di Gianni Giardinieri
Giornate ‘memorabili’ quelle in casa Ternana, si fa per dire naturalmente, in un contesto in cui le vicende sportive sono del tutto accessorie. In questi giorni, di fatto, è a serio rischio la sopravvivenza della società di via della Bardesca, chiamata già martedì 16 dicembre ad onorare due mensilità di stipendi e tutti gli oneri contributi e previdenziali connessi. Dopo i comunicati della famiglia Rizzo e le risposte del sindaco Stefano Bandecchi, la situazione in casa Fere è incandescente, con le novità che si susseguono di ora in ora. Di seguito le dichiarazioni di mister Liverani nella consueta conferenza stampa pre gara contro il Bra.
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Difficile coinvolgerti di questioni non di tua competenza, altrettanto complicato parlare di calcio.
«Per quello che io so le cose extracampo non le commento perché non le conosco a sufficienza. Ci saranno delle cause in giudizio. Posso commentare il dispiacere dei 5 punti di penalità, perché penso potessero essere di meno. È come se avessimo perso due partite. Abbiamo vinto un derby e giocato alla grande in Coppa Italia alla grande ma queste cose segnano. Ai ternani posso dire che io, il mio staff e i ragazzi siamo sempre stati a disposizione di questi colori e lo faremo finché saremo messi nella condizione di farlo. Dopo di me parlerà la presidente e il capitano. Il dispiacere più grande e che la gente non sa è che negli ultimi 25/30 io difficilmente ho parlato di calcio. Ho dovuto parlare sempre di altro. Quando vi dicevo che 24, anzi 27, punti sul campo erano tantissimi qualche volta si è voluto creare ad hoc terrorismo mentale senza senso, in una situazione in cui il gruppo era unito. SI è voluto rompere il tutto senza motivazione. La proprietà oggi sta prendendo una strada e deciderà come andare avanti. Da professionista posso dare la mia disponibilità totale, purché però si dia una linea a breve termine. Chi pensava che questa squadra avrebbe potuto vincere tutte le partite faceva critiche ingiuste. Io so cosa fanno e a cosa credono questi ragazzi. Non è stato un periodo in cui si è potuto parlare di calcio. Alibi non ne voglio e non ne hanno i ragazzi ma nessuno si deve meravigliare se oggi io parlo di scontro salvezza. Dobbiamo mantenere questa categoria, sperando di avere un sogno attraverso la Coppa Italia. I calciatori che sono arrivati il 31 agosto e quelli rimasti lo hanno fatto solo perché c’ero io, Mangiarano e Mammarella. Nessun altro».
Proviamo a parlare di calcio. Il Bra.
«Il Bra da tre partite è nel suo momento migliore. Baldini lo conosco da ragazzo ed è un ottimo giocatore. Corrono molto e hanno organizzazione. Sono contento di vedere i ragazzi allenarsi bene. Dobbiamo fare punti per allontanare più squadre possibili dietro di noi».






