di Maria Luce Schillaci
Scoppia il caso del tesserino-rider rifiutato. Com’è noto, dallo scorso 1° aprile a Terni è operativo il tesserino identificativo per i riders che il Comune – tra i primi in Italia – ha voluto introdurre. Un esordio positivo, come ha dichiarato l’assessore al commercio Gabriele Ghione, con decine di lavoratori, oltre sessanta, che hanno voluto avvalersi di questo strumento che rappresenta soprattutto una tutela per i consumatori, gli esercenti ed i lavoratori.
I controlli della polizia Locale sono già in atto. Tecnicamente il tesserino viene rilasciato su domanda dalla società Terni Reti Srl, deve essere tenuto esposto dal rider all’atto del ritiro presso l’esercente e della consegna dei prodotti al consumatore finale. In mancanza del tesserino è prevista una sanzione pecuniaria da 80 a 480 euro. Dunque, quasi tutti hanno aderito. Quasi. Perché c’è chi preferisce continuare come ha sempre fatto, avvalendosi delle più note catene nazionali di delivery.
Il caso riguarda McDonald’s Italia che, al momento, non ha aderito al tesserino. A spiegarne i motivi è Alessio Badoglio, portavoce dei riders di Terni: «Abbiamo parlato con tutti e tre i punti di McDonald’s Italia presenti a Terni, siccome sul regolamento c’è scritto che non hanno l’obbligo di dotarsi di questo tesserino, hanno scelto di non avvalersene continuando dunque a operare con le loro piattaforme di prenotazione. I responsabili delle catene presenti a Terni – precisa Badoglio – sarebbero stati propensi, ma a dire ‘no’ è stata la casa madre. Gli ho spiegato anche varie alternative più ‘soft’, che questo regolamento non riguarda solo i riders ma tutta la città, ho fatto anche notare che è l’unica catena a non avere aderito: speriamo che tutto ciò porti a qualcosa. Comunque la polizia Locale sta facendo i controlli e presto verranno effettuati anche i blocchi davanti ai ristoranti».
Il tema, come fa notare Alessio Badoglio, riguarda un po’ tutti: rider, clienti, ristoratori e cittadini. A Terni, con l’introduzione del tesserino identificativo, si è fatto un passo avanti importante anche come segnale di responsabilità verso la comunità. «Come rider che ogni giorno lavora sulle strade della città, sotto il sole e sotto la pioggia, nel traffico e nei rischi quotidiani – aggiunge -, non posso non esprimere amarezza per questa mancata collaborazione. È vero, il tesserino, in alcuni casi non è formalmente obbligatorio. Ma qui non si parla di obblighi imposti ma di buonsenso: tutti gli altri locali della città, così come le principali catene del settore, hanno aderito senza esitazione. Chi lavora come rider sa quanto sia importante essere riconosciuti, rispettati e considerati parte di un sistema che funziona. Il tesserino non è solo un pezzo di plastica: è un simbolo di professionalità, è una tutela per noi e per chi riceve il servizio. Ignorare uno sforzo collettivo che tutta la città sta cercando di portare avanti, non ci sembra giusto».
Ma McDonald’s Italia ha le sue idee e, per il momento, taglia corto: «Abbiamo ricevuto segnalazione di questa iniziativa attraverso il nostro servizio clienti – informa ad umbriaOn -. Al momento stiamo approfondendo le modalità operative per valutare possibili sviluppi».






