Riceviamo e pubblichiamo
di G.C. – lettera firmata
Sono a scrivere questa missiva perché non è più tollerabile il comportamento di certe figure politiche nei confronti della sanità pubblica. In data 10 gennaio 2026 si è reso necessario il ricovero di mio padre in seguito a una forte dissenteria (premetto che mio padre non deambula, è reduce da una polmonite bilaterale ed è cardiopatico). Ha delle piaghe da decubito per cui, quando fa i suoi bisogni fisiologici nel pannolone, va cambiato subito altrimenti vi lascio immaginare i dolori.
Ora in data 11 gennaio mi reco presso il pronto soccorso dell’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni e mi è sembrato di entrare in un girone dell’inferno. Una signora di 85 anni che era lì su una barella da quattro giorni. Numero due dottori, numero due oss e tre/quattro infermieri. Tutte figure eccezionali, sia dal punto di vista umano che professionale, ma con un carico di lavoro assurdo.
Nel pronto soccorso vi erano circa 50/60 pazienti, addirittura non c’erano più barelle. Mi domando: chi sono i politici che prendono queste decisioni, che tolgono la dignità umana a persone che dopo aver lavorato una vita si trovano a dovere dormire nei loro escrementi? Sperando che qualcuno prenda provvedimenti.






