Terni, visite guidate cascata: botta e risposta GTI-Comune

Terni – L’attacco di GTI: «Una questione annosa che abbiamo cercato di risolvere con ragionevolezza e pazienza. Il Comune ci penalizza»

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di Silvia Chiocci
referente per l’Umbria di Guide Turistiche Italiane

Paghiamo per lavorare, quasi fosse un servizio di cui ci avvaliamo, anziché un servizio professionale che svolgiamo. Una questione annosa che abbiamo cercato di risolvere con ragionevolezza e pazienza con il Comune di Terni, ma su cui non intendiamo più tacere.

Guide turistiche: «Alla Cascata della Marmore solo ostacoli. Basta»

I fatti: per potere accedere alle Cascate coi propri gruppi, le guide esterne devono non solo pagare l’ingresso, che viene scontato solo da un certo numero di turisti in poi (di solito una quindicina), ma addirittura 1 euro per ciascuno di loro, che siano 4 o 30 non cambia. E questo a titolo di ‘diritto di parola’, che nella giurisprudenza italiana non esiste. Non solo: se a prenotare in forma anticipata è l’agenzia, la stessa deve corrispondere – oltre ai tradizionali oneri – 20 centesimi in più per persona, anche qui senza tetti. Prassi che sarebbe suffragata dal regolamento delle Cascate, secondo cui ogni attività non regolamentata si pone come attività non consentita.

Silvia Chiocchi

Un fatto che non sussiste. Il Comune di Terni – osserva citando la legge europea 97/2013 – non ha la facoltà di autorizzare nessuna guida abilitata, poiché la nostra è una professione già regolamentata. Una volta abilitata, infatti, una guida ha piena libertà di esercitare su tutto il territorio nazionale senza restrizioni o ulteriori autorizzazioni. L’accesso e l’esercizio delle attività di servizi costituiscono espressione della libertà di iniziativa economica e non possono essere sottoposti a limitazioni non giustificate o discriminatorie.

Tra l’altro noi esterni, conoscendo da prima il gruppo, che abbiamo formato noi o ci è arrivato per il tramite dell’agenzia, proponiamo tour mirati, condividendo informazioni non standard e modulando il percorso ad hoc. Il che è esattamente quel che vuole il nostro cliente, oltre che ulteriore conferma che non vi è nessuna competizione con i colleghi messi a disposizione dal Comune tramite bando. In questi mesi, anche con l’audizione in commissione, abbiamo provato a trovare una soluzione. I continui dinieghi, soprattutto nel momento in cui il turismo sta riprendendo, ci lasciano perplessi. Dato che parliamo di lavoro, Gti si chiede come possa un ente pubblico arrivare a penalizzarci, anziché incoraggiare e promuovere la collaborazione.


La replica del Comune
Elena Proietti, assessore al turismo

Elena Proietti

Si fa presente che il Comune di Terni sta gestendo l’area della Cascata delle Marmore attraverso le linee operative di un evoluto piano di marketing turistico e territoriale, non solo tattico, ma di prodotto e di servizio. Per tale ragione, al fine di sfruttare il ruolo propulsore dell’attrattore turistico principale del territorio, è previsto lo strumento degli accordi di sussidiarietà tra il Comune di Terni, l’appaltatore dei servizi turistici e gli operatori che svolgono a vario titolo attività collaterali anche di rilevanza economica. 

Lo strumento dell’accordo di sussidiarietà consente al Comune di governare le relazioni e le sinergie nel rispetto del principio della legalità dell’azione amministrativa e di sviluppare importanti progetti rivolti a determinare quella rete necessaria ad un serio progetto di sviluppo e che non può essere basata solo sulla tutela degli interessi delle singole categorie.

Tutte le attività che si svolgono presso l’area della cascata delle Marmore e del comprensorio integrato, tengono conto di un piano tariffario inserito tra i  servizi a domanda individuale. Tali tariffe, contribuiscono a garantire il piano di riequilibrio finanziario di un ente, il Comune di Terni, che, come è noto, si trova in stato di dissesto finanziario; perciò l’insieme organico dei proventi è funzionale alla copertura dei costi di gestione, al fine di garantire il funzionamento complessivo di tutta la complessa macchina organizzativa.

In particolare l’attività di visita guidata è stata ricondotta tra i servizi integrativi dell’offerta turistica di base che il Comune ha ritenuto di affidare in appalto ad un operatore economico selezionato con una gara di rilevanza comunitaria. Nel rispetto dei principi comunitari che regolano le leggi del mercato degli appalti pubblici, non è possibile liberalizzare il servizio di visite guidate per due ragioni: perché si andrebbero ad alterare le condizioni di base che hanno consentito all’appaltatore di formulare l’offerta con riflessi pluriennali e perché si genererebbe un danno all’erario dovuto al mancato incasso della percentuale spettante al Comune e alla Provincia su tutti i servizi di rilevanza economica collegati all’appalto.

I responsabili del Comune e gli assessori preposti hanno sempre ascoltato le esigenze delle categorie che ad oggi, si sono rifiutate adeguarsi alle regole fondanti il sistema di gestione della Cascata delle Marmore e nell’ottica di un generico richiamo al principio del libero mercato, vorrebbero svolgere iniziative di rilevanza economica diretta, senza stipulare un accordo di collaborazione venendo meno il principio della sussidiarietà, unico che può garantire lo sviluppo di iniziative collaterali collegate a quelle affidate in appalto.

Ad oggi non sussistono le condizioni giuridiche e di sostenibilità economica per non applicare doverosamente le tariffe a domanda individuale che devono generare i proventi per sostenere il prosieguo dei servizi appaltati e i proventi per coprire il disavanzo economico del dissesto finanziario,  secondo un rigido piano di rientro pluriennale. Le associazioni di categoria sono state ascoltate in audizione anche dalla competente commissione consiliare, ma in seguito al tale rapporto non abbiamo avuto altri contatti oltre alle ormai note contestazioni sulla stampa.

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