Un punto, anche solido, nel contesto di un iter che, per giungere a compimento – ovvero la realizzazione dell’opera – richiederà svariati anni. Meglio sgomberare il campo: quasi certamente non sarà l’amministrazione Proietti – né le altre oggi contemporanee – a tagliare il nastro del nuovo ospedale di Terni, se si farà. L’obiettivo realistico, invece, è tracciare un percorso che vada avanti – con tempi, si spera, umani – e resti valido a prescindere da tutto. In una parola: inattaccabile, in grado di procedere senza intoppi ma anche di calibrarsi rapidamente su ciò che negli anni può evolvere.
Intanto c’è il primo quadro sulle possibili aree – cinque, ciascuna con pro e contro – in cui la struttura potrebbe sorgere: è stato presentato sabato mattina nella sala convegni di Arpa Umbria, a Terni. Si tratta dello studio della Binini & Partners di Reggio Emilia, incaricata dall’azienda ospedaliera di Terni. Studio presentato dall’ingegner Tiziano Binini e che ha visto la collaborazione fra il suo staff e l’ingegner Gianni Fabrizi del ‘Santa Maria’. Queste le cinque location e, appunto, i relativi vantaggi e svantaggi individuati dalla società reggiana.
LO STUDIO SULLE AREE IDONEE (.PDF)
Gabelletta Ovest (via Gramsci a San Gemini-zona Acquavogliera nei pressi dello svincolo San Gemini Sud/Gabelletta della E45). Pro: area ampia e strategica, assenza di vincoli, ottima posizione rispetto alla viabilità, valenza paesaggistica. Contro: lontananza rispetto al centro di Terni, terreno scosceso, vincoli acustici dati dalla presenza delle strade principali, limitazioni di possibili e futuri ampliamenti limitrofi.
Campitello (via del Centenario, fra gli impianti sportivi di Campitello e Colleluna). Pro: area ampia e strategica, terreno pianeggiante, ben servita dalla viabilità comunale, vicinanza con il centro abitato, valenza paesaggistica grazie allo ‘schermo’ di Colleluna, possibilità di ampliamento e di creazione di un centro tecnologico innovativo, possibile collegamento viario ‘R18’ con la ‘Gabelletta-Maratta’. Contro: nessuno.
Alle spalle della stazione ferroviaria di Terni (viale Proietti Divi). Pro: area ampia e strategica, vicinanza al centro e alle infrastrutture principali. Contro: terreno particolarmente scosceso, possibile presenza di fenomeni franosi da valutare sul piano geologico, vicinanza con un quartiere privato di pregio, vincoli acustici dati dalla presenza delle strade e della ferrovia.
Maratta Sud (strada di Sabbione, fra la ‘fine’ della E45 e Sabbione). Pro: area ampia e pianeggiante, assenza di vincoli, ben servita dalla viabilità comunale e dalla possible futura realizzazione della variante Sud-Ovest in fase di studio da parte della Regione, facilità di intervento e possibilità di futuri ampliamenti. Contro: leggermente defilata rispetto al centro abitato.
Colle Obito (attuale sede dell’ospedale di Terni). Pro: posizionamento esistente del plesso ospedaliero e dell’università, vicinanza con il centro, servita dalla viabilità comunale congestionata. Contro: difficoltà di intervento e durante le fasi di lavorazione, limitazioni future di possibili ampliamenti, morfologia del terreno complessa, vincoli acustici dati dalla presenza delle strade principali, possibile peggioramento ulteriore delle condizioni di traffico (spostamento durante le fasi di cantierizzazione), distanza dalle principali infrastrutture viarie.
Le caratteristiche di massima del nuovo ospedale – «per un costo variabile fra 500 e 600 milioni di euro» ha ribadito Stefania Proietti – sono le seguenti: 110/120 metri quadrati di estensione, 600 posti letto, media di 180/200 metri quadrati per posto letto, media di 2 posti auto per letto, 1.200 posti auto totali.
