di Giovanni Cardarello
Il futuro del Perugia Calcio resta sospeso in un limbo di incertezze, ma registra una scossa decisiva. Poco prima dell’ora di pranzo di martedì 21 luglio, il presidente Javier Faroni ha rifiutato ufficialmente l’offerta vincolante presentata da Arena Curi.
La trattativa per la cessione del club, pertanto, non si è incanalata verso un esito positivo e la scadenza delle ore 18 di oggi si è rivelata poco più che nominale. Con il no alla cordata guidata da Arena Curi, però, la partita per il futuro dei colori biancorossi si fa ancora più complessa.
Faroni si trova ora a un bivio strategico, chiamato a districarsi tra nodi di bilancio, scadenze imminenti, le manovre del suo braccio destro Borras e il fiato sul collo delle istituzioni cittadine, sempre più preoccupate per le sorti della società.
Analisi finanziaria e segnali dal campo: il punto della piazza
Sul tavolo della proprietà argentina, infatti, restano le rigide valutazioni sulla sostenibilità effettiva del proseguire la propria azione. Un’attenta analisi diffusa dalla pagina Facebook della trasmissione ‘Un Venerdì da Grifoni‘ ha messo a nudo tutte le criticità strutturali del Perugia attuale, incrociando i classici parametri aziendali.
La fotografia che ne emerge mostra un asset patrimoniale ridotto all’essenziale, privo di immobili e con un parco giocatori ridimensionato, a cui si aggiunge un bilancio condizionato da perdite e flussi di cassa in cui i costi continuano sistematicamente a superare i ricavi.
A far salire la tensione tra i tifosi e gli appassionati del Grifo sono però anche i riscontri che arrivano direttamente dal terreno di gioco. Il calciomercato in uscita ha già visto la partenza dei due pezzi pregiati della rosa, Montevago e Bacchin, senza che a queste cessioni sia seguito un singolo volto nuovo in entrata. E parliamo di una squadra che nel 2025/2026 ha evitato i playout all’ultimo tuffo.
Una situazione di stallo evidente, appesantita da un ritiro svolto in tutta fretta nel forno estivo di Pian di Massiano prima del repentino rompete le righe, e accompagnata da un freddo silenzio della presidenza, dalla quale non è giunto nemmeno il consueto messaggio di augurio alla squadra.
Tra scadenze imminenti e calciomercato congelato
A delineare ulteriormente i contorni del momento è il quadro finanziario tracciato da Nicola Agostini su ‘La Nazione Umbria‘, dove si evidenzia un calendario di scadenze stringenti da qui al prossimo 16 ottobre, passando per i passaggi cruciali del 3 agosto e del 16 settembre.
In agenda, infatti, ci sono i pagamenti degli stipendi di giugno e luglio, oltre agli adempimenti Irpef e Irap per maggio, giugno e luglio. Si tratta di scadenze inderogabili per evitare penalizzazioni in classifica. E se sul fronte iscrizione non c’è il nodo della fidejussione di agosto, grazie a un indice di liquidità superiore a 1, resta impellente la gestione della cosiddetta ‘liquidità fiscale’.
I dubbi del Comune: vertice ai massimi livelli con Borras
Ma le perplessità sulla gestione e sulle prospettive del Grifo non riguardano solo la tifoseria e gli addetti ai lavori, ma hanno varcato anche le porte di palazzo dei Priori. Secondo quanto risulta a umbriaOn, infatti, forti dubbi e apprensioni sarebbero emersi all’interno dell’amministrazione comunale di Perugia.
Per fare il punto della situazione e fare chiarezza sul futuro della principale realtà calcistica cittadina, il Comune avrebbe convocato Hernan Borras, figura di riferimento della gestione operativa targata Faroni a Perugia, per un confronto ai massimi livelli, alla presenza della sindaca Vittoria Ferdinandi e dell’assessore allo sport Pierluigi Vossi.
Un chiaro segnale di come le istituzioni intendano monitorare da vicino l’evoluzione societaria, a tutela del patrimonio sportivo e sociale della città. Le prossime ore saranno quindi decisive per capire se Faroni basterà a sé stesso.
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