di Giovanni Cardarello
Il termometro della politica umbra segna di nuovo temperature alte sul fronte della sanità regionale. La seduta di giovedì dell’assemblea legislativa, infatti, si è trasformata in un vero ‘corpo a corpo’ sulle liste d’attesa delle prestazioni sanitarie, tra le pesanti accuse delle opposizioni su una presunta «ingegneria contabile» per abbellire le statistiche e la strenua difesa della presidente Stefania Proietti, che rivendica invece «trasparenza e un aumento reale delle prestazioni erogate».
L’affondo di FdI: «Ricette riemesse per azzerare i tempi»
Ad aprire le danze è stato Matteo Giambartolomei (FdI) con un’interrogazione al vetriolo sulla gestione del Distretto Usl1 di Perugia. Secondo il consigliere, sarebbe in atto una prassi ‘creativa’ e priva di fondamento giuridico: «La richiesta ai medici di base di riemettere impegnative già inserite nei percorsi di tutela ma ormai scadute». Per Giambartolomei non si tratterebbe di un mero errore amministrativo, ma di un vero e proprio ‘artifizio contabile’ volto a ‘dopare’ le statistiche regionali. Riemettere una ricetta, infatti, comporterebbe l’automatico azzeramento dei tempi di attesa nel sistema informatico: la prestazione risulterebbe richiesta ‘oggi’ e non mesi fa, nascondendo i ritardi reali agli organi di controllo nazionali. «Un fallimento politico – ha incalzato l’esponente di centrodestra – che preferisce agire sulla forma delle date piuttosto che sulla sostanza delle cure», ignorando l’obbligo di ricorrere al privato convenzionato a carico della Usl quando i tempi massimi vengono superati.
La difesa di Proietti: «Trasparenza e appropriatezza»
La presidente Stefania Proietti ha rispedito le accuse al mittente, citando una relazione della Usl Umbria 1. Secondo la presidente della giunta regionale umbra, «le procedure adottate non servono ad alterare i dati, ma a razionalizzare la gestione per garantire le prestazioni nel minor tempo possibile. Le ricette oggetto di revisione – ha spiegato Proietti – sarebbero circa 2 mila su tutto il territorio». Un numero che la presidente della Regione definisce «contenuto e finalizzato esclusivamente ad aggiornare prescrizioni non più utilizzabili o a rivalutare l’effettiva necessità clinica del paziente».
Proietti ha poi rivendicato i risultati del piano attuato nel 2025, che avrebbe prodotto «un incremento della produzione del 9%, pari a circa 20 mila prestazioni monitorate in più, pur ammettendo che tale sforzo non è ancora sufficiente a invertire il trend in modo coerente con le aspettative dei cittadini».
Lega all’attacco: «Liste raddoppiate in un anno»
Il fronte della critica si è però allargato con gli interventi della Lega. Donatella Tesei ha lanciato l’allarme sui numeri complessivi, parlando di oltre 72 mila prestazioni in attesa, quasi il doppio rispetto alle 44 mila di settembre 2024. «Un fallimento certificato dai numeri – ha attaccato l’ex presidente della Regione – che smentisce la promessa elettorale di azzerare le liste in tre mesi». Sulla stessa scia il consigliere Enrico Melasecche che ha denunciato come «la mancata presa in carico delle prescrizioni sia ormai una prassi consolidata, accertata anche nelle farmacie dove ai pazienti verrebbe negata la prenotazione, obbligandoli a continui e inutili passaggi burocratici».
Il ‘modello Terni’: integrazione e straordinari per tagliare le code
Ma mentre a Perugia si consuma lo scontro politico, da Terni arriva la notizia del tentativo di una risposta organizzativa basata su una nuova sinergia territoriale. Il piano di abbattimento delle liste d’attesa del Distretto Usl2 ternano, infatti, punta a fare degli ospedali di Narni e Amelia una vera ‘mano tesa’ verso l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’.
La strategia, illustrata dai direttori Andrea Casciari e Domenico Montemurro, si basa su un monitoraggio dinamico dei flussi. Se la richiesta per una specifica procedura diagnostica subisce un’impennata, gli specialisti vengono immediatamente concentrati su quel fronte per evitare l’imbuto delle prenotazioni. Questo salto di qualità, spiega un articolo di Umberto Giangiuli su ‘Il Messaggero Umbria‘, è supportato da canali informatici che permettono di indirizzare il paziente verso la struttura più vicina con disponibilità immediata, riducendo la necessità di rivolgersi al privato.
Un pilastro fondamentale del nuovo corso è il coinvolgimento del personale sanitario in attività aggiuntiva oltre l’orario di lavoro, una scelta che per i vertici del ‘Santa Maria’ rappresenta un netto cambio di passo verso una sanità più moderna ed efficiente. «Tra qualche mese – ha spiegato il dg Casciari – l’efficacia di questo sistema sarà verificabile dai fatti, in attesa che i cittadini umbri possano finalmente percepire «un reale miglioramento nei tempi di accesso alle cure».






