di S.F.
Una duna vegetata di ‘copertura’ che verrà realizzata «attraverso la formazione di un rilevato della estensione areale di 40.293 metri quadrati che andrà a coprire completamente l’area campita con il retino colore giallo». Lo scrive – il documento è pubblico da qualche giorno nell’ambito del Provvedimento autorizzatorio unico regionale per l’ampliamento della discarica Ast con landfill mining – Arvedi Ast per quel che riguarda la zona di vocabolo Volghe e strada della Romita, confinante con il maxi progetto che sarà sviluppato nei prossimi mesi.
14 MAGGIO 2026, IL VERBALE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL MAXI PROGETTO

Il documento è stato redatto in ottemperanza alle osservazioni emerse in seguito alla conferenza dei servizi del 14 maggio e ha lo scopo «di dare evidenza alle motivazioni che hanno portato alla previsione di realizzazione della duna vegetata di Voc. Volghe quale unico elemento da porre in atto per contenere sostanzialmente gli effetti prodotti dalle attività inerenti i lavori di ampliamento della discarica che la gestione della stessa in fase di abbancamento dei rifiuti. La realizzazione della duna vegetata, che precede i lavori di ampliamento, è la chiara dimostrazione degli effetti positivi che la stessa produce sull’ambiente circostante», viene sottolineato in apertura.

Si parla di realizzare una barriera antirumore con rilevato in terra da 40.293 mq di estensione areale e quota massima sul livello del mare a 320 metri. Dove «effettuare piantumazione di essenze erbacee, arbustive ed arboree riconoscendo al fogliame un’azione di ‘disturbo’ nei confronti della propagazione lineare del suono a cui si associa una riduzione dell’impatto nei confronti della vivibilità delle aree circostanti». Sì, perché intorno – strada della Romita e Volghe – ci sono delle abitazioni che allo stato attuale hanno davanti non proprio uno spettacolo mirabile.

In più l’obiettivo è mettere in piedi un sistema per filtrare le particelle solide in modo significativo, «limitandone la diffusione verso le aree circostanti». Il documento è molto tecnico ma, in ogni caso, fa intuire bene cosa accadrà in questa zona: «La realizzazione della duna vegetata avverrà attraverso la rimozione del cappellaccio presente nella ex discarica rsu e nel settore 4 della zona A. Si prevede di rimuovere e movimentare circa 209.000 metri cubi di terreno», spiega l’azienda. Oltre la metà (189 mila) da lavori di predisposizione dell’ampliamento (effettuate analisi chimiche per la conformità), i restanti 20 mila mc «provenienti da cantieri del Comune di Terni siti in Corso del Popolo e via Breda». Anche questi conformi.

Si arriva al dunque: «L’estensione altimetrica di 20 metri nella zona del suo massimo sviluppo permetterà alla duna di raggiungere la quota di 320 metri sul livello del mare, costituendo così per l’abitato di Voc. Volghe la sostanziale riduzione dell’impatto della discarica sia sotto l’aspetto visivo, acustico e da polveri». In questa area ci sarà l’espianto e il reimpianto in aree perimetrali alla discarica di 260 ulivi. Per quel che concerne il verde in generale, Arvedi Ast sottolinea come ipotesi che «vi sia la necessità di risarcimento per il 15% degli elementi piantumati nei primi 2-3 anni, portando a 1.783 il totale necessario di alberi da mettere a dimora». C’è altro.

Focus anche su strada della Romita e la compatibilità con la duna vegetata: «Allo stato attuale nella parte più occidentale dell’area interessata dalla realizzazione della parte sommitale è presente la strada vicinale della Romita che, per un tratto di circa 250 metri, interferisce con la realizzazione della duna stessa. Pertanto, al fine di garantire la continuità e la fruibilità di tale strada, l’azienda propone lo spostamento verso nord del tratto di strada che, superato l’ingresso, permetterà di ricollegarsi al tracciato esistente subito dopo il superamento del traliccio di energia elettrica». Dunque, in definitiva, la realizzazione della duna/barriera e della collina andrà in parallelo con il riambientamento e ricomposizione ambientale delle stesse mitigando l’impatto e rendendo l’intervento visivamente e ambientalmente inserito nel contesto circostante». Cambiamenti in arrivo.






