In Italia, il 2025 e il 2026 confermano una tendenza in aumento per le sanzioni relative all’assenza di revisione auto. Merito sì dei controlli più capillati – grazie anche a tecnologie automatizzate come tutor e ‘targa system’ – ma anche perché, ed è il problema alla base, ancora troppi utenti dimenticano, più e meno volontariamente, di effettuare la revisione del proprio veicolo. Il cui costo, destinato sembra ad aumentare a breve in base ai dati Istat, è oggi di 79 euro.
«Questo trend – afferma Marco Alessandrini, presidente della categoria Anara (officine revisione autoveicoli) di Confartigianato imprese Terni e titolare di un centro revisioni – è chiaramente percepibile ed è legato soprattutto ai problemi economici delle famiglie. Che però, con le sanzioni previste, rischiano di ‘peggiorare’».

«Fino ad un anno fa – prosegue l’esperto – su 400 messaggi di pro memoria inviati alla clientela, oltre 300 utenti venivano a fare la revisione, circa 40 andavano altrove e i restanti, più o meno il 10%, non la effettuavano. Quest’ultimo numero, adesso, ha raggiunto un livello mai visto prima: parliamo di oltre cento veicoli, pari a circa il 25/30% del totale. Si tratta – osserva Alessandrini – di un dato allarmante. Per la sicurezza dei mezzi che circolano e anche per i diretti interessati».
La multa prevista per chi non la effettua è di 171 euro (120 se pagata entro 5 giorni), con sequestro del libretto se la sanzione è elevata in autostrada. «E in caso di sinistro, non c’è copertura assicurativa a prescindere da chi abbia torto o ragione», osserva Marco Alessandrini. L’elemento del controllo dell’automezzo non è meno importante: «La revisione serve a controllare l’efficienza e l’affidabilità. Dai freni alle gomme, fino alle emissioni. E’ un ‘tagliando’ che certifica, per due anni, che il veicolo è in grado di circolare. E una garanzia in più, per tutti».






