di Giovanni Cardarello
«Sulla carta è tutto desiderabile, ma nella vita reale cosa succede?». Inizia con questo interrogativo l’affondo dell’associazione civica PrometeOrvieto sulla situazione della sanità nel territorio orvietano. Un report che mette in fila casi concreti di disservizi, dipingendo un quadro di «ordinaria follia» fatto di liste d’attesa infinite, paradossi economici e una logistica che sembra ignorare la geografia dell’Umbria.
Il turismo forzato verso Foligno
Uno dei nodi più critici, si legge nella nota di PrometeOrvieto, resta quello della mobilità sanitaria. Secondo l’associazione, infatti, nonostante le ispezioni regionali, nulla è cambiato. I cittadini di Orvieto (e comprensorio) continuano ad essere indirizzati a Foligno per esami e visite. «Il sistema non si chiede se il paziente, magari anziano, guidi o meno», denuncia PrometeOrvieto. «L’alternativa è secca: o Foligno o il privato. Per disperazione o impossibilità logistica, molti scelgono la seconda via». Il paradosso è territoriale. Mentre Terni, ‘sbocco naturale’, resta ai margini, si obbliga l’utenza a traversate regionali insostenibili per le fasce più deboli della popolazione.
La beffa del calendario e la statistica modello Trilussa
Tra le varie segnalazioni messe in evidenza da PrometeOrvieto, spicca il caso di un esame di routine prenotato a maggio del 2025 per il 23 dicembre dello stesso anno. A pochi giorni dalla visita, la chiamata che assume i toni della beffa: «Appuntamento annullato, il medico è in ferie». Ma non solo. Alla beffa si somma il danno economico, ovvero la proposta di anticipare subito la visita: scelta impossibile per chi si trovava fuori città per lavoro, e utente costretto ad andare dal privato a pagamento.
«La sensazione – attacca l’associazione – è che l’interlocutore pubblico fosse quasi sollevato. Un paziente che va dal privato è un numero in meno nelle liste d’attesa ‘fuori tempo massimo’. Il problema è risolto per la statistica, non per il malato». Statistica che, in questo contesto, ricorda quella del ‘pollo di Trilussa’.
Il paradosso del centro prelievi: il ticket costa più della clinica
Ma le criticità sul fronte dei costi non finiscono qui. PrometeOrvieto mette a confronto i prezzi. E le cifre sono davvero incredibili. Un esame dell’emocromo che a Roma (nel privato) costa 4 euro, all’ospedale di Orvieto ne costa 6,95 tramite ticket. A questo si aggiunge il caos organizzativo: «Il 23 dicembre all’ospedale di Orvieto c’erano 40 persone in attesa, con tempi medi di oltre un’ora. Personale stressato e costretto a fare da tampone ai malumori, mentre gli utenti devono fare la fila anche solo per consegnare campioni». L’associazione chiede perché non si guardi a modelli informatizzati più efficienti: «Che senso ha avere due centri prelievi a cinque minuti di distanza se poi il servizio non scorre?».
L’espansione del privato e il ‘buco’ del pubblico
Il report si chiude con una riflessione economica. La sanità privata nell’orvietano è in piena espansione, scrive l’associazione, ma «mentre aspettiamo i piani regionali, i privati investono cifre simili a quelle per una casa di comunità (vedi il caso Cidat). Non è beneficenza, è mercato: se investono milioni è perché il pubblico ha lasciato una voragine, diventando sconveniente nei tempi e, a volte, persino nei costi». Secondo PrometeOrvieto, la politica «continua a ignorare queste criticità strutturali, penalizzando chi non ha i mezzi per curarsi altrove o privatamente».
La Usl2 replica
Su quanto osservato dall’associazione che si occupa di sanità dell’Orvietano, la Usl Umbria 2 interviene con una nota in cui si legge che «l’azienda sanitaria ritiene opportuno fornire alcune precisazioni nel rispetto del diritto di critica ma anche della necessaria correttezza informativa».
«Nel post – spiega la Usl2 – non viene specificata la prestazione per la quale il cittadino sarebbe stato indirizzato a Foligno; in assenza di tali elementi non è possibile fornire una spiegazione puntuale. È tuttavia opportuno ricordare che l’attribuzione delle sedi di erogazione avviene tramite il sistema Cup regionale che assegna la prestazione in base alla priorità clinica indicata dal medico prescrittore e alla disponibilità delle agende, senza che ciò implichi necessariamente la scelta della struttura più vicina al domicilio dell’utente o presente nel territorio di appartenenza».
Circa i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e la gestione delle agende, la Usl Umbria 2 spiega che «anche in questo caso le informazioni riportate risultano incomplete e non consentono di ricostruire con precisione il percorso seguito. Si precisa inoltre che gli operatori Cup non indirizzano i cittadini verso il privato, come implicitamente suggerito nel post, ma operano esclusivamente nell’ambito delle disponibilità del servizio pubblico». In merito al costo dell’esame-emocromo, poi, «la quota di partecipazione alla spesa (ticket) è stabilita a livello nazionale; non vi sono quindi margini di discrezionalità a livello locale».
Altro tema oggetto di replica a PrometeOrvieto è il centro prelievi-laboratorio di analisi: «La direzione – osserva l’azienda sanitaria Umbria 2 – è pienamente a conoscenza delle situazioni di iper-afflusso che periodicamente si verificano presso il punto prelievi. È stata effettuata un’analisi diretta dei flussi e richiesta alla responsabile della struttura una revisione delle agende, attualmente in corso. Sono già stati svolti due sopralluoghi e ne è previsto un ulteriore in data 7 gennaio, finalizzato alla revisione dei layout e all’ammodernamento dei sistemi elimina-code. Si coglie l’occasione per ringraziare per il riconoscimento rivolto al personale, del cui impegno e professionalità la direzione è pienamente consapevole».
Infine la presa in carico del paziente: «Anche su questo punto non vengono forniti elementi sufficienti a comprendere il percorso seguito dal paziente né le ragioni che lo avrebbero indotto a rivolgersi al privato, rendendo impossibile una valutazione nel merito». La Usl Umbria 2 «ringrazia per le segnalazioni, che rappresentano uno stimolo utile al miglioramento dei servizi e invita l’associazione Prometeo, qualora intenda realmente contribuire al rafforzamento della sanità del territorio, a condividere tempestivamente e in modo puntuale le criticità riscontrate, contattando le direzioni del distretto e del presidio, così da individuare soluzioni concrete e condivise a beneficio dei cittadini».






