di S.F.
Il consigliere della Lega Sergio Armillei esce dalla sala consiliare, non partecipa al voto e, come conseguenza, la proposta viene bocciata. O meglio, non ottiene l’approvazione della II commissione consiliare: fumata nera lunedì pomeriggio a palazzo Spada per la costituzione ed il funzionamento della consulta comunale dello sport del Comune di Terni. I quattro voti favorevoli non bastano, c’è lo stop dopo le varie spiegazioni fornire dall’assessore Elena Proietti e dal funzionario tecnico Fausto Ottaviani. Martedì tuttavia è stata fatta una verifica dal quale emergerebbe che in realtà l’atto è passato.
IL REGOLAMENTO BOCCIATO IN II COMMISSIONE – LEGGI

L’obiettivo, la composizione e le balle di fieno
L’atto regolamenta la consulta con la formazione di tre organi: l’assemblea (composta dal sindaco Leonardo Latini, l’assessore allo sport Elena Proietti, un rappresentante del Coni, un esponente per ogni associazione sportiva presente sul territorio comunale affiliata al Coni o ad uno degli enti di promozione sportiva riconosciuto/iscritti al registro unico nazionale del terzo settore e un membro per ogni società sportiva costituita in forma cooperativa o dilettantistica senza fini di lucro, con successiva possibilità di integrazione con uno o più esperti), la presidenza e il comitato esecutivo. «Si tratta – ha spiegato la Proietti – di un regolamento quanto più inclusivo possibile. Noi non possiamo arrivare ovunque e le consulte, se utilizzate nel giusto modo, possono essere d’aiuto. L’ufficio sport è rimasto con le balle di fieno che girano e abbiamo bisogno di un supporto per avere un occhio vigile sull’attività sportiva. Siamo aperti a modifiche». Citati anche i guai con le palestre scolastiche: «Tanti presidi non ci hanno dato le autorizzazioni. Campomaggiore? Fondamentale per noi, i lavori pubblici sono intervenuti», ha voluto aggiungere.

L’emendamento sul comitato esecutivo
Un’unica richiesta di emendamento, quello del consigliere del Gruppo Misto Doriana Musacchi. Mirino sull’articolo 6, vale a dire le competenze dell’assemblea: è stato fatto presente che occorre un numero dispari per il comitato esecutivo e non pari (presidente e vicepresidente) come prevede il regolamento. Dunque in sostanza l’input è di aggiungere un ulteriore elemento – delegato con posizione extra politica – con voto palese per fare da ago della bilancia. Una modifica di natura tecnica. A questo punto ha ripreso la parola la Proietti: «D’accordo con la Musacchi. Per quel che concerne la scelta dei rappresentanti uscirà un bando, chi ha i requisiti potrà farne parte. Una previsione numerica non posso farla, posso dire che dieci/quindici società hanno chiesto questo tipo di organismo». Michele Rossi (Terni Civica) ha posto – più contenuto del solito – una sola domanda legata alla convocazione: «La possono fare anche i singoli membri?».

La specifica di Ottaviani
Il funzionario dell’ufficio sport ci ha tenuto a sottolineare un paio di aspetti: «L’assemblea ordinaria si riunirà una volta l’anno nel periodo di settembre per parlare di impianti sportivi, utilizzo per l’anno successivo e calenderizzazione. Inoltre l’obiettivo è raccogliere le proposte delle società sportive e la convocazione è in mano al presidente. Invece la seduta straordinaria può essere convocata su richiesta dell’assessore allo sport. I membri in forma autonoma non possono», la delucidazione. Valdimiro Orsini (Gruppo Misto) si è detto d’accordo con l’istituzione della consulta, ma al contempo ha chiesto spiegazioni alla Musacchi per l’emendamento proposto. Sponda minoranza è intervenuto Paolo Angeletti (Terni Immagina): «Nel comitato esecutivo ci vorrebbe un esponente della minoranza perché mi interessa che sia rappresentata l’espressione di tutti, anche quella contraria. Ma per un discorso di ‘alta politica’, non partitico». Stop della Proietti: «Non sono d’accordo, mi dispiace. Quantomeno sulla carta la politica dovrebbe rimanerne fuori». Ottaviani ha ripreso la parola per un ulteriore chiarimento: «L’assemblea è l’organo in sé, il comitato esecutivo è soltanto per esternalizzare ciò che viene deciso. Difficilmente prenderà decisioni a maggioranza, le diramano. Non vedo discorsi legati a possibili conflitti».
Pausa, votazione e bocciatura
Cinque minuti di pausa per una breve riunione tra i consiglieri di maggioranza – in realtà saranno circa dieci – e si rientra per la votazione. Emendamento e atto completo, il risultato è lo stesso: quattro voti favorevoli (Pepegna, Margaritelli, Cicchini e Musacchi) e tre astenuti (Tobia, Filipponi e Orsini), Armillei esce e non vota. Proposta respinta. La Proietti, già entrata in aula alquanto innervosita, non la prende benissimo: «Si vede che due anni di stop immotivato dello sport non sono bastati a far capire alla città l’importanza che riveste a livello sociale, di salute ed economico». Se ne tornerà a parlare in consiglio comunale.
La verifica
Da quanto si apprende martedì c’è stata una verifica sul procedimento di voto. Sarebbe risultato – condizionale d’obbligo al momento – che Armillei ha alzato il badge senza riconsegnarlo, facendo contare il voto negativo (mai citato durante la commissione) da parte della segreteria: martedì c’è stato un check che ha coinvolto il segretario generale Sperandeo e Simona Coccetta con esito a sorpresa, vale a dire l’approvazione dell’atto emendato e del provvedimento.