«Nel corso di un servizio esterno, con esemplare altruismo, eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, interveniva in soccorso di un bambino di due anni incastrato nel sedile posteriore di un’automobile che, a seguito di sinistro stradale, si era ribaltata su un fianco, rimanendo in pericolosa posizione di bilico sul ciglio di un canale». Questa la motivazione che, sabato a Firenze, ha portato alla premiazione del brigadiere capo Matteo Cannata dei carabinieri. Il fatto è avvenuto a Narni.
LE MOTIVAZIONI DELLE PREMIAZIONI

Il riconoscimento per Cannata è arrivato nella salone dei Cinquecento di palazzo Vecchio, in occasione della cerimonia di consegna delle benemerenze 2025 dell’istituto Scudi San Martino. «L’evento, come da tradizione, ha voluto rendere omaggio a coloro che, con coraggio e dedizione, si sono distinti per azioni di alto valore morale e civile a servizio della collettività», viene sottolineato.
Il gesto di Cannata non è passato inosservato: «L’attesa dei soccorsi specializzati sarebbe potuta risultare fatale. Non esitava a introdursi nell’abitacolo, pur consapevole dell’elevato rischio di essere egli stesso coinvolto nella caduta, riuscendo a liberare l’infante dalle cinture del seggiolino e dagli airbag esplosi, portandolo in salvo all’esterno del mezzo. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere».
«Durante un servizio, dopo un incidente stradale, notò un’auto ribaltata – la motivazione nel documento ufficiale – con un bimbo di due anni bloccato all’interno. Nonostante il rischio di caduta nel canale sottostante, entrò nel veicolo instabile e liberò il piccolo, portandolo in salvo. Esempio di straordinarie virtù civiche e di cosciente sprezzo del pericolo».





