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Home » Segnali positivi dalla ricerca sulle staminali: Terni protagonista

Segnali positivi dalla ricerca sulle staminali: Terni protagonista

di Fabio Toni
28 Maggio 2020
in Ambiente e salute, Apertura 5
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Il dottor Carlo Conti

Il dottor Carlo Conti

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di Alice Tombesi

A pochi giorni dalla giornata mondiale sulla sclerosi multipla (che ricorre il 30 maggio), è tutto italiano, e in gran parte ternano, il merito per aver concluso con ottimi risultati la ‘fase uno’ della sperimentazione clinica che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in quindici pazienti affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva: «Il progetto è cominciato nel 2018 e si è conclusa da poco la prima parte che prevedeva l’impiego delle cellule in pazienti affetti da questa patologia per valutare la tolleranza del trattamento e possibili effetti collaterali» spiega il dottor Carlo Conti, primario del reparto di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni, che insieme alla sua equipe ha effettuato i trapianti.

Luigi Carlini

Un impegno da ampio raggio

Alla base del trial clinico c’è la collaborazione di diversi enti che, lavorando in sinergia, hanno contribuito alla realizzazione e conclusione di questa fase iniziale. Per prima la Fondazione cellule staminali di Terni, la cui ricerca è stata finanziata per la gran parte dalla Fondazione Carit: «Dal 2006 abbiamo versato più di un milione e mezzo di euro per implementare la ricerca. Le cellule sono state prodotte e trapiantate a Terni», spiega il presidente Luigi Carlini. L’ospedale di Terni ha collaborato anche con l’università di Milano Bicocca e l’ospedale cantonale di Lugano. Una sperimentazione affiancata dall’associazione Revert Onlus – coordinata dal professor Angelo Vescovi – da anni promotrice della ricerca sulle cellule staminali cerebrali per trovare una cura alle malattie neurodegenerative, e dalla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietralcina.

Segnali incoraggianti

La sperimentazione, cominciata nel 2018, è un primo passo verso lo sviluppo di un protocollo per trattare i pazienti affetti da sclerosi multipla: «Con la prima fase abbiamo testato l’utilizzo delle cellule staminali cerebrali e tenuto d’occhio possibili effetti collaterali sui pazienti. I risultati sono stati positivi. A questo punto è previsto l’avvio di una ‘fase due’ che consiste nella certificazione della sperimentazione della ‘fase uno’» afferma il dottor Conti. I quindici pazienti scelti sono stati divisi in quattro gruppi e trapiantati con dosi crescenti di cellule. Dimessi tutti entro le 48 ore dal post operatorio, non hanno manifestato effetti collaterali nei mesi seguenti. Il risultato fa ben sperare – e da qui il merito – in un futuro trattamento con benefici tangibili.

L’aspetto etico

Il Covid non ha interrotto, bensì solo rallentato, il lavoro dei ricercatori, neurologi e neurochirurghi del team. Anzi, durante questo difficile periodo, i pazienti sono stati tutelati e al contempo hanno potuto portare avanti il trial clinico, con l’ultimo paziente trattato lo scorso 20 maggio. Non tarda ad arrivare anche il ringraziamento di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la Vita, per il contributo della Revert Onlus: «La ricerca è unica nel suo genere perché scevra da qualunque problematica etica e morale e questo ci rende ancora più fieri dei risultati ottenuti e ci fa guardare al futuro con maggiore ottimismo, sempre nel rispetto della vita. I malati meritano di avere risposte e opzioni di cura ed è solo un lavoro serio e costante che può soddisfare tutto ciò, con gratuità».

Speranza in una fase difficile

L’unione di menti brillanti nel panorama della medicina italiana riporta in primo piano la necessità di lasciare che sperimentazioni, e quindi possibili futuri trattamenti a malattie ancora senza cura, abbiano lo spazio vitale e i fondi economici per potersi sviluppare e crescere. Un barlume di speranza anche nei tempi più bui, come quello che stiamo vivendo, per chi di speranza non ne aveva più e la fiducia nella collaborazione tra chi mette in campo le proprie forze per regalare una vita migliore.

Il plauso di Nevi

Così il deputato Raffaele Nevi sui passi avanti della ricerca: «È straordinaria la notizia della conclusione, con ottimi risultati, della ‘fase uno’ della sperimentazione clinica che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in quindici pazienti affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva. Un grande lavoro – afferma Nevi – realizzato grazie alla collaborazione di diversi enti italiani, che vede anche Terni come protagonista in questa sperimentazione. Voglio infatti congratularmi in primis con il dottor Carlo Conti, primario del reparto di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni che, insieme alla sua equipe, ha realizzato i trapianti. Non posso non ringraziare per il contributo anche la Fondazione cellule staminali di Terni, che ha contribuito alla realizzazione di questa sperimentazione grazie al sostegno della Fondazione Carit di Terni che si è impegnata in questi anni per finanziare la ricerca. Non nascondo la felicità di apprendere queste notizie che vedono il nostro ospedale al centro di importanti progetti per la tutela della nostra salute e spero che questo percorso intrapreso, con le successive fasi, dia i risultati che tutti noi ci auguriamo contro questa terribile malattia».

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