di Gianni Giardinieri
‘Eppur si gioca’, verrebbe da dire, parafrasando ignobilmente la celebre frase di Galileo Galilei. Si perché sabato 9 agosto (ore 20.30, stadio comunale di Chiavari) la Ternana, o i suoi resti, saranno ospiti della Virtus Entella per il primo turno della Coppa Italia Frecciarossa.
In uno scenario sempre più fosco, caratterizzato dall’impellente necessità di trovare fondi per sostenere anche le spese ordinarie, i ragazzi di mister Liverani riprendono oggi gli allenamenti (ore 18.30), presso le strutture dell’antistadio ‘Taddei’. Con quale spirito e convinzione è difficile saperlo, ma certo alcuni punti fermi, anche di carattere regolamentare, possono aiutarci a capire meglio la situazione.
Partiamo dall’articolo 95, comma 2, delle Noif (Norme organizzative interne della Figc) che sancisce in tre volte il numero massimo di trasferimenti di un calciatore nell’arco di una stagione sportiva, con impiego sul campo limitato però a sole due squadre. La norma è assai insidiosa perché di fatto costringe un calciatore, specie in situazioni come quella che sta vivendo la Ternana, a compiere una scelta importante per il proprio futuro.
Facciamo un esempio, citando (a caso, si intende) capitan Capuano: se il centrale difensivo rossoverde scendesse in campo sabato prossimo, avrebbe già ‘speso’ il suo primo slot in ordine al possibile impiego nella stagione, risultando la Coppa Italia un impegno ufficiale (se rimanesse in panchina la norma non avrebbe applicazione). Se poi nel corso delle restanti settimane di calciomercato (si chiude il 1° settembre 2025) il capitano decidesse di cambiare squadra, potrebbe certamente scendere in campo per i nuovi colori, sfruttando però il secondo ed ultimo slot.
Il che significa che poi non potrebbe indossare altri colori sul terreno di gioco, potendo invece di nuovo cambiare casacca nella sessione invernale. Senza però poter giocare da febbraio in poi per la terza società sportiva.
Questa norma, come accennato, è piuttosto insidiosa perché obbliga il calciatore ed il suo agente a programmare attentamente la stagione, sussistendo il serio rischio di rimanere in tribuna per la metà, o quasi, dell’annata agonistica.
Non è affatto improbabile, quindi, che la formazione che scenderà in campo sabato prossimo risentirà pesantemente delle valutazioni in ordine a questo disposto. Soprattutto i calciatori con ingaggi pesanti saranno chiamati a fare scelte molto ponderate (forse anche a questo si riferiva Liverani con la sua ‘chiamata a chi ci sta’).
Venendo alla quotidianità, da rilevare il passaggio dell’attaccante Pietro Cianci all’Arezzo (ne avevamo dato conto nelle scorse settimane). Per lui contratto triennale, per la Ternana cessione a titolo definitivo e risparmio nell’ordine dei 250 mila euro lordi a stagione. Restano in lista di sbarco tutti coloro che riceveranno richieste. Prioritario, per le casse rossoverdi, liberarsi degli ingaggi, anche a fronte di nessun ritorno economico riveniente dalla cessione del ‘cartellino’, peraltro assai esiguo in ogni trasferimento della serie C ad esclusione di casi piuttosto rari. Di seguito riportiamo infine il comunicato stampa del gruppo di tifosi ‘Appartenenza 1925’.
La Ternana non è soltanto una squadra di calcio: è il cuore pulsante di un’intera città. È identità, storia e passione. È proprio per questo che oggi, come gruppo APPARTENENZA 1925, ci rivolgiamo pubblicamente alla proprietà e alle istituzioni con una richiesta precisa: pretendiamo chiarezza e trasparenza sul futuro della Ternana Calcio.
A poche settimane dall’inizio del nuovo campionato, regna ancora una grande incertezza su molti aspetti fondamentali:
* Qual è lo stato reale della società?
* Quali sono le spese da sostenere per garantire l’intera stagione?
* Qual è il progetto sportivo per la stagione imminente?
Terni è una piazza ambiziosa, orgogliosa ed esigente. Non possiamo più permetterci stagioni affidate all’improvvisazione o a “personaggi di passaggio”, comparse di un anno che poi scompaiono lasciando la società sull’orlo del baratro. Questo scenario lo abbiamo già vissuto troppe volte e non vogliamo più ripeterlo.
Chiediamo una squadra competitiva, che rispecchi l’ambizione e la determinazione della città. Vogliamo una società solida, costruita su basi concrete, non su promesse effimere destinate a svanire rapidamente.
Al sindaco Stefano Bandecchi diciamo:
bene la firma della convenzione per il nuovo stadio, un passo importante per la città e il suo futuro, ma non dimentichiamo mai che la priorità assoluta resta la TERNANA CALCIO.
Lo stadio va riempito di orgoglio, non di illusioni.
Siamo stanchi delle parole.
È giunto il momento dei fatti.
Perché NOI SIAMO LA TERNANA CALCIO.
E chi ama veramente questi colori ha il dovere morale di metterli sempre al primo posto.