L’ingegner Binini non ha comunque lesinato giudizi sulla localizzazione del futuro ospedale, atteso che la sintesi dovrà farla la politica: «Colle Obito – ha detto – non fu una scelta felicissima, per la vicinanza alle acciaierie che certamente influiscono sulla qualità dell’aria, ma anche per la viabilità, complicata. Per me gli ospedali vanno fatti nuovi, ristrutturare l’esistente vuol dire spendere lo stesso per avere un ospedale, di fatto, vecchio. A Colle Obito si può costruire il nuovo accanto all’esistente, con un corpo-volàno iniziale, da completare una volta demoliti gli edifici secondari ed esterni oggi presenti. Colle Obito può non essere un ripiego anche se sconta un’area già intasatissima e che impone almeno sette/dieci anni di ‘convivenza’ fra gli eventuali lavori, il cantiere, e l’attuale ospedale. Di cui si dovrà poi decidere cosa fare. A noi piacciono molto le soluzioni di Campitello e Maratta Sud ma poi, certo, dipende anche dai costi per entrare in possesso delle aree». Chiaro, e dibattito aperto.
Dibattito che, per forza di cose, non potrà essere infinito, visti anche i tempi affatto brevi per l’opera nel suo insieme. Per la presidente della Regione Stefania Proietti, «quella avviata con la presentazione dello studio Binini & Partners è un’operazione di trasparenza. Le modalità sono forse insolite ma l’invito era aperto a tutti, anche agli assenti (il riferimento è, fra gli altri, all’amministrazione comunale di Terni, ndR). Lo scopo dello studio era individuare le aree idonee, e se ci sono ulteriori soluzioni migliori siamo pronti a valutarle, escludendo quelle segnate da criticità insuperabili». Ora il percorso prevede «il confronto con tutti i soggetti istituzionali e interessati, fra cui la commissione consiliare competente (convocazione attesa a breve, ndR), la città, la provincia, l’Università che è un interlocutore centrale. E poi una sintesi: per giungere alla decisione finale servirà qualche mese, non so dirvi quanti di preciso, se tre, quattro o cinque. Poi il progetto di fattibilità tecnico-economica, computo metrico, cronoprogramma di realizzazione e tutti i passi successivi». Fino al vero ‘gong’: il progetto esecutivo, la cui tempistica è quasi impossibile da prevedere, oggi, ma che sarà lo spartiacque, cioè la sostanziale conferma che Terni avrà un nuovo ospedale, oltre ogni parola.
Le sedi universitarie nell’area attuale, adiacente il ‘Santa Maria’, per Stefania Proietti non sono un vincolo insormontabile verso una nuova location: «La presenza dell’università, uno dei principali stakeholder con cui dialogare, non ci vieta di valutare soluzioni diverse da Colle Obito. L’esistente può essere, fra l’altro, ri-utilizzato anche in ambito universitario. Vero è che una struttura nuova è sempre attrattiva, a prescindere. Ciò che escludiamo è la ristrutturazione dell’attuale ‘Santa Maria’». Sul tema-fondi, Stefania Proietti ha confermato come quelli oggi disponibili siano stati trovati dall’amministrazione Tesei. Tre i canali principali: prestito Inail, risorse statali a fondo perduto ex articolo 20 e – ha ribadito la presidente della Regione – il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti. «Di fondi Inail abbiamo 280 milioni di euro vincolati alla presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, il cui termine è stato spostato al 30 giugno 2027 anche se vogliamo, ovviamente, fare prima. Poi sono confermati 73 milioni statali a fondo perduto, anche se contiamo di vedere incrementata significativamente tale quota. Restano da reperire 200 milioni e l’ex articolo 20 è la priorità».
