
Aggiornamenti martedì 23 settembre, pomeriggio
Nel primo pomeriggio l’Arma ha diffuso una nota riepilogativa in cui si legge che «nella serata di lunedì 22 settembre i carabinieri della Compagnia di Spoleto sono intervenuti a seguito di una segnalazione pervenuta da un cittadino, il quale aveva notato una bicicletta elettrica abbandonata nei pressi della linea ferroviaria. Durante le operazioni di verifica, i militari hanno rinvenuto, all’interno di un fossato adiacente ai binari, un sacco nero contenente resti umani che i primi accertamenti indicherebbero appartenere ad un giovane di 21 anni, originario del Bangladesh, regolarmente soggiornante sul territorio nazionale presso un centro di solidarietà del comprensorio spoletino e impiegato nel settore della ristorazione. Il giovane risultava irreperibile dal 18 settembre scorso. L’area del rinvenimento è stata immediatamente posta sotto sequestro. Sul posto – prosegue la nota – sono intervenuti il pm di turno della procura della Repubblica di Spoleto, i militari della locale Compagnia carabinieri supportati dalla Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Perugia, che ha eseguito i rilievi tecnico-scientifici per ricostruire la dinamica dei fatti. La salma è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale di Perugia, dove verrà sottoposta ad esame autoptico. Sono attualmente in corso indagini volte a ricostruire la dinamica ed il movente del grave fatto di sangue».

Sempre nel pomeriggio di martedì l’attenzione dei carabinieri – l’area è stata delimitata e interdetta per consentire i rilievi degli investigatori – si è concentrata su un’abitazione posta al primo piano di un condominio che si trova in via Pietro Conti, a poca distanza da via I Maggio e dal campetto del drammatico ritrovamento. Fra gli elementi da accertare c’è anche il luogo dove Bala Sagor è stato ucciso – ed anche le modalità -, dove il suo corpo è stato orrendamente mutilato e – nel caso tutto sia avvenuto in un posto diverso – come sia stato trasportato nell’area verde del rione Casette.
Aggiornamenti martedì 23 settembre, mattina
Non ci sarebbero dubbi sull’identità del cadavere orrendamente mutilato, trovato nella prima serata di lunedì in zona Casette a Spoleto. Si tratta – come riporta ‘Il Corriere dell’Umbria‘ – del 21enne Bala Sagor, per tutti ‘Obi’, originario del Bangladesh, da un paio d’anni a Spoleto come richiedente asilo e domiciliato – lo riporta Umbria24 – presso una struttura di accoglienza a Sant’Angelo in Mercole (si tratta di un ex albergo dismesso) gestita dall’Arci. Lavorava come aiuto cuoco in un ristorante del centro storico di Spoleto, ‘Il Tempio del Gusto’. Saranno gli accertamenti medico legali sui resti del giovane a chiarire cause e data/orario della morte. Si indaga per omicidio e i carabinieri nelle ultime ore hanno sentito diverse persone che conoscevano direttamente il 21enne, di cui si erano perse le tracce dalla mattinata di giovedì 18 settembre, giorno di riposo dal lavoro. Nella mattinata di martedì i militari dell’Arma hanno individuato un secondo sacco dei rifiuti nell’area del drammatico ritrovamento: il materiale presente all’interno – lo riporta Il Corriere dell’Umbria – non avrebbe però alcun interesse investigativo. Alla mattinata di martedì non risultano persone sottoposte a fermo dall’autorità giudiziaria.

Per consentire le indagini e quindi la ricerca di elementi connessi all’accaduto, Valle Umbra Servizi – società che si occupa della gestione dei rifiuti nel territorio – nella mattinata di martedì ha reso noto che «a seguito del grave fatto avvenuto presso il rione Casette, le forze dell’ordine hanno disposto l’interdizione temporanea dell’area e la conseguente sospensione del servizio di raccolta rifiuti. Le vie attualmente interessate dall’interruzione del servizio sono ricomprese tra via Pietro Conti, via Flaminia, via Primo Maggio, via XIV Giugno. I servizi – aggiunge Vus – verranno regolarmente recuperati non appena le autorità competenti rilasceranno l’autorizzazione alla ripresa delle attività».
La notizia
Macabra scoperta a Spoleto – a riportare la notizia in prima battuta è il sito web tuttoggi.info – dove nella prima serata di lunedì, fra la ferrovia e il campetto di via I Maggio – rione Casette – è stato trovato il cadavere di un uomo, fatto a pezzi e chiuso in un sacco della spazzatura.
Ad accorgersi della terribile situazione sarebbero stati i carabinieri dopo che una famiglia residente lì nei pressi, aveva segnalato la presenza sospetta di una bicicletta elettrica, apparentemente costosa e abbandonata. I militari, intervenuti per accertare la situazione, hanno poi scoperto sotto la stessa bici il sacco con dentro i resti umani, che sarebbero solo una parte del corpo della vittima.
In corso le indagini, serrate, da parte dei militari dell’Arma – intervenuti anche con la Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Perugia – coordinate dalla procura della Repubblica di Spoleto nella persona del pm Roberta Del Giudice. Impegnato negli accertamenti anche il medico legale Sergio Scalise Pantuso. Nessuna pista viene esclusa e gli investigatori sono alla ricerca di elementi utili anche attraverso la visione delle immagini delle telecamere presenti in zona.

Al vaglio degli inquirenti anche eventuali collegamenti fra il drammatico ritrovamento e la scomparsa di un 21enne di origini bengalesi, residente a Sant’Angelo in Mercole e che da qualche tempo lavora come aiuto cuoco in un locale spoletino.
Dalla mattinata di giovedì 18 settembre infatti – l’ultimo avvistamento con la sua bici elettrica risale alle ore 10.45/11 circa nella zona di piazza Garibaldi – non si hanno più notizie del ragazzo, chiamato da tutti ‘Obi’ e il cui cellulare risulta spento.
Sul suo allontanamento – ritenuto in prima battuta volontario – sono al lavoro i militari dell’Arma e come riporta sempre tuttoggi.info, sabato i familiari del giovane – i genitori e un fratello, che vivono a Roma – sono giunti a Spoleto per seguire da vicino le ricerche e le relative indagini.






