di Giovanni Cardarello
L’Umbria entra ufficialmente nella fase più acuta dell’ondata di calore. La nostra regione si trova infatti posizionata esattamente sotto l’asse dell’alta pressione di matrice nordafricana, una vera e propria ‘cupola’ anticiclonica che determinerà un ulteriore incremento delle temperature nelle prossime ore, con una forte sensazione di disagio bioclimatico prolungato.
Secondo l’ultimo post di Michele Cavallucci e dallo staff di Perugia Meteo (su dati della rete Linea Meteo), le temperature minime della notte tra giovedì 18 e venerdì 19 giugno hanno già registrato un incremento generale compreso tra 1.5°C e 3°C rispetto alla mattinata di giovedì. Soltanto alcune zone pianeggianti estranee al fenomeno delle ‘isole di calore’ urbane e le principali vallate appenniniche, sono riuscite a mantenere valori notturni più accettabili, mentre nel resto del territorio la colonnina di mercurio fatica a scendere.
Il dettaglio meteo sui territori umbri: le ore più calde e l’afa
Nelle ore centrali e pomeridiane della giornata di venerdì 19 giugno, si legge invece sui bollettini ufficiali della Protezione Civile regionale e dell’Aeronautica Militare, il caldo si farà decisamente torrido in tutta l’Umbria. E sebbene i tassi di umidità relativa siano destinati a mantenersi piuttosto bassi durante il picco solare, il termometro supererà diffusamente la soglia dei 37°C. L’attenzione degli esperti si concentra in particolare sui grandi centri urbani e sulle conche della regione, a partire dalle aree di Perugia e Terni: qui la combinazione tra cementificazione e compressione dell’aria spingerà le temperature massime verso picchi di 38°C e 39°C, rendendo queste località le più penalizzate dal condizionamento microclimatico cittadino.
La vera insidia, però, si manifesterà sulla seconda parte della giornata di venerdì 19 giugno. Se di giorno il caldo si manterrà prevalentemente ‘secco’, dal tramonto e per tutta la notte l’umidità nei bassi strati subirà un brusco aumento. Questo fenomeno trasformerà la calura diurna in un’afa opprimente e pesante, che renderà difficile il riposo notturno e si protrarrà fino alle prime ore del mattino di sabato 20 giugno.
In questo contesto di sbarramento anticiclonico, nel corso del pomeriggio non si escludono isolati e rapidi temporali di calore, specialmente a ridosso dei principali rilievi umbri. Lo staff di Perugia Meteo avverte però che si tratterà di un’illusione: questi fenomeni non riusciranno a mitigare il clima se non in modo temporaneo e strettamente locale. Al contrario, rischiano di rivelarsi controproducenti, aumentando ulteriormente i tassi di umidità al suolo subito dopo il loro passaggio e accentuando la sensazione di ‘soffocamento’.
Le tendenze: quanto durerà?
Le prospettive a medio termine non lasciano intravedere una via d’uscita immediata. Gli analisti spiegano che è attualmente difficile ipotizzare la fine di questa prolungata ondata di calore. La situazione meteo sul cuore dell’Umbria potrebbe restare quasi del tutto immutata per gran parte della prossima settimana. L’unica parziale variazione potrebbe registrarsi a partire da domenica 21 giugno, con un potenziale e locale aumento dell’instabilità pomeridiana, legato a passaggi nuvolosi cumuliformi.
L’esperto: «Inutile gridare ai record, è il ‘new normal’»
In coda al post Facebook di Perugia Meteo, Michele Cavallucci esprime una riflessione cruciale sul modo in cui viene comunicato il meteo in estate, smontando i toni eccessivamente allarmistici della stampa sensazionalistica: «È assolutamente errato parlare di ‘ondata di calore senza precedenti’ – scrive Cavallucci -. Il problema principale risiede proprio nel fatto che tutto questo sta iniziando a diventare una pseudo-normalità, una macroscopica eccezione ricorrente che diventa norma ogni anno. Inutile gridare ai record quando non ci sono; è molto meglio pensare a tutto quello che accade come a un ‘new normal’ climatico che modificherà il nostro modo di vivere il quotidiano nelle estati a venire». Nessun catastrofismo emotivo, tiene a precisare lo staff scientifico, ma una rigorosa lettura dei dati storici.






