A Terni lunedì pomeriggio è stata inaugurata la prima delle due palestre ‘GreenTheory’ in strada di Cospea – la seconda sarà all’ex locale piazza Italia di Corso Vecchio, previsto il semaforo verde per marzo – e c’è chi segnala una problematica legata all’area esterna.
Terni: idea-palestra a palazzo Briganti. L’ipotesi è concreta
A scrivere a umbriaOn è chi si è ritrovato in zona in occasione dell’inaugurazione: «Siamo tutti a favore dello sport e del benessere, ci mancherebbe, ma quello a cui abbiamo assistito lunedì è stata una totale mancanza di rispetto verso chi qui ci abita. Una palestra di queste dimensioni, aperta letteralmente in bocca alle case, senza un piano parcheggi adeguato. Risultato? Il caos totale. Il piazzale privato? Occupato. I passi carrabili? Ostruiti senza nessuna vergogna», l’sos.

La questione coinvolge anche altri: «La cosa più grave – aggiunge la persona – è che non si è guardato in faccia a nessuno: ho visto auto piazzate ovunque, impedendo persino a persone con disabilità di poter parcheggiare o raggiungere comodamente l’ingresso di casa propria. È inaccettabile che per andare a ‘fare salute’ in palestra si tolga il diritto alla mobilità a chi ha problemi seri. Ieri sera il quartiere è stato preso sotto assedio. I parcheggi la maggior parte dei quali di privati e dei residenti – gente che, ricordo, qui ci vive e paga le tasse – sono stati letteralmente cannibalizzati».

«E non parlo di qualche auto in più: parlo di sosta selvaggia, marciapiedi occupati, passi carrabili ostruiti e un traffico che manco in centro nell’ora di punta. Ho visto costringere residenti a girare a vuoto per trovare un buco dove lasciare l’auto a 500 metri da casa propria. Il fitness è un diritto. Ma il diritto al riposo e alla vivibilità di chi in questo quartiere ci abita da anni dove lo mettiamo?». Per chi mette in evidenza la questione «il low cost dell’abbonamento lo stiamo pagando noi residenti con un ‘high cost’ in termini di stress e qualità della vita. Chi di dovere doveva vigilare sull’impatto viabilità prima di dare l’ok, non aspettare che scoppiasse il delirio. Quindi mi faccio una domanda chi ha autorizzato tutto questo? Come si può permettere l’apertura di una struttura ad alto afflusso in una zona residenziale senza prevedere dove mettere le centinaia di macchine che arrivano? Se questo è l’inizio, non oso immaginare cosa succederà nelle ore di punta durante la settimana. Non siamo disposti a vivere ostaggi del traffico e della sosta selvaggia sotto casa nostra. Pretendiamo controlli e subito». Sul posto è poi arrivata la polizia Locale.






