di S.F.
Partenariati speciali pubblico-privati per i borghi del territorio comunale di Terni si parte. Dopo l’approvazione in giunta, c’è la firma sull’avviso pubblico per acquisire manifestazioni di interesse: si punta alla costituzione di PSPP per la tutela, la valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio culturale con strumenti di amministrazione condivisa. Se ne occupa in primis il dirigente e responsabile unico di progetto Federico Nannurelli.
L’AVVISO PUBBLICO PER LA RETE DEI BORGHI TERNANI

Si parte con il primo step che, in ogni caso, «non integra alcuna procedura di affidamento di lavori, servizi o forniture, né costituisce procedura competitiva volta all’individuazione di un contraente, né attribuisce diritti di esclusiva, vantaggi economici, concessioni di beni o affidamenti diretti». Una volta acquisite eventuali manifestazione di interesse, si passerà alla fase di co-progettazione e co-programmazione. Si tratta di uno step propedeutico alla partecipazione del Comune all’avviso della Regione Umbria per il Pr Fesr 2021-2027.
IL MANIFESTO DEI BORGHI (.PDF)

L’ente va dunque a caccia di soggetti pubblici e privati per costruire «una rete territoriale di partenariati capace di concorrere alla definizione di progettualità innovative e sostenibili nel medio e lungo periodo». Focus in particolar modo su alcuni aspetti: «Particolare attenzione sarà riservata alle progettualità in grado di favorire l’inclusione delle fasce più fragili della popolazione, promuovere il protagonismo delle giovani generazioni, incentivare la partecipazione delle donne ai processi di sviluppo locale, contrastare fenomeni di marginalizzazione sociale e territoriale e sostenere nuove forme di imprenditorialità culturale e sociale», si legge nell’avviso.

Palazzo Spada cita a titolo esemplicativo diverse aree di interesse: Cesi, Papigno, Marmore, Piediluco, Collestatte, Torreorsina, Miranda, Collescipoli, Rocca San Zenone, Battiferro «e gli ulteriori nuclei storici, paesaggistici e identitari presenti sul territorio comunale». Potranno essere oggetto di proposta immobili pubblici, beni culturali, spazi civici, edifici storici, luoghi della memoria, immobili sottoutilizzati, strutture di interesse collettivo e sistemi territoriali integrati». Potranno partecipare enti del Terzo settore, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, enti morali, istituzioni culturali, università, istituti di ricerca, accademie, enti di formazione, imprese culturali e creative, società cooperative, imprese sociali, organismi di diritto pubblico, ordini professionali, camere di commercio, associazioni di categoria, enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, fondazioni bancarie, soggetti gestori di beni culturali, operatori turistici, imprese innovative, soggetti attivi nei settori della cultura, dell’innovazione sociale, della formazione, dell’inclusione, della valorizzazione territoriale e dello sviluppo locale. Ma anche aziende ‘speciali’, enti pubblici, organismi partecipati, consorzi, Gal, istituzioni scolastiche e istituti di alta formazione.