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INTERVISTE – INGEGNER TIZIANO BININI
INTERVISTE – PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA, STEFANIA PROIETTI
Le reazioni politiche e istituzionali

Il sindaco e presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, esprime «profondo dissenso. Ciò che è stato detto oggi era già stato comunicato al sindaco e presidente della Provincia di Terni nell’agosto 2025. Non ci sono novità. La cosa peggiore, però, è che oggi emergono delle certezze: è evidente la piena confusione della Regione e dell’assessore alla Sanità nonché Presidente Stefania Proietti. Siamo certi che la Presidente Proietti non abbia deciso dove sarà costruito il nuovo ospedale. Non ha deciso di realizzarlo con denaro pubblico, ma di ricorrere a prestiti tramite Inail e Cassa Depositi e Prestiti, quindi ha deciso di ricorrere a soggetti privati. Poiché ha sempre dichiarato che l’ospedale sarebbe stato costruito con soldi pubblici, è evidente che, di fatto, non ha deciso nulla. Non ha deciso nemmeno i tempi di costruzione e di inizio dei lavori, perché, ad eccezione di un’area, tutte le altre aree considerate idonee necessitano di espropri che, oltre a costare milioni di euro non pubblici — e quindi da restituire — garantiscono tempi lunghissimi. La presidente Proietti non ha deciso di tutelare i soldi dei cittadini ternani usati per mettere delle ‘pezze a colori’ sul vecchio ospedale: soldi ormai già spesi. Però hanno tutti insieme deciso che l’ospedale pubblico di Terni costerà 600 milioni dimostrando inettitudine e l’incapacità di gestire il denaro della comunità in maniera efficace efficiente e da buon padre/madre di famiglia. Con queste cifre io faccio un ospedale in ogni città dell’Umbria semplicemente perché non mi piace rubare soldi ai cittadini Provo vergogna nel far parte di una classe politica nazionale e, in particolare, umbra, scadente, inefficiente, improduttiva, fanfarona, demagogica e misera di idee di sviluppo. Molte delle persone che oggi hanno assistito alla massima espressione del ‘niente’ moriranno in un ospedale vecchio e obsoleto, per colpa dei politici che attualmente gestiscono la Regione Umbria. Mi dissocio totalmente da tutta la politica umbra, guidata dalla demagogia e dall’inefficacia. Vergogna, vergogna, vergogna. La città di Terni, i cittadini ternani, la Provincia di Terni e i cittadini della provincia non meritano un trattamento così violento, né di essere trattati da stupidi. Colui che oggi, con libere elezioni democratiche, li rappresenta tutti si unisce al grido di stupore nel constatare che la politica regionale odierna crede di poterci togliere la sete con il prosciutto. Faremo tutto ciò che rientra nelle nostre possibilità per mandare a casa una giunta rappresentata, oltretutto, anche da cittadini della Provincia di Terni che si sono dimostrati inefficaci e inefficienti tanto quanto i consiglieri eletti nel resto del territorio. Mi sento diverso da tutti loro e me ne vanto: per me la politica non è uno strumento di guadagno, ma un alto servizio per la crescita della città».

Per Luca Simonetti, presidente del gruppo consiliare M5S dell’assemblea legislativa dell’Umbria, «oggi è una giornata storica per Terni e per la sanità umbra. Per la prima volta si avvia un percorso concreto e verificabile verso il nuovo ospedale di Terni, fondato su uno studio tecnico serio che analizza in modo oggettivo il reale impatto di questa grande opera sulla città. È un passaggio decisivo, perché senza uno strumento di questo tipo non può esistere alcuna progettazione credibile, né tantomeno una scelta responsabile. La presidente Stefania Proietti, con lo studio commissionato alla Binini Partners sulle aree idonee, ha avviato un percorso basato su dati, trasparenza e responsabilità politica. Al tavolo dei relatori erano presenti anche gli assessori De Luca e De Rebotti, la direttrice Donetti e il direttore Casciari. Si recupera oggi il tempo che in passato è stato perso, quando per anni non si è fatto nemmeno il minimo indispensabile: dotarsi di una base tecnica da cui partire. Le stesse persone che oggi parlano di ritardi, di tempi lunghi o di risorse irrealistiche sono quelle che hanno inseguito ipotesi fantasiose, puntualmente bocciate dai tecnici da loro stessi incaricati, senza mai arrivare a un punto fermo. Ora si apre una fase nuova. Un percorso partecipato che non deve escludere nessuno, a partire dalle istituzioni di ogni livello, ma coinvolgendo anche chi in quella struttura dovrà lavorare ogni giorno in condizioni di sicurezza per garantire il diritto alla salute e alla cura della nostra comunità. Un percorso che deve portarci, in pochi mesi, alla definizione di un progetto operativo e alla ricerca delle risorse necessarie per realizzarlo. La fotografia di questa giornata resterà indelebile come il primo vero passo concreto verso un risultato che i ternani attendono da troppi anni. Nel frattempo, è fondamentale lavorare con la massima determinazione sulle criticità più urgenti, a partire dal pronto soccorso, tema su cui la presidente Stefania Proietti sta ponendo la massima attenzione, con un impegno diretto e costante».

