Il Comune di Umbertide e la Usl Umbria 1 intervengono per fare chiarezza sulla cessazione dell’attività del medico di medicina generale nella frazione di Pierantonio, una decisione che sta suscitando forte preoccupazione nella comunità locale.
L’amministrazione comunale spiega di essere stata «informata della volontà del medico di interrompere il servizio nella frazione già dall’autunno scorso. Proprio per questo motivo -. si legge nella nota diffusa dal Comune – era stato promosso un incontro istituzionale con la partecipazione del sindaco, del vice sindaco, del professionista e della direzione sanitaria del distretto Usl, nel corso del quale è stato ribadito che il medico di medicina generale è un libero professionista convenzionato con il servizio sanitario nazionale e non può essere obbligato a mantenere uno studio in una specifica sede».
Nonostante ciò, il Comune si è attivato «per garantire la continuità del servizio il più a lungo possibile, riuscendo a ottenere una proroga dell’attività fino al 31 dicembre 2025, grazie anche alla disponibilità del proprietario dell’immobile e a un accordo temporaneo tra le parti. Sono state valutate anche soluzioni alternative – spiega ancora l’amministrazione di Umbertide -, tra cui l’utilizzo di spazi comunali, ma le ipotesi non sono risultate praticabili a causa della grave carenza di locali disponibili nella frazione, aggravata dalle conseguenze del sisma del marzo 2023 e dalla delocalizzazione temporanea di edifici scolastici».
Sulla vicenda interviene anche la Usl Umbria 1, che conferma di aver verificato la situazione e di aver «valutato tutte le soluzioni attualmente percorribili. Il medico aveva comunicato lo scorso mese la decisione di chiudere il secondo ambulatorio di Pierantonio, ritenuto non più conforme ai requisiti strutturali. Nei mesi precedenti, in collaborazione con il Comune, erano state effettuate diverse ricognizioni per individuare una sede alternativa idonea, senza però arrivare a una soluzione concreta».
La direzione sanitaria ribadisce di «non poter obbligare il professionista a mantenere aperto il secondo ambulatorio», ma conferma «la disponibilità a proseguire il confronto con l’amministrazione comunale per individuare una soluzione condivisa che consenta di ripristinare il servizio, considerato che circa 500 dei 900 residenti della frazione risultano assistiti dal medico. Nel frattempo, il professionista continuerà a seguire tutti i suoi pazienti nell’ambulatorio di Umbertide».
Il Comune – infine – definisce la perdita del servizio di medicina generale a Pierantonio «un fatto grave, soprattutto in una comunità impegnata nel percorso di ricostruzione post-sisma», e assicura che «il dialogo con la Usl resterà aperto per individuare ogni possibile soluzione futura».






