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Home » Terni, aumenti Taric: «Responsabilità di chi ha fatto regolamento»

Terni, aumenti Taric: «Responsabilità di chi ha fatto regolamento»

di Simone Francioli
12 Aprile 2022
in Opinioni, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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di Francesco Filipponi e Pierluigi Spinelli
capogruppo Pd e segretario dell’Unione comunale di Terni

È proprio vero che coloro i quali vogliono sfuggire ai propri fallimenti scaricano le responsabilità sugli altri, per provare a mettere l’anima in pace. Il dibattito e le dichiarazioni all’interno dei lavori della terza commissione consigliare comunale rappresentano proprio questo. Va ricordato all’assessore al bilancio che il piano di ambito del 2014 dell’Ati 4 è stato votato alla unanimità dopo due anni di confronti e discussioni ed è stato premiato a livello nazionale come migliore Piano di Ambito nazionale, anche gli altri ambiti della nostra Regione hanno proceduto allo stesso modo, seppur con risultati più modesti.

Taric Terni: «Scopo non è far risparmiare». Menecali, gli aumenti, i numeri e l’appello

Va anche detto che il centrosinistra prima della fine della precedente consiliatura, con la vigenza della stessa gara d’ambito riuscì ad abbassare l’allora Tari per l’anno 2018 del 6%. Lo stesso centrosinistra ha infatti creduto sempre dopo averla introdotta, nella bontà della raccolta differenziata porta a porta. Grazie alle economie dovute alla raccolta differenziata che a Terni aveva già raggiunto all’epoca il 75%, le utenze domestiche, rispetto al 2017, pagarono il 6,66% in meno, quelle non domestiche il 6,40%. La riduzione fu possibile per un risparmio di 2 milioni 826 mila sui costi del servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti urbani, effettuato da Asm.

Inoltre la tariffa puntuale dappertutto ha lo scopo di premiare con ribassi i comportamenti virtuosi grazie alla minore produzione di rifiuti ed alle risorse prodotte dal riciclo di materia prima seconda che abbattono le tariffe. In sede di discussione dell’introduzione della tariffa corrispettiva alla fine di dicembre del 2020, dopo aver ascoltato associazioni e amministratori di condominio presentammo all’amministrazione una serie di proposte emendative, come il collegamento con il codice fiscale di chi conferisce, e una modalità di suddivisione più corrispondente agli effettivi conferimenti per i condomini. Oggi quelle proposte vengono riprese per provare a fronteggiare quella che nei fatti è stata una sommossa popolare contro gli aumenti per la tariffa corrispettiva previsti per il 2022.

Abbiamo già detto più volte e denunciato utilizzando lo studio della Uil l’aumento del 27% tra il 2021 ed il 2020 della tariffa sui rifiuti, in particolare per i nuclei di 3 persone, aumento enorme va detto anche per le altre tipologie. Fa peggio solo Vibo Valentia. Eravamo tra i pochi a chiedere alla amministrazione Latini di valutare con attenzione il passaggio alla tariffa per i rifiuti corrispettiva, soprattutto di fare attenzione al regolamento adottato. Temevamo, infatti, aumenti generalizzati sulle famiglie e così è stato. La realtà è anzi ancora più dura di ogni previsione.

Con l’approdo alla Taric le famiglie ternane pagheranno una tariffa spropositata. Siamo lontanissimi dunque dai proclami dell’amministrazione Latini che parlava meno di due anni fa di approdo a un sistema basato su chi più rifiuti produce più paga. Siamo invece a un sistema condominiale che peraltro colpisce anche le famiglie più virtuose in quanto, ad esempio, un nucleo di 3 persone è chiamato a pagare 38 svuotamenti di indifferenziato, pur magari non avendone fatto alcuno. È chiaro che il meccanismo è ingiusto e non premia chi differenzia. È chiarissimo che la responsabilità dipende da chi ha congegnato e adottato il regolamento per la tariffazione puntuale.

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