Per i gruppi regionali di opposizione – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Umbria Civica – «sul nuovo ospedale di Terni la presidente Proietti certifica una scelta precisa: rinviare, non chiarire, non assumersi responsabilità. I tempi si allungano fino a diventare indefiniti, i costi restano un mistero, così come le risorse con cui si vorrebbe finanziare l’opera. A tutto questo si aggiunge un grave problema di trasparenza democratica, con il confronto istituzionale deliberatamente evitato e la voce dei consiglieri regionali di opposizione messa a tacere. La conferenza stampa di presentazione dello studio per l’individuazione di aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale di Terni, lascia aperte tutte le questioni fondamentali e solleva più dubbi che certezze. A partire dalle tempistiche, sulle quali la presidente non è stata affatto chiara, evitando di rispondere alle domande dei giornalisti e lasciando intendere che uno studio di fattibilità vero e proprio sarebbe pronto soltanto entro il 2028. Un orizzonte temporale che rende evidente come, con questo approccio, i tempi di realizzazione dell’opera siano destinati a diventare biblici, con il concreto rischio che il nuovo ospedale di Terni non venga mai realizzato. Tra l’altro, aver individuato ben cinque possibili location per la posizione dell’ospedale, non potrà che alimentare confusione e divisione, proprio in un momento in cui sarebbero necessarie delle scelte chiare e nette. Gravi incertezze emergono anche sul fronte dei costi. Anche in questo caso la Proietti ha eluso le domande, senza fornire alcuna indicazione né sul costo complessivo dell’opera né, soprattutto, su come la Regione intenda reperire le risorse necessarie per finanziarla. Dopo oltre un anno di governo regionale, siamo ancora di fronte a un progetto senza numeri, senza coperture e senza certezze. Al momento, l’unica notizia certa, per ammissione della stessa Proietti, è che la precedente giunta di centrodestra ha lasciato 280 milioni di euro di fondi INAIL già opzionati, per i quali l’attuale giunta ha dovuto chiedere una deroga, non avendo rispettato la scadenza del 31 dicembre 2025. A questi si aggiungono i 78 milioni di euro dell’ex articolo 20, che in origine erano 127 milioni, sempre come da loro stessa ammissione. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di metodo che riteniamo inaccettabile. Prima della conferenza stampa era stato annunciato uno spazio di confronto e di ascolto anche per gli interventi dei consiglieri regionali di opposizione presenti. Al termine, invece, dopo le domande dei giornalisti, ogni possibilità di intervento è stata negata. Ai consiglieri non è stato consentito di parlare, chiudendo di fatto il confronto e sottraendosi alle domande scomode. Alla luce di quanto emerso, appare evidente che la presidente Proietti abbia scelto la strada del non decidere, rinviando tutto a un futuro indefinito, senza tempi certi, senza risorse e senza un reale confronto istituzionale. Eppure, il nuovo ospedale di Terni rappresenta un’infrastruttura strategica e imprescindibile per la città e per l’intera Umbria, per la qualità delle cure ai pazienti, per l’attrattività del sistema sanitario, per lo sviluppo dell’università e delle strutture collegate, per la capacità di attrarre professionisti e pazienti anche da fuori regione. Terni non può più permettersi rinvii, ambiguità e fughe dalle responsabilità. Servono scelte chiare, tempi certi e risorse definite. Tutto il resto è solo propaganda».

«Venerdì – le parole del vice presidente della Provincia di Terni e consigliere comunale FI Francesco Maria Ferranti – ci siamo riuniti in conferenza dei presidenti di palazzo Spada e abbiamo stabilito di mantenere la convocazione del consiglio comunale aperto sul nuovo ospedale del 12 gennaio. Il Comune di Terni deve, come istituzione, da un lato sollecitare affinché l’Umbria del sud veda realizzarsi una infrastruttura che i cittadini e il personale sanitario meritano, lo merita il diritto a un sistema sanitario che funzioni. Dall’altro dobbiamo anche evidenziare quale sarà la soluzione più rapida nei tempi, poiché le criticità che ineriscono il ‘Santa Maria’ non possono attendere un decennio».

