di S.F.
Della particolare e lunga storia ce ne eravamo già occupati di recente. Ora, a quanto pare, c’è forse la parola fine alla vicenda: il dirigente all’edilizia privata del Comune di Terni, Claudio Bedini, ha firmato la conclusione definitiva dei procedimenti amministrativi legati alla vicenda dei presunti abusi edilizi in un’area di strada di Piedimonte – ovviamente non indicheremo il civico preciso – dopo anni di bagarre. Che magari proseguirà.
GENNAIO 2023, SI LITIGA IN STRADA DI PIEDIMONTE: ORDINE PER ATTI DEL 2004
Si parte da quanto deciso in giornata. Due gli iter conclusi oggi, quelli avviati nel novembre del 2021 e nel gennaio 2024: il primo per abusi edilizi su un’unità immobiliare, il secondo in seguito alla sentenza del Tar 2023 che aveva annullato un bel po’ di atti comunali. In particolar modo l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi emessa a carico di alcuni soggetti. Coinvolta anche la soprintendenza.

Come detto la situazione va avanti dal 2021, precisamente dal 18 novembre. All’epoca c’è chi si mosse con il Comune per segnalare che nell’area «erano presenti delle difformità rispetto ai titoli rilasciati e per le quali si chiedeva di effettuare i dovuti controlli di competenza». Poi il lavoro dell’ufficio controlli edilizi e lo scontro tra note, ordinanze, sopralluoghi e ricorsi al Tar. Quindi, quattro anni dopo, la determina odierna. Dove si precisa che «gli interventi abusivi risultano in minima parte rimossi e pertanto il completo rispristino dello stato dei luoghi ante-operam verrà eseguito dall’amministrazione comunale, a spese dei responsabili degli abusi». L’ultimo check del nucleo controllo del territorio è di ieri, 26 agosto: mirino in partiolar modo su una rampa non realizzata e la sistemazione di un terreno esterno. Inottemperanza accertata.
Il fascicolo viene trasmesso alla direzione attività finanziarie per «l’eventuale atto di immissione in possesso degli immobili finalizzati agli interventi di ripristino» ed a chi si occupa di manutenzioni per «l’adozione del provvedimento di rimozione e/o ripristino delle opere abusivamente realizzate». Le ultime osservazioni tecniche (giugno 2025) prodotte dai cittadini interessati – congiuntamente con il geometra di fiducia – non sono state accolte perché è stato citato «come riferimento la Scia del 29 maggio 2014, risultando quest’ultima annullata nella sentenza del Tar Umbria» del maggio 2024. L’atto odierno è in ogni caso impugnabile al Tar.






