di Giovanni Cardarello
Riapertura del reparto di cardiologia, investimenti per la chirurgia robotica e il pronto soccorso. È l’esito, positivo, di un summit sull’ospedale San Matteo degli Infermi svoltosi nei giorni scorsi a Spoleto tra i rappresentanti del Comune, della Regione e della Usl Umbria 2. Ne dà notizia, con dovizia di particolari, il quotidiano ‘Il Messaggero Umbria’ in un articolo a firma di Giovanni Camirri.
Alla riunione hanno partecipato i membri della conferenza dei capigruppo del Comune, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il direttore regionale alla sanità Daniela Donetti, i vertici dell’Usl2 e il consigliere regionale del Partito Democratico Stefano Lisci. Come accennavamo, sono tre le questioni che sembrano aver imboccato la giusta direzione tanto per il funzionamento del nosocomio quanto per i cittadini di Spoleto.
Partiamo dal tema più caldo e sentito, il reparto di cardiologia. Da settembre 2025 – è l’annuncio – sarà riaperto e avrà una dotazione di otto posti letto per la cardiologia riabilitativa. Un secondo dato, importante, riguarda la chirurgia robotica e il pronto soccorso. Nel primo caso oltre allo sviluppo operativo e strumentale, verranno ampliate a 12 ore le sedute operatorie, permettendo anche una riduzione delle liste d’attesa. Verrà creato anche un centro di formazione in grado di sfruttare al massimo le grandi professionalità esistenti.
Sul pronto soccorso è il consigliere Lisci a spiegare gli sviluppi. «È stato confermato – spiega Lisci a ‘Il Messaggero‘ – che verranno realizzati nei tempi previsti dal Pnrr i lavori previsti al pronto soccorso». Interventi che permetteranno di avere all’interno della struttura dell’ospedale di Spoleto, sei posti letto di terapia semintensiva. Importante anche l’aver reso evidente la volontà della Regione Umbria di investire sul nosocomio di Spoleto.
È sempre Lisci a declinare l’esito del summit al quotidiano: «Il direttore generale Noto ha ricordato che sulla sanità a Spoleto sono in corso investimenti per 11,9 milioni di euro, con interventi per 3,5 milioni già realizzati».
Un discorso a parte, infine, merita il tema della ‘casa di comunità’. In questo caso il direttore generale della Usl Umbria 2 ha annunciato lo stanziamento dei fondi necessari all’acquisto di beni sanitari e non. Il tassello mancante per l’attivazione della struttura.






