Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’architetto Carlo Giani in merito al progetto del futuro campus Briccialdi al Cmm.
di Carlo Giani
Vedo da giorni pubblicare su diverse testate, il progetto della nuova sede dell’istituto musicale Briccialdi all’interno dell’edificio di proprietà comunale centro multimediale sito in Piazzale Bosco a Terni.
Nel 2023, a seguito di un bando pubblico indirizzato esclusivamente ai conservatori musicali, veniva data a questi la possibilità di presentare progetti di ampliamento e miglioramento finalizzati all’ottenimento del completo finanziamento da parte dello Stato.
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Con grande volontà e determinazione il presidente di allora, Dott.ssa Letizia Pellegrini, volle assolutamente partecipare al bando e a seguito di una ampia ricognizione delle varie proprietà pubbliche disponibili fu individuato il Cmm come edificio più consono ad accogliere la scuola di musica. Le due sale destinate agli
studi fotografici potevano abbastanza facilmente trasformarsi in un piccolo auditorium ed in quattro aule per la musica d’insieme. L’edificio, in gran parte non utilizzato, permetteva anche tempi rapidiper la trasformazione. E’ sembrata una buona occasione di valorizzazione del patrimonio pubblico che la presidente ha voluto ‘caparbiamente’ perseguire discutendo fino nei minimi dettagli ogni decisione funzionale.
Fu incaricato della redazione progettuale un gruppo formato da me, dall’arch. Fabio Giglio, dall’arch. Francesco Andreani, per la parte architettonica, dall’ing. Sandro Corradi per le strutture, dall’ung. Giovanni Conti per la parte impiantistica e dall’ing. Daniele Ponteggia per tutti gli approfondimenti acustici, requisito basilare per una
scuola dove il suono è sovrano. Il progetto presentato riuscì ad essere finanziato dal ministero con il cofinanziamento del Comune di Terni e della Fondazione Carit. Credo sia necessario chiarire che quello che vedo oggi pubblicato non è il progetto che ha ottenuto tale finanziamento.
I punti fondanti del nostro progetto furono principalmente concentrati sulle attività scolastiche, sulla logistica funzionale delle varie attività, sulla realizzazione di un’aula magna che permettesse alla città di avere anche una sala concerto acusticamente studiata oltre alla realizzazione di un piccolo museo musicale. Dal punto di vista urbano la necessità di creare un ‘ingresso’ all’edificio attraverso la realizzazione di una zona verde che separasse l’edificio dal parcheggio pubblico e che penetrasse anche all’interno dell’edificio.
Inoltre il nostro progetto prevedeva la realizzazione di un luogo ricreativo che si aprisse anche su via E. Chiesa, dilatandone l’uso a tutta la città, un luogo dove poter organizzare piccoli eventi musicali anche fuori dall’orario scolastico. Per far fronte alla necessità di molti fra gli studenti e gli insegnanti non residenti in città o nelle vicinanze, era previsto un futuro ‘stralcio funzionale’ che vedesse la realizzazione di una ‘foresteria’, una piccola struttura di accoglienza posizionata al secondo piano dell’edificio. In sostanza una scuola aperta alla città che permettesse di rivitalizzarne la vita culturale.
Nelle immagini che vedo non trovo nulla di tutto ciò, vedo una banalizzazione nelle previsioni funzionali, un’espressione compositiva e formale che definirei ‘infantile’ nel sagomare alcuni ambienti come strumenti musicali unitamente alla totale perdita dei collegamenti della scuola di musica con la vita cittadina. Del precedente gruppo di progettazione credo sia rimasto solo quello che credevo più legato alla mia famiglia e che, in base a quello che vedo, risulta il meno adatto a gestire un progetto di architettura.
Fermo restando che l’attuale dirigenza dell’istituto musicale è padrona di decidere sia il ‘come’ debba essere la scuola sia la ‘compagine’ che deve progettarla, non posso tuttavia fare a meno di esprimere rincresimento e delusione per vedere snaturata l’idea ispiratrice del progetto originario che ha ricevuto l’approvazione ed il
conseguente finanziamento ministeriale.






