Cimitero di Collescipoli, c’è un allarme. A lanciarlo alla redazione di umbriaOn è la signora Gabriella: si parla in particolar modo di fiori.
«Continuano a verificarsi furti di fiori dalle tombe nel cimitero di Collescipoli», l’incipit della segnalatrice. Che poi si concentra su un altro aspetto: «Oltre a considerare l’atto in sé (pittosto comune) meritevole del più profondo disprezzo, mi vorrei soffermare un momento sulle norme che regolano tale atto. Infatti secondo la Corte di cassazione il furto nei cimiteri non si configura come reato di furto ,ma di vilipendio punito con la reclusione da tre mesi a tre anni».
Gabriella ricorda che «il codice penale infatti tutela la ‘pietas’, ovvero quel sentimento che si mantiene da parte dei vivi nei confronti dei defunti e che si manifesta con la custodia e la conservazione delle tombe. Quindi tutte quelle condotte o comportamenti che offendono, oltraggiano, deturpano un bene o un sentimento non costituisce furto, ma vilipendio (articolo 408) in quanto, pur non offendendo il defunto offende la persona che ha collocato i fiori o ha, in qualsiasi modo, manifestato di voler onorare i propri cari».






