di S.F.
Numerosi obiettivi, tra i quali la «riduzione delle liste di attesa per le prestazioni interventistiche erogabili nel regime ambulatoriale». Sono quelli perseguite per l’approvazione del piano strategico del fabbisogno e della localizzazione territoriale degli ambulatori chirurgici, pubblicato oggi sul bollettino unico regionale: a firmare è la presidente della Regione Stefania Proietti.
IL PIANO APPROVATO PER GLI AMBULATORI CHIRURGICI – LEGGI (.PDF)

Il piano strategico in questione – viene specificato nel documento istruttorio – ha anche lo scopo di migliorare il «tasso di ospedalizzazione determinato dai ricoveri potenzialmente inappropriati che possono essere trasferirti al setting ambulatoriale in relazione ai criteri di elegibilità e di esclusione». Migliorare il «saldo della mobilità interregionale attraverso il potenziamento dell’offerta con riduzione della mobilità evitabile» e altro ancora, come ad esempio il perseguimento della sicurezza clinica, l’attuazione dell’approccio ‘one health’ e «garantire un’assistenza sanitaria localizzata a copertura di tutto il territorio regionale che tenga conto delle zone geograficamente isolate o altrimenti svantaggiate». A chiudere il cerchio il dover evitare il «fenomeno deteriore di una offerta di prestazioni sanitarie con alta remunerazione che risulti sovradimensionata» e l’efficienza nell’uso delle risorse.

Sono compatibili con la programmazione gli ambulatori chirurgici di tipo 1, quelli di assistenza specialistica che non erogano prestazioni chirurgiche e chi eroga prestazioni di medicina di laboratorio. C’è inoltre un passaggio sul fatto che gli ambulatori ad oggi autorizzati ed in esercizio – nonché quelli che saranno autorizzati – sono «tutti accreditabili nel rispetto delle procedure, dei criteri e dei requisiti di cui al RR 10/2018».
Per palazzo Donini c’è la necessità di aggiornare la programmazione del fabbisogno e della localizzazione «al fine di garantire equità di accesso, appropriatezza delle prestazioni e sostenibilità del sistema, in linea con l’evoluzione demografica ed epidemiologica, tenendo conto dei tempi di percorrenza e dell’orografia del territorio».






