fiorini

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Atto di indirizzo del consigliere comunale Emanuele Fiorini (Forza Centro) nella seduta di lunedì del consiglio comunale di Terni. La richiesta, rivolta al sindaco Leonardo Latini, è che «si attivi celermente, in quanto autorità sanitaria locale, per tutelare il nosocomio ternano con il ripristino dell’operatività e della dotazione organica dei presìdi di Narni e Amelia».

La questione degli ospedali di Narni e Amelia

Circa la Usl Umbria 2, osserva Fiorini, «con comunicazione di servizio del 6 novembre scorso, il commissario straordinario Massimo De Fino ha disposto, a partire dal 7 novembre, la sospensione di tutte le attività anestesiologiche e di sala operatoria del presidio di Narni ed Amelia fino a nuova comunicazione e l’assegnazione temporanea di tutto il personale lì in servizio, dagli specialisti anestesisti al personale infermieristico di sala operatoria, alla direzione sanitaria di Spoleto. È incomprensibile poi, che entrambi i nosocomi siano stati declassati a RSA – scrive il consigliere di ‘Forza Centro’ -, quando si dovrebbero supportare gli anziani nelle proprie case, potenziando il servizio domiciliare, considerando che i dati indicano queste residenze sanitarie assistenziali come bombe ad orologeria».

Le implicazioni su Terni

«Tenuto conto dell’articolo 32 della Costituzione – spiega Emanuele Fiorini – che qualifica la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, l’intervento realizzato dal commissario Massimo De Fino sugli ospedali di Narni e Amelia rischia di avere ripercussioni negative anche sul nosocomio ternano che è allo stremo, oberato di lavoro e pertanto impossibilitato a gestire l’ulteriore flusso proveniente dal narnese-amerino oltre a quello della Valnerina di cui già si è fatto carico a seguito della trasformazione dell’ospedale di Spoleto in centro-Covid. L’ospedale Ternano e i sanitari che ogni giorno mettono a rischio la propria salute, non possono pagare le inefficienze di questa amministrazione regionale che, pur avendo avuto più di tre mesi di tempo per provvedere a fare i concorsi per l’assunzione del personale sanitario, ha pensato bene alle stabilizzazioni di dirigenti con procedure non legittime».

«Nessuna pianificazione»

«L’amministrazione regionale oggi – riflette il consigliere comunale ternano – si vanta del piano di salvaguardia coronavirus, quando avrebbe dovuto avere un piano pandemico che non ha mai pensato di fare. Infatti tale obbligo sussiste in capo anche alle regioni, ognuna delle quali ha un proprio rappresentante che avrebbe dovuto quantificare i fabbisogni, capire quali ospedali destinare alle pandemie, quali reparti, formare gli infermieri, fare scorte di mascherine e comunicare i dati al governo centrale. Quanto ai 25 milionidi euro inviati dal governo alla Regione Umbria per la sanità, sarebbe giusto capire che fine hanno fatto, così come l’ospedale da campo da 3 milioni che ancora oggi deve essere montato. Infatti se non era per l’Esercito e per la Croce Rossa Italiana, che ne hanno impiantati due, uno a Terni e uno a Perugia, ‘campa cavallo che l’erba cresce’. Chi pagherà per tutti questi errori ed inefficienze? Certo oggi non possono pagare i cittadini amerini, narnesi e ternani. Si ripristinino i due nosocomi – conclude Fiorini – anche perché è paradossale avere due ospedali da campo e avere quelli di Narni e Amelia depotenziati».

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