di Giovanni Cardarello
Quella tra il 12 e il 13 giugno è una notte che a Spoleto, per qualche ora, ha riportato indietro le lancette dell’orologio. Al blocco ospedaliero del ‘San Matteo degli Infermi’ è risuonato il pianto di un neonato: una bellissima bambina è venuta alla luce con un parto eccezionale e rocambolesco, rompendo un silenzio che durava da ben sei anni, ovvero da quando il reparto di ostetricia e il relativo punto nascita erano stati ufficialmente disattivati.
La scelta di Spoleto e il gioco di squadra
L’evento, arrivato in modo del tutto inaspettato, ha attivato immediatamente i protocolli d’emergenza del nosocomio spoletino. La partoriente, una donna di origini straniere alla 38° settimana di gestazione e colta da un travaglio estremamente rapido e inarrestabile, è giunta in ospedale quando ormai il trasferimento verso il presidio di Foligno (36 km) o Terni (29 km) – tappe obbligate per le gestanti del territorio dopo la riorganizzazione sanitaria – risultava impossibile e rischioso per l’incolumità di mamma e figlia. A quel punto, medici di guardia, anestesisti e personale infermieristico del ‘San Matteo degli Infermi’ hanno fatto squadra, allestendo in tempi record una sala idonea a gestire il parto d’urgenza.
Nonostante la struttura operi da anni quasi esclusivamente per servizi ambulatoriali legati alla ginecologia, la straordinaria prontezza e la professionalità dell’equipe sanitaria hanno permesso che tutto si svolgesse al meglio. La bimba – secondogenita – è nata sana e, stando alle prime indiscrezioni, sia lei che la madre godono di ottima salute.
Il punto nascita che non torna
La notizia, riportata in prima battuta da Tuttoggi.info, ha fatto immediatamente il giro della città ducale, suscitandoemozione ma anche inevitabili riflessioni politiche e sociali. Il punto nascita di Spoleto era stato originariamente sospeso nell’autunno del 2020 a causa della riconversione del nosocomio in ospedale Covid, per poi non essere più riaperto a regime a causa degli standard ministeriali sui volumi minimi di parti annui. Una ferita aperta per il comprensorio della Valnerina e dello Spoletino, territori montani e complessi anche dal punto di vista dei collegamenti stradali. Proprio in questi mesi le istituzioni locali e regionali hanno avviato le procedure per richiedere una deroga ministeriale e riaprire il servizio, a tutela delle emergenze e della sicurezza delle partorienti della zona. Questa nascita ‘miracolosa’ e improvvisa non fa che rinfocolare il dibattito sulla necessità di un presidio nascite attivo h24: una dimostrazione concreta che la vita, quasi sempre, non aspetta i tempi della burocrazia.






