Un importante riconoscimento per la ricerca clinica dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni arriva dal ministero della Salute, che ha finanziato un progetto innovativo dedicato al trattamento delle metastasi peritoneali. Lo studio, coordinato dal dottor Jacopo Desiderio, dirigente medico della chirurgia digestiva dell’ospedale di Terni, si è aggiudicato un finanziamento di circa 450 mila euro nell’ambito del bando nazionale di ricerca finalizzata, uno dei principali strumenti di sostegno alla ricerca sanitaria in Italia.

L’iniziativa rientra nella linea riservata ai giovani ricercatori, destinata a professionisti under 40, e avrà una durata di 36 mesi. Il progetto punta a sviluppare un approccio terapeutico altamente personalizzato attraverso l’utilizzo di organoidi tumorali derivati dai pazienti e della tecnologia Pipac (Pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy). Gli organoidi sono vere e proprie «repliche tridimensionali» del tumore ottenute dalle cellule prelevate durante interventi chirurgici o procedure diagnostiche. Coltivati in laboratorio, consentono ai ricercatori di testare diversi farmaci e di valutare in anticipo la risposta del singolo paziente alle terapie. L’obiettivo dello studio è integrare questa piattaforma di «drug screening» con la Pipac, una tecnica innovativa che permette di somministrare la chemioterapia direttamente nella cavità peritoneale sotto forma di aerosol pressurizzato. In questo modo sarà possibile individuare i farmaci più efficaci sugli organoidi e trasferire i risultati direttamente nella pratica clinica, somministrando ai pazienti i trattamenti che hanno mostrato le migliori potenzialità.
Secondo la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il finanziamento rappresenta «un riconoscimento non solo per i professionisti coinvolti, ma per l’intera rete sanitaria regionale, che dimostra ancora una volta la propria capacità di fare sistema e di mettere in connessione competenze cliniche, ricerca e innovazione». Proietti sottolinea inoltre come «la collaborazione tra le diverse strutture del ‘Santa Maria’ e il dialogo costante con il mondo scientifico e universitario siano elementi fondamentali per costruire una sanità sempre più avanzata e orientata alla medicina di precisione», evidenziando che investire sui giovani ricercatori significa offrire «opportunità di cura sempre più efficaci» e rafforzare il ruolo dell’Umbria nel panorama dell’innovazione sanitaria.
Il progetto coinvolge diverse strutture dell’ospedale ternano: la chirurgia digestiva diretta dal professor Giovanni Domenico Tebala, l’oncologia medica guidata dal dottor Damiano Parriani e la cell factory – laboratorio cellule staminali, con la collaborazione della dottoressa Valentina Grespi e il supporto della direzione sanitaria. Per il direttore generale dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’, Andrea Casciari, «la sinergia tra competenze cliniche, chirurgiche e biologiche rappresenta uno degli elementi chiave del progetto, permettendo di integrare ricerca di laboratorio e attività assistenziale». Un risultato che, aggiunge, «rafforza il ruolo del nostro ospedale nel panorama della ricerca clinica e della medicina di precisione», contribuendo anche «alla valorizzazione dei giovani ricercatori e allo sviluppo dell’innovazione nel Servizio sanitario nazionale».
Il finanziamento assume particolare rilevanza anche alla luce dell’elevata competitività del bando ministeriale: a livello nazionale sono stati approvati 370 progetti sui 1.431 presentati. Un risultato che conferma la qualità scientifica della proposta sviluppata a Terni e il crescente ruolo del Santa Maria nella ricerca oncologica e nella medicina personalizzata.






