di S.F.
‘L’importanza del codice di comportamento per il Comune di Terni. Illustrazione, attuazione e obiettivi’. Questo il tema dell’evento organizzato martedì a palazzo Primavera con protagonisti in qualità di relatori il professore ordinario di diritto amministrativo all’università di Perugia Enrico Carloni e l’assegnista di ricerca Francesco Merenda, entrambi del dipartimento di scienze politiche.
PRIMAVERA 2025, AGGIORNATO IL CODICE: REGALI, SOCIAL, CURA PERSONA E STAMPA

Ad introdurre ci hanno pensato la dirigente alle risorse umane Grazia Marcucci e il segretario generale Iole Tommasini. Per la parte politica presente in avvio il sindaco Stefano Bandecchi. «Fondamentale, è uno strumento di lavoro quotidiano per noi. Ringrazio il gruppo di lavoro: Alessandra Sabina, Luca Sbordoni, Gioia Tribulati, Roberta Pesaresi e Matteo Salemi. Il codice non serve a controllare e sanzionare, ma a promuovere la cultura comune dell’etica pubblica a servizio dei cittadini», le parole della Tommasini. «Ora c’è un approccio più valido. Solo con un nuovo cambio di prospettiva riusciremo a centrare gli obiettivi che ci siamo dati. I relatori si sono gentilmenti offerti di dare un contributo», ha aggiunto la Marcucci. Per l’Ordine degli avvocati – c’è il patrocinio – è salita sul palco dell’auditorium Mara Provantini per un breve intervento.
IL NUOVO CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI

Il primo cittadino – prima volta per lui a palazzo Primavera – si è esposto per dieci minuti sul tema: «Ci sono spunti molto alti – ha esordito – nel regolamento, troppo spesso si sente parlare di chi lavora nel pubblico come persone di serie B. E si affidano appalti ai privati: se chi è nell’amministrazione pubblica si ritenesse di serie A, non dovremmo affidare al privato. Ci siamo persi a tal punto che dobbiamo fare un regolamento dove tra i principi c’è la riservatezza, non è una cosa che ci devono dire. Pensate a dove siamo arrivati. Il conflitto di interessi? È il minimo, manco lo voglio vedere. Lo so che qualcuno tra voi pensa che io possa avere un conflitto di interesse, ma non è così».

Mirino anche su correttezza e buona fede: «In sintesi bastava aggiungerci ‘non dovreste essere dei ricattatori’. Si deve arrivare a dire questo? Ecco perché questo è un giorno importante. Finalmente qualcuno crede nella possibile rinascita dello Stato italiano attraverso i Comuni. Questo corso d’aggiornamento deve essere fatto benissimo e capito. Arriva l’anno zero, si può ricominciare a crescere. Ringrazio la dirigente di riferimento perché stiamo facendo una serie di corsi ultimamente ed è importante. Comune deve riprendere a fare il proprio mestiere, tutto ciò non è una perdita di tempo». Infine un ultimo passaggio: «Un’altra cosa che mi ha colpito del regolamento è che servire lo Stato vuol dire farlo a prescindere dalla politica o dal politico di riferimento. Pensavo non ci fosse bisogno di spiegare questa cosa. Dobbiamo avere spirito di servizio con tutti. Quello di oggi è il più importante incontro svolto». Il corso era obbligatorio.






