Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione di uno dei protagonisti dell’episodio accaduto alla Tenuta Filippi (sotto il link dell’articolo) nei giorni scorsi.
Nella stanza dove stavamo pranzando si è verificata una criticità di natura logistica. Poiché mia moglie è in stato interessante e ho pensato alla sua esclusiva tutela, ci siamo allontanati per evitare complicazioni. Abbiamo atteso qualche minuto all’ingresso per parlare con qualcuno del locale e spiegare le nostre ragioni. Siamo usciti in veranda un attimo e rientrati all’ingresso.
Dopo ulteriore attesa siamo andati via, senza alcuna corsa olimpionica, anche perché avevamo lasciato il numero di telefono per la prenotazione e pertanto consapevoli che saremmo stati ricontattati. È vero che potevamo aspettare ulteriormente e ne siamo consapevoli. Tuttavia la priorità era tutelare mia moglie e quindi siamo andati via.
Ci siamo sentiti al telefono. A seguito del confronto abbiamo convenuto di saldare il conto. Era ovvio e giusto. Il pagamento è stato effettuato come da accordi presi telefonicamente tramite bonifico. Il malinteso è scaturito sulle tempistiche che poi hanno generato il post sui social.
Romantici a tavola e ‘velocisti’ all’uscita: fuga dopo il pranzo di San Valentino