Il segretario comunale di Umbria Civica Terni, Marco Ravasio, osserva che «lo studio, costato circa 32.700 euro, si è concluso non con una ma con ben cinque ipotesi. Posto che alcune sono improponibili e palesemente inadeguate, emerge con tutta evidenza come ancora una volta sia mancato in maniera clamorosa quello che conta in concreto: un’idea chiara, un sito, un progetto, il reperimento delle risorse necessarie e il cronoprogramma dei lavori. Punto. Questo è quello che Terni e i ternani avevano il diritto di ascoltare oggi da chi governa la Regione a spese dei cittadini. Si è invece assistito al ‘festival del nulla’, alla totale assenza di una linea politica definita, laddove cinque ipotesi rappresentano soltanto l’innesco di una miccia che finirà per alimentare ulteriori divisioni e polemiche in una città ove ce ne sono già troppe, anche a causa di risposte attese da anni e che continuano a non arrivare. Tutto questo appare un modus operandi in perfetta continuità con l’azzeramento del fondo di 128 milioni di euro stanziato dalla precedente amministrazione Tesei come prima tranche per realizzare il nuovo ospedale di Terni e che invece Proietti, De Rebotti, De Luca, Bori & c. hanno usato per coprire altre spese in giro per la Regione. Poiché la strada intrapresa appare l’ennesima presa in giro per la città di Terni, Umbria Civica – conclude Ravasio – assumerà tutte le iniziative politiche del caso, sia in sede regionale che a livello locale a tutela del diritto alla salute dei cittadini, già ampiamente compromesso dai disastri dell’amministrazione regionale sotto ogni profilo. Tasse al massimo nonostante».

Per il Pd ternano intervengono i segretari provinciale e comunale Carlo Emanuele Trappolino e Leopoldo Di Girolamo: «Con la presentazione dello studio per l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni, la Regione dell’Umbria ha mantenuto gli impegni presi con la città e ha avviato un percorso di trasparenza, partecipato e strategico per il futuro di tutto il territorio. Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione. Si è aperta una nuova fase per la sanità ternana: non solo il percorso avviato poggia su fondamenta solide e concrete, ma è stato anche ribadito, da parte della presidente, come il progetto sia una priorità assoluta della Regione. Una scelta netta e di responsabilità, che risponde a quanti, in questi mesi, hanno sindacato senza conoscere le prospettive e spesso con una buona dose di pruriginosa strumentalità. Ora sarà attivato un percorso istituzionale e di partecipazione, nel quale tutti cittadini dovranno sentirsi coinvolti per essere protagonisti delle scelte più adeguate per la città. Scelte che riguarderanno sia la collocazione, sia le modalità di realizzazione, per le quali sono state immaginate soluzioni ingegneristiche e architettoniche che rispondono alle più moderne indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nelle prossime settimane – concludono i due – impegneremo anche il Partito Democratico del territorio nel confronto e nella partecipazione, per portare il nostro contributo e per sostenere, nei luoghi che ci competono, un progetto strategico per la città e per i cittadini, oltre che per tutta l’Umbria».
C’è poi Alleanza Verdi Sinitra Terni che esprime «soddisfazione per la presentazione dello studio sulle aree idonee alla realizzazione di un ospedale moderno e all’avanguardia per il territorio ternano. Finalmente si rimette al centro la sanità pubblica che è ciò che serve. Le ipotesi presentate rappresentano uno dei primi elementi di serietà tecnica e istituzionale, che consentono a tutte e tutti di poter avere un quadro su pro e contro di varie possibilità, consentendo di poter conoscere il processo decisionale. Una novità che già dal metodo, mai visto fin qui in trent’anni di discussioni, impone una serietà a tutti gli attori in campo. La presidente Proietti, dimostrando concretamente di voler investire su Terni e su Narni Amelia, pone le basi per l’inversione di un modello di sviluppo che è in declino da troppo tempo. Investimenti pubblici orientati alla salute, all’ambiente e alla ricerca scientifica, possono fare di Terni una porta di collegamento con la capitale che può riportare l’Umbria tutta al centro dello sviluppo nazionale. Ci è sembrato pertanto illuminante, per far questo, aver scelto la sede di Arpa dove le questioni della salute si ricollegano a quelle dell’ambiente e il ruolo centrale che si ritiene di voler assegnare all’Universita’. Parlare oggi di nuovo ospedale significa affrontare i problemi della centralità del malato, dell’innovazione tecnologica in medicina, del nesso strettissimo che intercorre tra ricerca scientifica, cura