I commenti dei giornalisti di umbriaOn.it al derby dell’Umbria vinto dai rossoverdi al ‘Curi’ per 2 a 1.
Il derby è delle Fere: al ‘Renato Curi’ finisce 2-1 per la Ternana
Qui Ternana (di Gianni Giardinieri)
Sbancare il ‘Curi’, e farlo con autorità, piglio, determinazione e se ci permettete anche con due grandi gol. Questo ha fatto oggi la Ternana di mister Fabio Liverani, troppe volte messo sulla graticola per un presunto ‘non gioco’ dei suoi ragazzi. Prestazione super dei rossoverdi, entrati in campo con la forza distesa dei nervi, capaci di aggredire ogni pallone e di cominciare la partita subito all’attacco.
Il match ha sostanzialmente proposto un Perugia molto ‘verticale’, sempre alla ricerca dei due attaccanti con palle lunghe ed una Ternana più manovriera, intenta a sfondare lateralmente. Perfetto nei cambi il mister rossoverde, che dopo il bellissimo raddoppio di Vallocchia (che bombone ragazzi!) ha avuto la capacità di capire che era il caso di inserire un centrocampista in più e passare al 3-5-2.
Notevole anche la prestazione di Pettinari, che nel finale ha gestito la palla come poche altre volte si può vedere in un match di serie C. Il risultato sarebbe potuto essere anche più ampio, se Capuano non avesse colpito la traversa a seguito di calcio d’angolo e Mcjannet non avesse buttato alle ortiche un pallone soltanto da spingere in rete. Ma il derby è vinto. E questo conta. Per i rossoverdi una iniezione di fiducia enorme, che però va canalizzata per il prossimo impegno di Coppa Italia di mercoledì 10 dicembre, in casa contro la Union Brescia.
Qui Perugia (di Giovanni Cardarello)
La sconfitta casalinga contro la Ternana (1-2) non è solo un derby perso; è la conferma di una vulnerabilità che il Perugia deve affrontare con urgenza. La partita, intensa e vibrante, ha messo in luce una squadra, quella biancorossa, che possiede cuore e capacità di reazione, ma pecca gravemente in tenuta mentale e disciplina tattica sui dettagli cruciali.
Quanto accade nel primo tempo è eloquente: il Perugia subisce una vera e propria ‘doccia fredda’ con il gol di Ferrante al 5′. La rete nasce da un errore ingenuo di Calapai e si concretizza su palla inattiva, un aspetto che, come più volte segnalato da tutti gli addetti ai lavori, andrebbe risolto il prima possibile. La reazione, frutto dell’intuizione di Manzari e della rabbia di un peruigino purosangue come Tozzuolo dimostra che il Grifo sa soffrire e rispondere.
Tuttavia, il problema non è la capacità di tornare in partita, ma l’incapacità di evitare lo svantaggio iniziale. Il Perugia è partito contratto palesando una rigidità che nelle sfide ad alta tensione è spesso fatale. Il secondo tempo, pur vedendo il Perugia un buon avvio, si rivela il palcoscenico perfetto della crisi e della fine dell’effetto Tedesco.
La Ternana non ha bisogno di dominare, le basta una singola, cinica occasione: il bolide dalla distanza di Vallocchia, peraltro con il piede debole, che vale l’1-2 e il derby. Da qui il Grifo si disunisce, si scompone, crolla psicologicamente e i cambi di Matos, Ogunseye, Giunti, Bartolomei e Bacchin, anziché rinvigorire, testimoniano un tentativo disperato di riequilibrio che non produce nulla di pericoloso. Anzi. Il Perugia perde la testa e le geometrie, lasciando che la squadra di Liverani gestisca l’ultimo quarto d’ora in modo tranquillo.
La Ternana in sostanza vince il derby dell’Umbria con pragmatismo, sfruttando un dettaglio, il calcio d’angolo del vantaggio e un episodio, il tiro dalla distanza di Vallocchia. Il Perugia ha perso perché, dopo aver recuperato concentrazione e forma nel primo tempo, non ha saputo reggere l’impatto emotivo. La lezione che Tedesco deve trarre è chiara: la squadra è emotivamente troppo fragile per reggere l’urto delle partite ad alta tensione.
C’è qualità, la manovra è fluida e Manzari è oggettivamente un calciatore di caratura importante per la serie C, ma mancano la maturità e il cinismo per trasformare gli episodi, a partire dal pari di Tozzuolo, in gestione lucida del risultato. C’è poco da dire, l’effetto Tedesco è finito, il Grifo ha perso due match di fila che lo riportano nei bassifondi della classifica e ha bisogno di ritrovare, anzi di trovare, quell’assetto mentale che impedisca alle sconfitte di trasformarsi in rese. Il campionato è ancora lungo e il calciomercato di gennaio è dietro l’angolo. Sempre che la società abbia la forza e la voglia di utilizzarlo come arma per salvare la categoria.






