di Giovanni Cardarello
Un imponente e inaspettato raduno clandestino sta interessando il territorio montano dello spoletino. Dalla serata di sabato 27 giugno, i prati di San Severo, splendida e isolata area naturalistica situata sui Monti Martani nel comune di Spoleto, sono diventati il teatro di un maxi rave party abusivo.
Secondo le prime stime delle autorità, sul posto sarebbero già confluite migliaia di persone provenienti da tutta Italia e dall’estero.
L’allarme e il blitz nella notte

La macchina organizzativa del popolo della notte, si legge su Tuttoggi.info, si è mossa con il consueto passaparola telematico e coordinate GPS blindatissime.
L’allarme è scattato intorno alle 20:30 di sabato, quando alcuni residenti delle zone limitrofe, insospettiti dall’insolito viavai di mezzi pesanti, hanno allertato il 112.
Nel giro di poche ore la viabilità montana è stata letteralmente travolta. Una colonna interminabile di camper, furgoni e auto ha risalito il versante dal lato di Spoleto, mentre un secondo e altrettanto massiccio flusso di partecipanti è arrivato dal versante di Massa Martana.
L’afflusso massiccio e simultaneo ha di fatto bloccato gli accessi stradali ai prati, rendendo impossibile per le forze dell’ordine attuare un blocco preventivo ed efficace prima che i ravers occupassero l’area.
Area presidiata, scattano i controlli
Una volta installati i potenti sound system (i muri di casse acustiche), i gruppi elettrogeni e le tende tra i boschi e le radure, la musica techno ha iniziato a risuonare ad altissimo volume.
Attualmente la situazione è monitorata da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. Carabinieri e Polizia di Stato presidiano tutti i varchi di accesso e di uscita per identificare i presenti, verificare le targhe dei veicoli e prevenire ulteriori arrivi.
Al momento non si registrano tensioni o problemi di ordine pubblico, ma l’attenzione resta massima anche sul fronte sanitario per evitare malori legati agli eccessi.
Il pugno duro della legge anti-rave: cosa si rischia

L’evento di San Severo rientra pienamente nella casistica disciplinata dal reato di ‘Invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute pubblica o l’incolumità pubblica’ (articolo 633-bis del Codice Penale), introdotto con il cosiddetto decreto anti-rave.
La norma prevede tolleranza zero e sanzioni severissime per i promotori e gli organizzatori del raduno, i quali rischiano la reclusione da 3 a 6 anni e multe da 1.000 a 10.000 euro.
Il giro di vite non si ferma alle sole pene detentive: la legge dispone infatti la confisca obbligatoria dei costosi camion, dei generatori e degli impianti acustici utilizzati per diffondere la musica, oltre alla denuncia a piede libero per i semplici partecipanti.
Un deterrente normativo che le autorità spoletine applicheranno al termine delle procedure di identificazione.
I precedenti nella stessa zona
I prati di San Severo, ricorda Umbria24, non sono nuovi a questo genere di eventi clandestini. Già a fine maggio del 2022 l’area era stata teatro di un rave, che tuttavia aveva registrato un’affluenza decisamente più contenuta (circa 250 persone) e che era stato sciolto rapidamente grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
Nel 2024, invece, un analogo tentativo di raduno era stato sventato sul nascere dall’intelligence informatica della Polizia, che monitorando il web era riuscita a intercettare e respingere i primi camion carichi di attrezzature prima che raggiungessero la vetta.
Questa volta, l’effetto sorpresa e l’imponente affluenza simultanea hanno permesso al popolo del rave di guadagnare il terreno.
L’attività di monitoraggio e identificazione proseguirà senza sosta nelle prossime ore, in attesa che l’evento si concluda, verosimilmente lunedì 29 giugno, e cominci il deflusso, con conseguenti probabili denunce per occupazione abusiva di terreni e per l’organizzazione di spettacolo pubblico senza autorizzazione.






