Un nuovo passo avanti per l’oncologia di precisione in Umbria. Il Molecular Tumour Board regionale (MTB-U), organismo multidisciplinare che supporta le decisioni cliniche nei casi oncologici più complessi, ha discusso martedì 16 giugno il primo caso di un paziente il cui tumore è stato analizzato attraverso un pannello genetico esteso di 517 geni. L’esame è stato effettuato dal laboratorio di diagnostica molecolare predittiva e genetica oncologica – diretto dalla dottoressa Sara Baglivo – della struttura di oncologia dell’azienda ospedaliera di Perugia e rappresenta una delle prime applicazioni concrete del nuovo percorso regionale dedicato alla medicina oncologica personalizzata.
In termini semplici, la profilazione genomica permette di studiare in profondità le caratteristiche genetiche del tumore per individuare eventuali alterazioni che potrebbero essere bersaglio di farmaci specifici o di trattamenti innovativi. Si tratta di una possibilità particolarmente importante per quei pazienti che hanno già completato tutte le terapie standard disponibili. Il Molecular Tumour Board, insediato ufficialmente il 26 gennaio scorso, riunisce diverse figure professionali – oncologi, anatomopatologi, genetisti, biologi molecolari, farmacologi e altri specialisti – chiamate a valutare insieme i risultati delle analisi genetiche e individuare il percorso terapeutico più appropriato. Grazie ai test genetici estesi, il Board può analizzare fino a 520 geni potenzialmente coinvolti nello sviluppo della malattia, aprendo la strada a trattamenti sempre più mirati e personalizzati.

«Quello di oggi è un passaggio concreto e significativo per la sanità umbra – afferma il professor Mario Mandalà, direttore della struttura complessa di oncologia dell’azienda ospedaliera di Perugia e della scuola di specializzazione in oncologia medica dell’Università degli Studi di Perugia -. La medicina oncologica di precisione non è più una prospettiva futura, ma una realtà che stiamo costruendo attraverso il lavoro di rete, l’innovazione tecnologica e la collaborazione multidisciplinare. Il nostro obiettivo è offrire ai pazienti nuove opportunità terapeutiche quando le opzioni standard sono state esaurite».
L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Umbria, punta a rendere sempre più accessibili le conoscenze della genomica oncologica nella pratica clinica quotidiana, mantenendo al centro il percorso di cura della persona. «Con questa iniziativa, la Regione Umbria si colloca tra le realtà più avanzate nel campo della terapia oncologica di precision – spiega la presidente della Regione, Stefania Proietti, sottolineando come il progetto rafforzi l’impegno verso «percorsi di cura innovativi, personalizzati e orientati al futuro».






