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Un gioiello altomedievale i cui affreschi incantano ternani e turisti. Parliamo della chiesa di San Cristoforo, in via Angeloni a Terni. A ‘raccontarcela’ è lo storico locale Carlo Favetti. «Questo edificio di culto, con la sua austera facciata – spiega – ci attende per una visita al suo interno dove l’arte non manca, dal 1300 al contemporaneo. Da ricordare che ogni 22 del mese di ottobre qui si svolge un’interessante iniziativa culturale in occasione dei festeggiamenti in onore del titolare della chiesa: il Palio di San Cristoforo. Una rassegna corale di vari organismi che operano e allietano le varie parrocchie cittadine. Ma andiamo a conoscere nel dettaglio la chiesa, soprattutto quella della parte antica che annovera importanti dipinti che meritano, in questa occasione, di essere descritti e ammirati».
«La chiesa – ricorda Favetti – fu edificata attorno al XIV secolo nell’ area individuata nella città medievale. Subì delle modifiche dopo il bombardamento della seconda guerra. Si presume edificata sopra preesistenti edifici di epoca probabilmente romana, la struttura si presenta con facciata a capanna in conci di pietra bianca; interno unica navata con capriate e abside. Alla chiesa originale è stato affiancato un altro edificio di epoca contemporanea di consistenti dimensioni, per lo svolgimento della liturgia. I dipinti, subito dopo la bussola, a destra di chi entra, raffigurano due santi della tradizione popolare, forse un San Domenico e un altro santo, riferibili alla prima metà del XIV secolo».
«In un trittico – prosegue lo storico – sono stati dipinti: al centro San Cristoforo titolare della chiesa con ai lati San Sebastiano e San Rocco di scuola senese (santi della tradizione popolare rintracciabili in molte chiese del territorio, soprattutto in Valnerina come intercessori contro peste, fame ed epidemie. A sinistra una crocifissione tra la Madonna e San Giovanni Evangelista (tardo quattrocento); in un piccolo registro sovrapposto una Madonna col bambino e altro santo della seconda metà del ‘400».
«Un tempo le pareti sia a destra che a sinistra della chiesa erano tutte affrescate e oggi rimangono soltanto alcuni frammenti nell’abside e nel catino, come un San Sebastiano e altri santi di non chiara interpretazione. La chiesa contemporanea invece conserva un dipinto su tela recentemente restaurato raffigurante San Cristoforo col bambino in spalla che attraversa un corso d’acqua. In basso, nel dipinto su una pietra e scritto: CAROLUS
BENINCASA NARNIENSIS HOC OPUS GRATES FECIT ANNO JUBILEI 1675. Ma ecco la curiosità che contraddistingue l’edificio: sul lato esterno della chiesa possiamo scorgere un rocchio, forse di una colonna in pietra cilindrica. La stessa fu usata da San Francesco come pulpito per predicare al popolo ternano. Sopra alla pietra, una statua del poverello di Assisi in bronzo di età moderna che ne rievoca l’accaduto».






