di Francesca Torricelli
Due appuntamenti fissati, due volte la stessa risposta: l’esame non si può fare perché la strumentazione non funziona. È la segnalazione che una cittadina ternana ha deciso di raccontare ad umbriaOn dopo quanto accaduto nel reparto di cardiologia dell’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni, dove si è recata per sottoporsi a un ecocardiogramma da sforzo, esame richiesto dal cardiochirurgo.
«La prima volta sono andata a novembre, la seconda a metà gennaio», racconta. «In entrambi i casi, dopo tutta la preparazione necessaria, con i terminali collegati e la strumentazione informatica pronta, l’esame non è stato possibile perché il computer non funzionava». Durante il secondo accesso, riferisce la donna, è stato chiamato anche un tecnico informatico. «Ha detto chiaramente che il problema è noto: il computer deve essere sostituito e i cavi sono fatiscenti. Lo sanno, ma continuano a prendere appuntamenti. Poi, quando il paziente è lì, a volte funziona e a volte no».
L’ecocardiogramma da sforzo non è un esame richiesto frequentemente, ma riveste un’importanza clinica rilevante. «Consente di evidenziare situazioni cardiache molto specifiche», racconta la cittadina. «A detta dei medici, serve anche per decidere se operare o non operare una persona. Non è un dettaglio di poco conto». Un altro elemento sottolineato riguarda l’unicità dello strumento. «Questo esame non si può fare privatamente perché i centri diagnostici privati non hanno questo macchinario. È una peculiarità dell’azienda ospedaliera di Terni e anche di pochi altri ospedali. Dovrebbe essere un punto di forza, invece diventa uno svantaggio perché non funziona».
Secondo la paziente, il problema non riguarderebbe l’intero macchinario ma componenti informatiche ormai obsolete. «Non stiamo parlando di uno strumento impossibile da sostituire o dai costi proibitivi. Ho detto anche per provocazione: facciamo una colletta, perché è un esame di cui può beneficiare tutta la cittadinanza. Con un semplice elettrocardiogramma certe cose non emergono. Questo è un esame più approfondito, fondamentale in alcune situazioni cliniche. È paradossale che una tecnologia così importante, e così rara, finisca sui giornali non per l’eccellenza ma per il contrario». L’azienda ospedaliera, contattata da umbriaOn, fa sapere che «il problema era già monitorato e mercoledì mattina (21 gennaio, ndR) è stato risolto in maniera definitiva».