e riabilitazione e quindi dell’importanza della rinnovata presenza universitaria, della formazione continua del personale , della sostenibilità ambientale di complessi energivori ed impattanti come un ospedale. Di questo abbiamo finalmente sentito parlare nella relazione di ieri. Terni può diventare un polo di innovazione e di ricerca proprio per quella filiera cura ambiente-salute che da elemento di criticità può trasformarsi in elemento di specializzazione avanzate, La città potrebbe così riscoprire la sua vocazione di prima città collegata all’avanguardia dell’innovazione italiana come è sempre stata. Momenti di approfondimento tecnico, libero e volto a trovare le soluzioni migliori, senza tener conto di interessi particolari di qualcuno, come quello presentato ieri, restituiscono valore e credibilità alla buona politica. Stefania Proietti ci ha ricordato a cosa serve la politica fatta per i cittadini, in contrapposizione al vergognoso spettacolo che la giunta comunale, capitanata dal sindaco Bandecchi -im-prenditore, piazzista dei suoi affari personali, ci offre ogni giorno, con le perorazioni dei suoi progetti pro domo sua come lo stadio clinica. E’ finalmente stato fatto un primo passo importante nella costruzione di un processo democratico e partecipativo, sul dove e quale miglior ospedale costruire per la Terni del futuro, ora si dovranno approfondire ulteriori aspetti come tempi e costi, approfondendo lo studio tendendo presenti elementi per noi imprescindibili come la riduzione di consumo di suolo, il modello della città in 15 minuti, la mobilità alternativa e la sostenibilità. Ora si può iniziare una discussione pubblica e partecipata».
Per i gruppi di maggioranza PD, M5S, AVS, Umbria Domani in Regione «la presentazione dello studio sulle aree idonee per il nuovo ospedale di Terni ha rappresentato un passaggio di grande rilievo per la città e per l’intera sanità umbra. A sostegno dell’azione della presidente Stefania Proietti, riteniamo che per la prima volta sia stato messo in campo un percorso serio, concreto e verificabile, fondato su metodo, responsabilità e dati oggettivi. È un cambio di passo sostanziale: senza una base solida non può esistere alcuna scelta credibile né una programmazione all’altezza della complessità della sfida che abbiamo di fronte. Per Terni vogliamo il meglio, così come per l’intero sistema sanitario regionale. Se esistessero soluzioni più semplici o immediate, saremmo i primi a trarne vantaggio. Proprio per questo è necessario lavorare con serietà e rigore, evitando decisioni che possano tradursi in uno spreco di risorse pubbliche o compromettere nel tempo la qualità del sistema sanitario. Siamo pienamente consapevoli di quanto sia importante agire velocemente, ma la rapidità deve andare di pari passo con la solidità delle scelte. In questo quadro si colloca lo studio commissionato a Binini Partners, che rappresenta un passaggio fondamentale perché consente finalmente di conoscere in modo puntuale l’impatto che un’opera di questa portata avrebbe sulla città, sotto il profilo urbanistico, infrastrutturale, ambientale e dei costi. Per la prima volta si dispone di un’analisi strutturata che permette di affrontare il tema del nuovo ospedale non per suggestioni o annunci, ma sulla base di elementi verificabili e comparabili. Nessuna ipotesi viene scartata in partenza. La solidità dei dati consente di aprire una fase di confronto reale e consapevole sulle diverse opzioni possibili. Un confronto che dovrà essere ampio, trasparente e partecipato, coinvolgendo le istituzioni a tutti i livelli e, in modo centrale, il personale sanitario, che conosce dall’interno criticità, esigenze di sicurezza e condizioni necessarie per garantire qualità delle cure e diritto alla salute. Dopo anni in cui si è proceduto senza una base tecnica condivisa, oggi si recupera un metodo fondato su dati, responsabilità e assunzione di scelte politiche informate. È per questo che abbiamo bisogno del supporto di tutti: solo attraverso un confronto serio e collettivo sarà possibile arrivare alla decisione migliore per Terni e per il futuro della sanità umbra. Parallelamente, l’impegno della giunta è orientato alla ricostruzione di una rete sanitaria territoriale più forte ed efficiente, capace di ridurre la pressione sui pronto soccorso delle grandi città e di offrire risposte più appropriate ai bisogni di salute. Un lavoro che passa dal rafforzamento della sanità di prossimità, dall’integrazione tra territorio e ospedale e da un’azione strutturale sulle liste d’attesa, affinché il diritto – concludono – alla cura trovi risposte concrete nella vita quotidiana delle persone».






























