Due anni e sei mesi di reclusione – l’accusa ne aveva chiesti quattro – con pena sospesa. Questa la condanna inflitta ieri dal gip di Terni Barbara Di Giovannantonio, con le modalità del rito abbreviato, nei confronti di un 80enne di Terni accusato di violenza sessuale per fatti avvenuti nel luglio del 2025.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a seguito della denuncia sporta dalla vittima, una donna ternana di 49 anni, l’anziano – collaboratore di un Centro di assistenza fiscale di un sindacato – aveva aggredito sessualmente la signora all’interno dell’ufficio, dove le aveva dato appuntamento per sbrigare una pratica relativa al reddito di inclusione.
Secondo le accuse, l’80enne, dopo aver fissato l’incontro di mattina, relativamente presto, una volta chiusa la porta della stanza l’aveva baciata sul collo e palpeggiata nelle parti intime. Di fronte allo sconcerto della 49enne, l’anziano aveva allentato ‘la presa’ consentendole di uscire, raccomandandole però di non raccontare a nessuno l’accaduto. Che invece è puntualmente finito all’attenzione dei carabinieri di Terni che hanno sviluppato le indagini, sfociate nel processo giunto a sentenza.
Agli atti dell’indagine, anche lo scambio di messaggi fra i due, avvenuto dopo il fatto, con quelle che per l’accusa erano state parziali ammissioni da parte dell’imputato. Il procedimento non vedeva parti civili costituite e, nel contesto della decisione, l’80enne – assistito dall’avvocato Leonardo Cristoforo Fieri – si è visto riconoscere alcune attenuanti che hanno portato la pena nella soglia della sospensione. «Il mio assistito – afferma l’avvocato Fieri – ha sempre affermato di non aver commesso alcuna condotta penalmente rilevante, peraltro non sussistendo, oltre alle dichiarazioni della persona offesa, alcuna ulteriore prova. Al deposito delle motivazioni della sentenza emessa dal gip valuteremo la proposizione dell’appello».
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