di Giovanni Cardarello
Un improvviso ‘corto circuito’ burocratico-contabile ha fatto tremare, nelle ultime ore, le migliaia di imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma 2016 in Centro Italia. Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), l’istituto che attraverso gli istituti di credito convenzionati eroga materialmente i fondi per i lavori, ha comunicato al Ministero dell’Economia la sospensione immediata di tutti i pagamenti. Una decisione drastica, dettata dalla mancanza di rassicurazioni tecniche sulle coperture del bilancio pubblico nel lunghissimo periodo.
Il nodo dei 500 milioni
Il problema, emerso nel corso di un confronto tra l’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, e la Ragioniera generale dello Stato, Daria Perrotta, riguarderebbe la copertura finanziaria per l’anno 2051. Essendo il meccanismo della ricostruzione basato su finanziamenti a 25 anni, Cdp ha rilevato un “buco” normativo di circa 500 milioni di euro sull’ultima annualità. Senza la certezza della copertura, la Cassa ha preferito congelare i flussi per evitare il rischio di danno erariale.
Cantieri nel limbo
Lo stop ha colpito i flussi previsti tra il 10 aprile e oggi, mandando in allarme i circa 10 mila cantieri attivi tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. In ballo ci sono cifre enormi: mediamente Cdp eroga circa 150 milioni di euro al mese per gli stati di avanzamento lavori (Sal). Solo in Umbria, dove la ricostruzione privata è entrata in una fase cruciale, il timore di un nuovo blocco dei pagamenti aveva già sollevato le proteste di categorie e opposizioni.
La rassicurazione di Guido Castelli
Dopo ore di tensione e contatti frenetici tra via XX Settembre e la Struttura commissariale, il Commissario straordinario Guido Castelli ha annunciato la risoluzione del caso in tarda serata. «Il problema della sospensione temporanea dei pagamenti è stato risolto – ha dichiarato Castelli al Corriere della Sera, oggettivamente irritato per il disguido –. A fine mese verranno regolarmente erogate le spettanze alle imprese. La criticità è stata determinata da un disguido non dipendente dalla Struttura commissariale».
I numeri della ricostruzione
L’incidente di percorso arriva in un momento in cui la macchina della ricostruzione sembrava aver trovato un ritmo costante, nonostante le difficoltà legate ai costi delle materie prime e al Superbonus. Ad oggi, su circa 60 mila edifici danneggiati dal terremoto di dieci anni fa, sono state presentate 35 mila richieste di contributo; di queste, 23 mila sono state approvate, con 13 mila cantieri già conclusi e quasi 10 mila ancora aperti.
Finora sono stati concessi contributi per 11 miliardi di euro, su un totale stimato di oltre 20 miliardi. Il problema per ora è risolto ma il rischio concreto è che la questione si ripropongo già dal prossimo pagamento






