di Gianni Giardinieri
Un ultimo, disperato tentativo, per far terminare alla Ternana la stagione e consentirgli di sperare ancora nel mantenimento della categoria.
Facciamo ordine: i Rizzo hanno presentato richiesta per la liquidazione volontaria del club. Una strada che porta dritto alla estromissione dal campionato. La Figc in questo caso non potrebbe che prenderne atto, con tutte le conseguenze del caso, in primis lo stravolgimento del campionato e della sua classifica. La Ternana finirebbe la stagione letteralmente oggi o domani al massimo.
Ma si può procedere alla liquidazione anche percorrendo un’altra strada: la liquidazione giudiziale, che si apre attraverso un’istanza di fallimento presentata da un qualsiasi creditore. Ieri sera questa istanza sarebbe stata presentata dai procuratori Chiaretti e Lazzari, assistiti dall’avvocato Elena Briganti. (Precedentemente avevamo indicato il procuratore Michelangelo Minieri fra coloro che avevano presentato istanza di fallimento: il diretto interessato smentisce categoricamente e ci scusiamo dell’errore compiuto, ndR).
Se il Tribunale di Terni riceverà l’istanza prima della formalizzazione della richiesta di liquidazione volontaria avanzata dai Rizzo, e dal loro liquidatore Fabio Lacalamita, la Ternana potrebbe sfruttare l’istituto dell’ esercizio provvisorio, guadagnando tempo per cercare un nuovo acquirente, anche attraverso la cessione del solo ramo d’azienda sportivo.
Un paradosso: per avere il tempo di sperare e vivere la Ternana dovrebbe prima, in qualche modo, morire. Ci si affida ad una istanza di fallimento per sopravvivere. Chiaro che siamo nel campo delle incognite, in cui il tempo sembra giocare un fattore decisivo. L’obiettivo è quello di salvare il salvabile, anche per rispetto delle altre 18 squadre che stanno partecipando al campionato.
E nella corsa contro il tempo entra in gioco anche la figura di Fabio Lacalamita, il liquidatore della Ternana Calcio nominato dai Rizzo. Che possiamo confermare ha accettato l’incarico, smentendo quindi le voci che davano come possibile un suo disimpegno. Tra le tante decisioni incomprensibili, che appaiono dettate più da stati emotivi che da considerazioni logiche, quella dei Rizzo di procedere alla liquidazione volontaria ha il sapore della coltellata alla schiena






